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La “truffa del sì” è una bufala?

Sul web spopola da molti anni la storia nota come “truffa del sì”: in pratica vi chiamano da un call-center con un numero che non avete in rubrica ed è sempre diverso, e cercano di convincervi ad acquistare un servizio, a cambiare piano tariffario oppure molto più semplicemente ad “aggiornare” il vostro piano per luce, gas, telefono o internet.

La truffa del sì consisterebbe nel fatto di rispondere “sì” ad una domanda innocua dell’operatore, come ad esempio “Lei è il signor Nome Cognome?“, e quel sì sarebbe poi registrato ed usato impropriamente per farvi dare assenso alla sottoscrizione di un contratto. Secondo quanto dicono in giro, in sostanza, bisognerebbe stare attenti a non dire mai la parola “sì” per evitare rischi.

Abbiamo indagato un po’, quindi, e scoperto come stanno davvero le cose.

Truffa del sì: bufala o verità?

In breve: se un numero sconosciuto vi chiama, in generale, non può farvi sottoscrivere alcun contratto valido legalmente semplicemente a voce; per cui anche se dite “” al telefono ad un operatore non avrete, per fortuna, stipulato alcun accordo o contratto valido legalmente.

Se non fosse così, in effetti, sarebbe molto facile essere truffati per telefono.

Perchè è una bufala

La notizia ha suscitato un certo allarmismo in rete, e periodicamente sembra tornare in voga; ma per fortuna il sito bufale.net ha pubblicato una bella analisi in merito che smonta questa ennesima bufala che sta preoccupando molti utenti.

Abbiamo scritto che in genere non basta il consenso dato a voce per aderire ad un contratto: e c’è una legge dal 2014 che dice esattamente questo, a tutela dei consumatori.

Cosa dice la legge

Esiste infatti la famosa “direttiva consumatori” nota come d.lgs. n.21 del 21 febbraio 2014. che introduce due novità importanti, che sono valide ancora oggi:

  1. il consenso all’adesione di un contratto può essere stipulato solo in forma scritta, quindi sia mediante documento elettronico (quindi con firma elettronica autenticata) che mediante cartaceo da inviare contro-firmato all’azienda. Non esiste la possibilità di far aderire ad un contratto mediante consenso telefonico.
  2. il consumatore ha ufficialmente il diritto di ripensarci e cambiare idea, quindi potrebbe tranquillamente dire “sì” per telefono e poi non aderire al contratto (nonostante ovviamente l’azienda finirà per fare pressioni in tal senso per farvi aderire lo stesso, ma questo è un altro discorso).

Un’altra cosa importante da sottolineare è quello che succede dopo aver firmato: esiste infatti la possibilità di disdire lo stesso un contratto firmato entro due settimane dalla firma. Questo viene confermato dal diritto di recesso, che è stato allungato a 14 giorni già nel 2014 – quindi chi vi dice che non bisogna dire mai “sì” al telefono vi sta facendo preoccupare per nulla. Se volete recedere da un contratto di questo tipo, quindi che vi hanno fatto firmare a distanza (per telefono, email e PEC) o fuori da un negozio (vale anche per la vendita porta a porta, quindi), è possibile inviare una raccomandata A/R cartacea per disdire seguendo questo modellino.

Chi chiama: di solito è un falso call-center TIM, Vodafone, Wind e Tre

Stando alle segnalazioni in rete di solito la “truffa del sì” era promossa da call center che si spacciavano per TIM, Vodafone, Wind e Tre, quindi i principali operatori telefonici. Se è vero che potrebbero essere ancora attivi e chiamarvi lo stesso, non possono farvi firmare con un semplice assenso a voce, come abbiamo visto.

Tenete conto, in ogni caso, che potrebbero sfruttare altre tecniche di vendita subdole per spingervi a firmare quando non ce n’è alcuna necessità: prometteranno, ad esempio, di farvi pagare meno (cosa tutta da vedere, poi) per spingervi a cambiare operatore senza dirlo apertamente.

Truffa del sì: cosa fare?

Non c’è quindi da preoccuparsi del fatto che un vostro “sì” possa essere frainteso e utilizzato in modo improprio, anche se molti continuano a scrivere che non sia così; come abbiamo visto, la “truffa del sì” è una bufala, ed è iniziata a circolare dopo che il programma TV “Le iene” ne ha parlato.

Ovviamente ciò non toglie che si debba fare attenzione a come si risponde agli operatori di tele-marketing, che sono sempre più furbi ed aggressivi, ma per fortuna la legge è dalla nostra parte ed esiste un modo infallibile per difendersi: chiudere la chiamata senza preavviso, se capiamo che si tratta di un’offerta commerciale da parte di un numerono anonimo o sconosciuto. Non sarà il massimo dell’educazione, ma è molto meglio che insultare l’operatore – che, in fondo, non ha troppe colpe e fa solo il suo lavoro – o mettersi a discutere dei dettagli dell’offerta: abbiamo di meglio da fare, durante il giorno, no?

 

Leultime.info è gestito e scritto prevalentemente da Salvatore Capolupo