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Il panico satanico dei diavoli della bassa modenese

All’inizio degli anni Novanta “l’abuso rituale satanico” è ridotto al rango di teoria del complotto o leggenda metropolitana. Ma alcuni paesi europei scontano ancora un forte ritardo culturale e sociale sul tema—Italia inclusa. E verso la metà degli anni Novanta, l’humus per una diffusione incontrollata del panico su satanismo e pedofilia è piuttosto fertile.

Piccolo paese, piccola comunità di persone normalissime, secondo altri famiglie un po’ particolari, era “possibile” nello specifico che fossero addirittura satanisti e pedofili. Una vera storia da film dell’orrore a cui molti, moltissimi hanno creduto nel nostro paese, in un contesto di arretratezza culturale, in cui le persone accusate e coinvolte non avevano una vita tranquilla ed una reputazione tale da far credere che fossero disponibili a fare di tutto. Magari per avere qualche soldo… e c’è anche la figura di un prete ambiguo, molto simpatico e lavoratore, che sembrava coinvolto in storie sataniste.

Qui ammazzavano i bambini… quando c’era il buio. Poi quel pretino se ricordo bene… hanno scavato dei bimbi… c’era mio padre, tutti i bambini, qualche volta mia madre. (tratto da Veleno, il podcast di Repubblica)

Cosa è successo in apparenza

I diavoli della Bassa modenese, o pedofili della Bassa modenese, è legato ai paesi di Mirandola e Massa Finalese, legato ad una storia di satanismo in cui sarebbero stati molestati e assassinati bambini. Si ricordano descrizioni e cartine dettagliate, i bambini conoscono i cimiteri a memoria, si dice, arriva il sospetto che nel cimitero del paese ci fossero non solo pedofili, ma anche assassini crudeli.

Cosa è successo davvero

Wikipedia racconta, pero’, che non furono mai trovate prove di quello che era successo, e che doveva trattarsi di un caso di panico satanico – lo stesso a cui si sarebbero ispirati horror di successo come ad esempio The house of the devil. L’espressione panico satanico è stata coniata nel 1980 dal psichiatra Lawrence Padzer, in relazione ad un libro da lui scritto sul presunto coinvolgimento di Michelle Smith in un quadro di abusi e rituali satanisti.

La verità processuale stabilì che non ci furono riti satanici né tanto meno che vennero commessi omicidi e venne inoltre ipotizzato che le tecniche di interrogatorio dei bambini avessero portato a far credere a questi falsi ricordi.

Nonostante tutto, all’epoca oltre una ventina di persone vennero accusate di far parte di una setta di pedofili e satanisti, che avrebbe abusato sessualmente, fisicamente e psicologicamente, di 16 bambini, di età compresa tra gli 0 e i 12 anni, sia tra le mura di casa, sia attraverso riti satanici nei cimiteri della zona. Tutti i bambini furono allontanati dalle famiglie e nessuno di loro vi fece più ritorno, rimanendo a vivere presso le famiglie affidatarie, crescendo a volte nella convinzione di essere stati davvero vittima di abusi sessuali, mentre, in altri casi, alcune delle presunte vittime, ritrattarono successivamente le accuse.

Accuse false, davvero incredibili e per cui venne ordinato un drenaggio del fiume Panaro in cui sarebbero stati buttati i cadaveri: non ne venne mai ritrovato neanche uno. Del materiale pedo-pornografico inciso su Polaroid e filmati, neanche l’ombra.

La reputazione di Massa Finalese venne distrutta

La nostra comunità devastata dalle calunnie – ora riaprite le indagini, disse il prete del paese a riguardo di questa pazzesca storia.

Massa Finalese divenne così, come in una vera e propria maledizione (e senza fondamento con la realtà,) il paese dei satanisti, dei pedofili e degli assassini: e non era vero. Rimane da capire come sia possibile che tutti abbiano raccontato la stessa orribile storia, la stessa maledetta storia che non ha mai trovato fondamento nella realtà e che sconvolge, ancora oggi, nella sua lettura e rianalisi. Un caso, come è stato sancito in seguito alle numerose assoluzioni dalla Cassazione, un falso ricordo collettivo.

Le accuse di abusi satanici nei cimiteri sono state archiviate per mancanza di prove, anche se alcuni imputati sono stati condannati per abusi domestici senza alcuna impronta satanica o rituale. Alcune persone sono state completamente assolte per mancanza di prove, altre sono morte e solo alcune sono state condannate.

Ad oggi, in conclusione, il caso dei diavoli della Bassa Modenese è stato riaperto, e le famiglia sembrano aspettare con una certa speranza di poter riabbracciare i 16 figli, tolti loro ingiustamente.

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