Portoni per capannoni: come scegliere la giusta tipologia

Le moderne strutture logistiche richiedono che i varchi dei magazzini siano chiusi in maniera funzionale con portoni per capannoni ad hoc. In un mondo economico che premia sempre di più velocità e flessibilità, i portoni devono garantire solidità e sicurezza contro tentativi di effrazione, resistenza agli agenti atmosferici, velocità di apertura per favorire i flussi di merce e massima sicurezza per la salvaguardia di mezzi e personale.

Di fronte a tutte queste necessità, è chiaro che la scelta delle porte industriali sia interne che esterne è una fase fondamentale e da gestire con attenzione. La decisione andrà calibrata sulle esigenze dell’azienda, la propria strategia logistica e la natura della merce trattata.

I portoni per capannoni non possono più essere attori passivi, ma strumenti integrati nei processi logistici portando velocità, sicurezza, automatismi e resistenza nel tempo.

Per poter fare la scelta migliore per la chiusura vediamo quali sono i principali modelli, ciascuno con i propri punti di forza e con le caratteristiche più adatte a ogni settore economico.

Portoni a libro

portoni a libro

I portoni a libro, detti anche comunemente “a soffietto”, sono sistemi di chiusura pensati per avere una solida barriera all’ingresso. Parliamo infatti di robuste strutture composte da sezioni di ferro, che scorrono in orizzontale su una guida a terra chiudendosi a fisarmonica all’apertura del varco. Sono tra i primi modelli ideati per il settore industriale, pensati per garantire protezione antieffrazione, ottima resistenza in ogni condizione meteo e una buona coibentazione. Poco possono fare per ottimizzare la movimentazione logistica, trattandosi di sistemi lenti da spostare (spesso manualmente).

Portoni scorrevoli

portoni scorrevoli

Un altro inconveniente del modello a libro è la guida a terra su cui si muove, potenzialmente pericolosa per carrelli elevatori, camion e personale nella fase di attraversamento. Per ovviare il problema, il mondo della logistica ha progettato i portoni scorrevoli, sistemi dotati di guide superiori portanti, che distendono e contraggono i cariglioni interni delle sezioni durante il movimento della porta. Anche le chiusure scorrevoli offrono massima resistenza e coibentazione, con il vantaggio aggiuntivo della maggiore sicurezza e della maggiore personalizzazione (finestrature, porte pedonali, ecc.).

Porte rapide avvolgibili

porte rapide

Come già detto, però, le aziende moderne esigono performance altissime anche dai portoni dei loro capannoni. Velocità di apertura, cicli intensivi e facilità di passaggio non combaciano con i modelli scorrevoli o a libro.

La grande rivoluzione arriva dalle porte rapide avvolgibili, sistemi leggeri e dinamici capaci di aprirsi in pochi secondi riavvolgendosi in verticale.

Il modello avvolgibile segna un’innovazione per diversi motivi. Anzitutto, la sezione della porta è costituita da un mano in PVC leggero, isolante e resistente a vento e colpi. In secondo luogo, l’avvolgimento verticale sancisce la scomparsa della guida a terra, eliminando un intralcio per mezzi e personale e sveltendo il transito in entrata e uscita. Infine l’assenza di ancoraggi al soffitto, non richiesti dal moderno arrotolamento a spirale, la rende facilmente installabile dappertutto.

Portoni sezionali

portoni sezionali

La porta sezionale è un altro modello diffuso per dare alla logistica aziendale il perfetto mix tra performance, velocità e sicurezza. Si tratta di un portone industriale fatto di pannelli, proprio come una serranda. Le sezioni sono formate da doppie lamelle in acciaio o alluminio, di spessore variabile in base alla resistenza e alla coibentazione che si vuole ottenere dalla saracinesca. In fase di apertura, le serrande sezionali si sollevano in verticale rimanendo parallele al soffitto. Risultato: maggiore velocità d’apertura, assenza di guide a terra e robustezza pari alle chiusure a libro. Le porte sezionali sono adatte sia per uso esterno, come portoni per capannoni robusti e isolanti, sia per reparti interni con lavorazioni speciali o come chiusure tagliafuoco.

Scegliere portoni per capannoni: chiedere ai professionisti

Dopo aver analizzato i principali modelli di portoni industriali, la scelta perfetta dovrà unire prestazioni, sicurezza e soprattutto tenere conto dell’esigenza aziendale. In più è importante che la decisione venga ponderata insieme a tecnici professionisti, esperti del settore e conoscitori dei bisogni delle imprese. Su www.campisa.it, ad esempio, è possibile chiedere consulenza mirata per le più performanti porte per capannoni e sfogliare il catalogo completo per selezionare la chiusura più adatta.

Coperture per auto in ferro: il confine tra permesso di costruire ed edilizia libera

Una domanda che affligge molte persone che intendo realizzare una copertura per auto in ferro riguarda la questione burocratica. Quando un privato o un’azienda hanno intenzione di allestire una tettoia per il riparo dell’auto è d’obbligo chiedersi se serva o meno il permesso di costruire, se basti procurarsi una DIA o presentare una SCIA.

La soluzione al nodo burocratico non è univoca, a volte ance poco chiara. Talvolta può trattarsi di edilizia libera, altre volte di intervento soggetto a concessioni. Qualunque sia il caso, spesso si rischiano irregolarità e conseguenti contenziosi per abuso edilizio.

Qual è il confine tra l’edilizia libera o l’obbligo di permesso per una copertura auto? Proviamo a fare maggiore chiarezza.

Tettoie posti auto in ferro: le normative

In generale se una tettoia per la copertura di posti auto è fissa, non temporanea ed incide sull’assetto del territorio è necessario il permesso di costruire. Le costruzioni facilmente rimovibili e senza ancoraggi al suolo rientrano piuttosto nell’edilizia libera e richiedono una semplice Dichiarazione di Inizio Attività (DIA).

Una recente sentenza del Consiglio di Stato, la n.4177 del 9 luglio 2017, ha introdotto un’altra discriminante: la finalità della tettoia. In particolare, per stabilirlo bisognerà valutare se si tratti o meno di un arredo urbano, destinato alla migliore fruizione dello spazio. Se la copertura è destinata a un uso stabile e prolungato per il riparo dell’auto sarà necessario il permesso di costruire, altrimenti basta la denuncia di inizio attività.

E se la copertura auto in ferro è dotata di struttura con tetto retrattile ed è aperta su tutti e quattro i lati? In tal caso può rientrare nel concetto di edilizia libera, in quanto non determina né volumi chiusi, né aumenta la superficie coperta utile. È rilevante infatti valutare se la pensilina provoca un aumento del volume e della superficie coperta, oppure se va a creare un nuovo organismo edilizio. Se non altera il prospetto o la sagoma dell’edificio, non amplia gli spazi chiusi o non modifica la destinazione d’uso degli spazi interni non rientra tra le opere soggette a concessioni edilizie.

Come realizzare coperture per auto in ferro senza rischi

Come abbiamo visto, il confine tra una tettoia per auto con o senza permesso è davvero labile e sono molte le contese legali dovute alle mancate autorizzazioni (si veda ad esempio anche la sentenza n. 5008 del 22 agosto 2018). È facile commettere un illecito, reato che tra l’altro non cade in prescrizione, soprattutto come privati cittadini che in autonomia decidono di installare una copertura in ferro per il proprio cortile o lo spazio aziendale.

Per questo, la migliore soluzione è sempre chiedere consulenza a tecnici professionisti, conoscitori della normativa di settore e delle autorizzazioni necessarie. Realizzando coperture per parcheggi e tettoie auto con l’azienda Metexa (https://www.metexa.it/tettoie-per-auto/) ad esempio, ti avvali di esperti progettisti in grado di fornirti soluzioni su misura. Inoltre, possono aiutarti anche nella definizione delle norme, aiutandoti a capire se il tuo progetto può essere inserito tra i casi di edilizia libera o se occorre il permesso di costruire.

Acquistare carrelli elevatori online: guida ai modelli Toyota

Comprare un carrello elevatore su internet può essere un’ottima alternativa per risparmiare tempo sull’acquisto di nuovi mezzi di magazzino. È facile, comodo e ti offre un’incredibile varietà di scelta.

L’onda degli acquisti online non risparmia neanche muletti e stoccatori, facilmente reperibili su molte piattaforme professionali. Sono sempre di più le aziende che selezionano le nuove attrezzature partendo dalla ricerca online, attraverso i siti dei produttori, portali di concessionari o e-commerce di carrelli elevatori attrezzati.

È chiaro che comprare un muletto non è la stessa cosa che prendere una cover per cellulare. L’investimento richiede attenzioni particolari che lo schermo del pc o dello smartphone non possono soddisfare in pieno.

Per questo alcuni portali offrono la possibilità di compilare moduli di contatto con cui chiedere un preventivo gratuito. Scegli il muletto, chiedi il prezzo, aggiungi richieste particolari (domande, accessori da aggiungere, magari una consulenza a tu per tu) e ritiri il tuo prodotto pagando alla consegna. Una buona agevolazione per chi vuole acquistare carrelli elevatori online.

Hai già in mente su quale muletto investire? Ecco su quali modelli dovresti puntare.

Transpallet manuali

Iniziamo dal transpallet manuale, l’antenato di tutti i carrelli e ancora molto usato in piccole aziende o negozi. I carrelli transpallet Toyota sono realizzati in acciaio inox, con freno a mano e sistema ad alzata rapida per velocizzare il trasporto dei bancali. I modelli standard hanno una portata variabile da 2000 a 3000 kg; leggermente meno forti ma più specifici sono i transpallet a mano speciali, che montano forche e scartamenti di varia misura con portata da 800 a 2300 kg. Tra questi le versioni a pantografo e con pesatore integrato.

Transpallet elettrici online

La tecnologia Toyota è anche leader nel campo del transpallet elettrico e nella nostra guida all’acquisto di carrelli elevatori online non potevamo certo dimenticarli. Si tratta di attrezzature a basso sollevamento, con portata da 800 a 2500 kg: esistono modelli con operatore a piedi, su pedana, a forche ricoprenti, fino alla versione con montante.

Carrelli elevatori Toyota

Scegliere un modello di muletto elettrico è dura senza alcuni consigli. Toyota vanta una gamma di carrelli elevatori con tecnologia AC, da 24, 48 o 80V, da 3 o 4 ruote, con portate fino a 8500 kg.
Se cerchi invece un carrello elevatore termico, la gamma Toyota è dotata di trasmissione idrostatica (a controllo idraulico o elettronico) e trasmissione idrodinamica, con portata da 1500 a 5000 kg per mansioni esterne al magazzino.

Muletti speciali retrattili e commissionatori

Alcune aziende hanno scaffalature altissime o magazzini stretti per uno spazio ottimizzato. Se sei una di loro, acquistare online un carrello commissionatore ti permetterà di svolgere le operazioni a basso, medio e alto livello: Toyota realizza mezzi di questa categoria con portate da 1 a 3 tonnellate. Se invece ti occorre tanta manovra e un carrello stretto, cerca su internet un muletto retrattile Toyota con portata da 1400 a 2700 kg. Telaio stretto, cabina reclinabile, disponibili nella versione bi/trilaterale semplice o combinato bi/trilaterale.

Carrelli elevatori Toyota a Palermo

Tutti i modelli di carrelli elevatori Toyota per le aziende di Palermo e in Sicilia occidentale sono disponibili presso il concessionario ufficiale Servo.mec di Donnarumma srl. Puoi visitare il sito servomecsrl.it per scoprire i modelli, acquistarli online o richiedere un preventivo e una consulenza gratuita.