Ludoteca Chieti e Pescara: apre il Rifugio dei Monelli

Dove giocare a Pescara quando l’inverno è troppo freddo per stare all’aria aperta o a Chieti nelle giornate estive eccessivamente afose? Apre a metà strada tra Chieti e Pescara, in zona strategica a Chieti Scalo vicino la stazione, la ludoteca Il Rifugio dei Monelli.

Alternativa all’asilo pubblico o privato a Chieti

Soprattutto la mattina, Il Rifugio dei Monelli si pone come valida alternativa all’asilo pubblico o privato. Se la retta dell’asilo è troppo alta o se non avete esigenza di questo servizio con costanza tutti i giorni e non volete legarvi a rette annuali, la ludoteca potrebbe essere la soluzione ideale (sia per chi non può contare sull’aiuto dei nonni sia per chi ha questa fortuna ma non vuole gravarli troppi e vuole comunque concedere ai figli la possibilità di giocare e relazionarsi con i propri coetanei).

Feste compleanno bambini in ludoteca a Chieti

Per le feste private di bambini e bambine di diverse età, la ludoteca offre divertimento per i piccoli e al contempo solleva i genitori dall’incombenza dei preparativi e delle pulizie anche quando si dispone di uno spazio in casa abbastanza grande. Il Rifugio dei Monelli mette a disposizione animazione, gonfiabili e tanto altro intrattenimento. Gli ospiti maschietti (ma non solo) apprezzeranno il nostro campetto di calcio in gomma al coperto: ideale per feste di compleanno a tema calcio!

Pomeriggio in ludoteca con gli amici anche se non c’è un compleanno da festeggiare

Ma sarebbe riduttivo pensare alla ludoteca “solo” come alternativa all’asilo o come spazio per feste private. Tutti i pomeriggi Il Rifugio dei Monelli organizza attività per i più piccoli, corsi, giochi e molto altro. Su prenotazione è inoltre attivo il servizio di aiuto nei compiti. Non sai come portare i tuoi figli dalla scuola di Chieti Scalo alla nostra ludoteca? Li andiamo a prendere noi con il servizio piedibus disponibile su prenotazione!

Che aspetti? Non hai ancora esplorato il sito de Il Rifugio dei Monelli? Dai un’occhiata: il nostro personale qualificato è a tua disposizione!

3 Modi in cui un esperto SEO può massimizzare le vendite

Un sito nella prima posizione di Google riceve il 33% dei click (studio effettuato dall’azienda di marketing Chitika), mentre il secondo scende già al 18%, proseguendo in cascata libera nelle posizioni più basse. Il motivo? Il lavoro di esperti SEO che ottimizzano il lavoro on-site e off-site per apparire autorevoli, interessanti e coinvolgenti sia per Google che per gli utenti. Una consulenza SEO professionale permette di coprire tutti gli aspetti legati alla promozione online del proprio sito. Vediamo quali sono i 3 maggiori vantaggi nell’affidarsi ad un esperto SEO.

1. Ricerca delle parole chiave e pianificazione

Benché possa sembrare facile a prima vista, il lavoro di ricerca delle parole chiave deve essere svolto da una persona competente, in grado utilizzare poi in maniera strategicamente efficace nei post del blog, in un articolo per la link building o nel contenuto del sito web. Ottimizzando questo processo aumentano in maniera considerevole le possibilità di apparire nella prima pagina dei risultati di ricerca di Google.

2. Un esperto SEO garantisce la presenza nelle ricerche locali

Quando un utente cerca un’attività o un servizio sul proprio smartphone, la funzione Maps di Google restituisce in risposta i risultati che hanno maggiore rilevanza geografica, quindi quelle attività che si trovano in prossimità di chi effettua la ricerca. Ad esempio, se si cerca sushi a Milano, appariranno sulle mappe Google i ristoranti della città che sono registrati nelle liste locali.

Possiamo quindi dedurre  che quelli presenti (tutti o la maggior parte di essi) si affidino alla consulenza di un esperto SEO di Milano: l’ottimizzazione per le ricerche locali include infatti una serie di strategie sia on-site che off-site (tra le più importanti in questo caso figura la registrazione al servizio Google My Business).

3. Ottimizzazione dei contenuti

Non bisogna essere un esperto SEO per saper scrivere, ma bisogna esserlo per saper scrivere per il web. Come abbiamo visto le parole chiave sono importanti, quindi vanno inserite nei testi in maniera opportuna, senza eccedere (causando un penalizzante keyword stuffing) e coerente al contenuto.

Non solo, bisogna inserire anche link interni ad altri contenuti del proprio blog/sito ed esterni, a fonti autorevoli e referenziate.

Il tutto andrà poi condiviso, per cui un contenuto scritto bene dal punto vista sia squisitamente letterario che tecnico attirerà l’attenzione di utenti e, nel migliore dei casi di influencer, con l’obiettivo di coinvolgerli e spingerli a condividere con i propri contatti.

Come trovare il notaio a Reggio Emilia

Rogito notarile per acquisto casa o atto di costituzione società, apertura testamento ecc.: come trovare il notaio a Reggio Emilia e quando serve

Chi decide di comprare casa a Reggio Emilia o aprire una società o ancora chi deve depositare un testamento o aprire una successione, dovrà rivolgersi alla figura del notaio a Reggio Emilia. Quelle appena descritte infatti rientrano nelle sue funzioni in qualità di pubblico ufficiale. I casi astrattamente previsti che possono portare a cercare un notaio a Reggio Emilia sono diversi: si tratta di una provincia piccola ma attiva e vibrante. Tuttavia è facile prevedere che statisticamente le richieste più numerose arrivano ai notai di Reggio Emilia da parte di chi deve concludere una compravendita immobiliare. Quanto tempo prima di firmare il preliminare di compravendita è opportuno avviare la ricerca del notaio in città? Rispondere a questa domanda implica un’altra considerazione: quali sono i tempi medi per trovare casa a Reggio Emilia?

<h2>Comprare casa a Reggio Emilia: prezzi al mq e zona</h2>

La provincia di Reggio Emilia contribuisce in modo determinante a spingere il mercato immobiliare nella regione: basti pensare che l’11% degli annunci di vendita e affitto casa provengono da qui. In media sono attivi circa 67 annunci per mille abitanti. Ma quanto costa comprare casa a Reggio Emilia? La media fa registrare una spesa di 1.850 €/m².  E’ evidente che la quotazione è ben al di sotto della media regionale (circa il 23% in meno) il che spiega anche in parte il perché delle numerose richieste.

Il tipo di abitazione più richiesto è l’appartamento, soprattutto monolocali per lavoratori single e giovani coppie, seguito da case indipendenti. Il 50% circa degli appartamenti a Reggio Emilia ha un costo che oscilla tra 1.250 €/m² e 1.550 €/m². Per uso affitto sono molto richiesti anche gli uffici in centro.

Perché bisogna sostituire le gomme invernali con pneumatici estivi

Ogni anno, il 15 aprile, secondo normativa vigente è necessario montare sulle vetture pneumatici estivi per poter ottenere le massime prestazioni in termini di sicurezza e stabilità. Questo discorso non vale per chi monta gomme quattro stagioni e può quindi mantenerle tranquillamente tutto l’anno. Oppure, se si utilizzano pneumatici estivi in inverno non è ovviamente richiesta alcuna sostituzione, anche se è necessario avere le catene a bordo per non incorrere in sanzioni che possono superare i 1.600 euro. Uno dei maggiori vantaggi delle dotazioni estive consiste proprio nella possibilità di non cambiarle in inverno, a patto che si viva ad altitudini che garantiscono temperature miti anche nei mesi più freddi. L’utilizzo di pneumatici estivi permette di ridurre i consumi e di ottenere prestazioni migliori in condizioni sia di asciutto che di bagnato. Questo divario si palesa a partire dai 15°C.

Pneumatici estivi vs invernali: differenze tecniche ed economiche

Dal punto di vista squisitamente tecnico, gli pneumatici estivi differiscono da quelli invernali per alcune caratteristiche peculiari: le gomme invernali sono dotate di un battistrada più lamellare e di una mescola che si scalda rapidamente e aderisce meglio sulle superfici umide, ghiacciate o fangose; il battistrada degli pneumatici estivi è invece progettato per espellere rapidamente l’acqua, come potrebbe succedere su una strada allagata in seguito ad acquazzone estivo, grazie alla presenza di scanalature trasversali e longitudinali. Nonostante la dotazione adeguata ad ogni stagione garantisca sempre le migliori prestazioni in termini anche di consumi, gli pneumatici invernali, entro i margini di temperatura, rappresentano economicamente una scelta vantaggiosa, in quanto possono essere utilizzati durante tutto l’anno.
Parlando dei costi, gli pneumatici estivi sono più economici di quelli invernali, anche se bisogna ricordare che quest’ultimi, a basse temperature, garantiscono maggiore aderenza alla strada e permettono alla vettura di ridurre i consumi.

Spese legali: come funzionano gli ISA e quanto potrebbero pesare nel preventivo avvocato

Le spese legali che risultano dal preventivo avvocato non confluiscono tutte nel guadagno dello studio legale ma includono anche il rimborso per alcuni costi che il professionista sostiene e le imposte che versa. Gli ISA avvocati hanno preso il posto degli studi di settore: il punteggio di affidabilità suddivide gli avvocati in categorie alle quali corrispondono diversi livelli di preventivi legali. Lo scopo è quello di evitare il nero.

Indici ISA avvocati: affidabilità sulle spese legali

Un tempo c’erano gli studi di settore. Oggi l’Agenzia delle Entrate utilizza gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale), così come da pubblicazione in GU del 12 aprile 2018 («Approvazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, relativi ad attività economiche dei comparti delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e di approvazione delle territorialità specifiche»). Nel software delle Entrate vengono inseriti gli indici rivelatori di capacità contributiva: gli ISA per le spese legali sono il risultato di una media aritmetica. Come si fa a preventivare quanto lavora uno studio legale? Quali indici rilevano? Tra i parametri ISA ci sono il numero di dipendenti e collaboratori, l’importo degli ammortamenti per beni strumentali, gli anni di esperienza etc. da questi elementi si ricava una sorta di pagella. Le categorie che individuano gli avvocati dal punto di vista del fatturato sono:

 

  • I^ categoria: avvocati che esercitano la professione a titolo individuale (quindi senza avvalersi di dipendenti o collaboratori esterni);
  • II^ categoria: avvocati che esercitano a titolo individuale ma affidano a terzi alcune mansioni professionali;
  • III^ categoria: avvocati impiegati quasi esclusivamente per un singolo committente;
  • IV^ categoria: avvocati che esercitano la professione a titolo individuale ma con il supporto di dipendenti o collaboratori;
  • V^ categoria: avvocati che esercitano esclusivamente presso lo studio del committente principale;
  • VI^ categoria: avvocati che esercitano in forma associativa o collettiva.

In chiusura è opportuno anche precisare che esistono alcuni tipi di avvocati esclusi dagli ISA 2018: sono quelli che hanno dichiarato ricavi superiori ai 5.164.569 € oppure quelli che rientrano nel regime forfettario o di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.

Burrate vegetariane: etica e gusto, senza compromessi

Chi ha detto che gusto e piacere a tavola non possono coniugarsi con l’etica? Ormai le preparazioni vegane e vegetariane sono in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, e questo grazie a prodotti di altissima qualità come ad esempio le burrate. Nello specifico non parliamo di alimento vegano ma vegetariano: la burrata infatti viene prodotta a partire da latte vaccino, ma nella preparazione non è presente caglio animale, motivo per cui la burrata pugliese ha ricevuto la certificazione dell’Associazione Vegetariana Italiana.

Burrate semplici, aromatizzate, affumicate: ad ognuno il suo sapore

L’elemento più significativo della burrata è sicuramente la sua consistenza: cremosa, corposa, soffice, un vero tripudio per il palato. Non solo, perché anche gli occhi gioiscono nel vedere la stracciatella (il ripieno della burrata, costituito da panna e mozzarella sfilacciata) fuoriuscire lenta e copiosa dall’involucro di pasta filata.

Tuttavia, non va dimenticato che, oltre alla classica burrata, esistono varianti sfiziose e ricercate, in grado di valorizzare sia una ricetta che un intero pasto.

Ecco che allora possiamo provare la burrata aromatizzata al tartufo, quella con erba cipollina o con foglie di menta. Tutti sapori pregiati che ben si sposano con verdure e frutta secca, specie i fichi. La burrata affumicata è invece ideale per chi preferisce un gusto intenso e deciso.

Così variegati, i diversi tipi di burrata si prestano perfettamente alle più disparate preparazioni vegetariane, come ad esempio i fiori di zucca ripieni di pomodori secchi e burrata, oppure un’insalata invernale (cavoli, cime di rape, patate e ceci) completata con un burrata al tartufo.

Come non considerare l’abbinamento di una burrata affumicata con aglio, olio e peperoncino e crema di bietola. Un contrasto di sapori che si scopre boccone dopo boccone.

Sono davvero tante le possibilità vegetariane offerte dalla burrata, anche nella versione più semplice, su una bruschetta con rape e funghi alla brace.

Pensione integrativa, cosa significa la chiusura del FondInps?

Fra le diverse forme di pensione integrativa che permettono al lavoratore di accantonare i propri risparmi, oltre alle forme note del FONDO APERTO, CHIUSO o PIP, c’era anche il fondo complementare FondInps.

Si trattava nello specifico di una forma di pensione integrativa istituita presso l’Inps e nata con lo scopo di garantire ai lavoratori che ne facevano parte di avere, una volta raggiunta l’età del pensionamento, una pensione da integrare a quella del sistema pensionistico nazionale.

Il FondInps era aperto a tutti i lavoratori che, a sei mesi dall’assunzione, non indicavano espressamente a chi destinare il TFR che maturavano durante l’attività lavorativa e che non possedevano un fondo pensionistico integrativo attivo. L’adesione a questo fondo avveniva quindi secondo modalità tacita e  i lavoratori che ne aderivano venivano anche definiti “lavoratori silenti”.

Una volta trascorsi 24 mesi dall’adesione al fondInps il lavoratore aveva anche possibilità di decidere di spostare la propria posizione individuale su altro fondo integrativo.

In particolari casi si aveva anche possibilità di richiedere un anticipo di quanto rispetto al Trattamento di fine rapporto maturato per soccombere ad esempio a spese mediche urgenti.

La chiusura del fondInps: come è cambiata la pensione integrativa

Con la legge di bilancio del 2018 si è fatta largo la richiesta espressa dal Covip (la commissione di vigilanza sui fondi pensione) di abolizione del fondInps.

La scelta ha preso il via dall’evidente impossibilità di questo fondo di far fronte e di garantire condizioni proficue agli iscritti evidenziata dal Covip.

La richiesta di chiusura del fondinps si è in realtà fatta spazio già negli anni precedenti dove stava diventando evidente, in base a statistiche e rilevazione di dati, che erano pochissimi gli iscritti a questo fondo che provvedevano poi ad effettuarvici versamenti.

La data effettiva di decorrenza del FondInps verrà stabilita con un apposito decreto interministeriale Lavoro-Economia. Il decreto che stabilirà la decorrenza del fondInps stabilirà anche il fondo pensionistico integrativo di tipologia CHIUSO – NEGOZIABILE sul quale andrà confluito il TFR maturato fino al momento.