Che cosa ho imparato dopo due mesi dalla psicologa

Scrivo questo articolo inizialmente con qualche tentennamento, e partirei da qui nel fare un flusso di coscienza significativo che, spero, potrebbe aiutare qualcun altro che ha i miei stessi problemi. Dire che soffro di depressione, per la verità, è una semplificazione brutale: in realtà da un po’ di tempo vivevo di umore instabile, mi sentivo più insicuro e fragile del solito, anche se poi mascheravo il tutto scrivendo i classici post ironici su Facebook.

Uno sfogo che mi appagava nella misura in cui, ogni tanto, beccavo qualche like dai miei crush, le ragazze di cui sono vagamente invaghito che ad oggi ho perso il conto, nella confusione bonaria che uno stato d’animo come il mio mi impone. Il mio problema è infatti tuttora legato alla mia relazione problematica con l’altro sesso: mi sembra di non riuscire a propormi, mi sembra di non meritarmelo, un po’ come raccontava un altro utente su un altro articolo che ha attratto la mia attenzione.

Mi aspettavo che uno psicologo, messo davanti al mio problema, si mettesse a ridere banalizzandolo: non è stato così. Mi sentivo anche un po’ uno sfigatello non da poco, nel farlo: ma la cosa che ha premesso che mi è rmasta impressa come frase è proprio questa – lei non è sfigato, lei è sofferente.

È stata un’esperienza illuminante, soprattutto perchè mi sono sfogato liberatemente con la psicologa, raccontandole paure, timori, fobie (una legata ad esempio alla penetrazione, il che è quasi paradossale: sento spesso di donne che hanno paura di farsi penetrare, ma non bisognerebbe mai dimenticare che la paura dal lato maschile, per quanto possa sembrare poco “virile”, esiste eccome). Avevo paura, ma parlando con lei molte cose mi sono sembrate più leggere.

Una volta le ho raccontato dei miei fallimenti, dei flirt andati male, delle volte che mi vedevano più come amico e mi respingevano, con una costanza ed una coerenza globale che faceva quasi pensare ad un complotto. Ma il problema, a quanto pare, era la scelta iniziale, il fatto di non scegliere bene all’inizio e di buttarmi dietro a donne che per definizione non avrebbero potuto darmi nulla, un po’ come succede nella più classica delle profezie che si auto-avverano.

Le parole di Maria, la psicologa che mi segue su Cozily (un’app per ricevere consulenza psicologica anonima via chat) risuonano spesso durante le mie giornate, anche mentre faccio tutt’altro: è normale, mi dice, perchè certe cose devono essere assimilate. Ed io ecco, sono qui, e provo grande senso di liberazione nell’avervene parlato.

Non vi scoraggiate, mai. Ed abbiate sempre profondo rispetto, prima di ogni altra cosa, della vostra persona.

Foto di Gino Crescoli da Pixabay