EasyJet Calabria: storia di uno svarione (che non lo è)

Stamattina sono entrato su Twitter, anzi no: ricordo meglio, ho aperto Facebook e vedo un criptico messaggio postato da un amico. Vive e lavora in Calabria, il mio amico, e scrive qualcosa che ha a che fare con EasyJet e la Calabria. Sulle prime non capisco, per cui mi affretto a consultare Twitter, che ha già gli hashtag in tendenza e, a quel punto, tutto diventa chiaro.

Da bravo segugio del web, ho anche salvato la pagina che adesso è stata modificata, ovviamente. In pratica hanno fatto questo: in nome di un copywriting che nelle intenzioni sembra vuotamente provocatorio, hanno riportato uan serie di castronerie sulla mia regione di origine. Tra cui storie trollanti di mafia, servizi che non ci sono, alpi inesistenti e città “poco instagrammabili”. Chiaro che la levata di scudi era d’obbligo, e secondo me EasyJet lo sapeva molto bene.

Fateci caso: TUTTI i principali quotidiani citano EasyJet (lato SEO, è una vera e propria cocitation, ed è un fattore di posizionamento che li favorirà su Google). La shitstorm massimo dopodomani si sarà esaurita, e quelle citazioni rimarranno – e sono pronto a scommettere che ci sarà un boom di accessi al loro sito. La cosa, insomma, sembra calcolata a tavolino, e chi non lo pensa è solo un po’ ingenuo, secondo me.

È solo ed esclusivamente fuffa, insomma: è fuffa che fingano di fare i razzisti (ed è spregevole che lo facciano, ovviamente), è perfettamente calcolata la reazione perchè così facendo, indignandovi e sentendovi offesi da calabresi, gli state solo dando la visibilità che vogliono. Ovviamente la sostanza di quell’articolo rimane profondamente sbagliata, ma la trappolona per media ed utenti social incazzosi è rimasta: se avete scritto su EasyJet oggi, a prescindere dal tono, EasyJet vi ringrazia per la pubblicità gratis che gli avete fatto.

Sapevano tutto, era prevedibile: sapevano anche che avreste postato le foto dei luoghi più belli della Calabria, e che questo avrebbe forse fatto bene al turismo come pubblicità gratis. Sapevano che sticazzi delle critiche, quando devi vendere un servizio vale sempre il caro vecchio “bene o male purchè se ne parli“. Non è vero, cara agenzia che gestisci le robe di EasyJet?

Una reaction più equilibrata sarebbe stata: EasyJet viene bannata da Facebook per razzismo. Un po’ come Trump, insomma. Non certo che tutti i giornali stiano pappagallando la notizia e riportando le scuse dell’azienda, oltre all’immancabile leitmotiv aziendale di sempre: ABBIAMO APERTO UN’INDAGINE INTERNA, come se il sito dove hanno pubblicato quella porcata non fosse il loro.

A chi obietta del danno di immagine e di tanti calabresi (e non solo) dallo spiccato senso civico che non prenderanno più Easyjet, dico solo una cosa: abbiamo la memoria corta. Tra due settimane useremo comunque Easyjet per prenotarci il viaggio nella località esotica di turno (Covid-19 permettendo, ovviamente).

Altro che no.