Traslochi mobili antichi – Traslochi Roma

Viviamo e lavoriamo in una città d’arte, quindi ci capita spesso di fare traslochi roma di mobili antichi. Mobili pregiati che tante volte sono state fate su misura tanti anni fa di maestri artigiani.

Traslocare questi mobili è un lavoro delicato per niente facile. Le più delle volte questi mobili non si smontano o non si dovrebberò smontare e siccome sono state costruite su misura sul posto le porte spesso sono troppo piccole, le scale a chiocciola troppo strette. I bravi operatori possono provare la muovimentazione di questi mobili dopo un attento imballaggio che si esseggue con pluriball e cartone per proteggere al massimo questi mobili. Se per caso questi mobili non passano per le scale la variante più ovvia farle passarle sulla finestra.

La scale aerea è una variante possibile ma tante volte nei traslochi Roma può succedere che nel centro storio le macchine non possono entrare nelle zone di traffico pedonale. Allora ci sono delle scale aeree smontabile e montabili a manO. Se il piano del trasloco non è troppo alto i mobili si possono scendere con le cinghie, mettodo antico ma a volte l’unico che funziona in certi viccoli stretti di Roma

Attaccare ad un cavo tripolare la presa industriale blu

Una presa elettrica industriale è un tipo di presa per la corrente elettrica progettata per funzionare in sicurezza in condizioni ambientali diverse dalle comuni domestiche (all’aperto, esposte al ghiaccio, alla sabbia e ad agenti chimici), con una maggiore robustezza meccanica ed atta a prevenire qualsiasi disconnessione accidentale. Quella che considereremo è una presa IEC 309 (le “prese a bocchettone” di colore blu): esse presentano al proprio interno una struttura detta 2P+T (2 Poli + Terra), e portano rispettivamente 230V di tensione e 16A di corrente. Tali prese devono ovviamente essere maneggiate, nel caso in cui siano connesse alla rete elettrica, con la massima attenzione possibile.

In questa sede vedremo come deve avvenire la connessione di una spina e di una presa ad un filo, in modo da effettuare una “prolunga”. Ricordiamo che il filo deve essere di spessore più grosso rispetto alle comuni prolunghe utilizzate in ambito domestico: in particolare a voi serviranno i fili da 2,5 mmq. Altra cosa che vi servirà allo scopo di testare che tutto funzioni correttamente è un cacciavite trova-fase.

Nella prima illustrazione ho riportato un comune cacciavite trova-fase: si tratta di uno strumento dalla punta tipicamente “a taglio” (o piatta) che mostra, mediante una minuscola lampadina posta all’interno del manico, se in un punto della rete elettrica è presente corrente o meno. Il suo funzionamento corretto prevede di mettere il pollice sopra la parte inferiore del manico, e può essere reperito in qualsiasi ferramenta o “fai-da-te” a pochi euro.

Quella sopra, invece, è una presa IEC 309 vista dall’esterno: in particolare si tratta del lato “femmina”, ovvero la presa (distinta dalla spinta, considerata convenzionalmente “maschio”), insomma quella con i “buchi”.

La vite che deve essere rimossa dalla spina è quella mostrata in questa successiva foto: si noti come sia possibile svitare sia con cacciavite “a taglio” che “a stella”.

Dei tre poli che mostro in questa foto, il più grosso è – come negli impianti domestici comuni da 220V – quello di terra, che serve a scaricare le correnti statiche o transitorie: non per questo, ovviamente, deve essere effettuata meno attenzione nell’avvicinarvisi anche occasionalmente con una qualsiasi parte del corpo.

Il collegamento una volta che è stato effettuato: vediamo come il giallo-verde sia stato collegato in corrispondenza del polo più grosso (terra), mentre i due “poli” sono il marrone ed il blu.

Quando si collega il cavo a tre fili (nell’ esempio nell’impianto luci di un palcoscenico ad uso teatrale) è necessario lasciare un’estremita dello stesso libera, in modo che poi si possa richiudere con la carcassa di protezione e riavvitando le viti viste nelle illustrazioni precedenti. La doppia vite presente alla base è utile per mantenere fissa la struttura ed evitare torsioni o piegamenti accidentali.

Sistema audio per microfoni teatrali: come si realizza

L’ingresso di una porta XLR per un amplificatore.

L’ingresso di una porta XLR per un amplificatore.

In questo tutorial cercherò di esporre i passi necessari per predisporre un sistema audio che consenta di implementare dei radio-microfoni (ad es. ad uso in ambito teatrale); per effettuare le operazioni prenderò come riferimento la strumentazione di seguito indicata.

Strumentazione utilizzata

  • Mixer audio a 10 canali (ad esempio Yamaha);
  • 10 radio-microfoni modello “a spillo” con rispettive 10 centraline (marca molto diffusa: Sennheiser);
  • amplificatore con ingresso/uscita stereo (ad esempio SLR);
  • 4 casse passive da 300 W;
  • 2 cavi jack-jack di lunghezza 4-6m;
  • 2 cavi speakon-speakon di lunghezza 2-3m;
  • 2 cavi XLR (detti comunemente “Cannon”) di lunghezza 4-6m.

Esempio di cavo XLR maschio-femmina

Analisi del sistema: requisiti e raccomandazioni

Anzitutto è necessario premettere che la strumentazione indicata può essere alimentata tranquillamente con una comune presa di corrente domestica (220V); non sono presenti, infatti, dispositivi ad alto assorbimento come ad esempio fari teatrali, che tipicamente richiedono una corrente di tipo trifase. Nella mia esperienza, inoltre, con un sistema del genere è possibile procurare un sistema di audiofonia professionale adatto sia a spettacoli all’aperto che al chiuso, per un numero di persone compreso orientativamente tra 100 e 200 circa. In linea di massima, comunque, potremo testare il tutto anche a casa nostra (o nel nostro garage) come indicato di seguito, seguendo i semplici passi qui riportati.

Fase uno: posizionamento delle casse

Tenete conto che in questa disposizione due casse saranno connesse mediante “cannon”, e le altre due saranno “ponticellate” alle prime con un doppio cavo jack-jack.Il posizionamento delle casse passive, preferite a quelle attive per motivi di sicurezza (con queste ultime, infatti, sarebbe necessario portare corrente a 220V in prossimità del pubblico stesso), deve essere funzionale alla lunghezza effettiva dei cavi a disposizione, in particolare jack e “cannon”: utilizzeremo come detto i primi per collegare le due casse in fondo alla sala con quelle più vicine al palco, ed i secondo per collegare le casse più prossime a noi al sistema di amplificazione. Questo permetterà all’uscita audio di distribuirsi nel modo più uniforme possibile all’interno della piazza o della sala, delimitando una zona di pubblico che riuscirà a sentire alla perfezione tutto. Fate attenzione a non puntare le casse agli angoli opposti tra loro in direzione leggermente sfalsata per evitare feedback ed eventuali interferenze (tipicamente fischi).

Fase due: disposizione dell’amplificatore e del mixer

L’ideale è sistemare amplificatore e mixer in posizione vicina tra loro, e come primo passo collegate le uscite del mixer mediante i due cavi XLR (lato “maschio”) all’ampli (lato “femmina”); operando sempre con la corrente staccata, in questo caso, fate in modo di collegare i due cannon alla coppia di casse più vicina alla vostra postazione, in modo da emulare la coppia stereo destra/sinistra. RIcordatevi che, quantomeno in questa prima fase, potete operare in massima sicurezza sconnessi dalla rete elettrica.

Un esempio di centraline elettroniche Sennehiser.

Fase tre: collegamento dei microfoni

La voce del microfono viene trasmessa via radio alle centraline, che dovranno smistare il segnale audio al mixer: per fare questo predisponete un canale per ognuno dei microfoni, e fate in modo di collegarlo accuratamente. Potete farlo sia con cavetti jack-jack che con XLR, ma di solito consiglio questi ultimi poichè la qualità del suono sarà decisamente più accurata. Assicuratevi che tutte le centraline che vi servono siano accese e, se si tratta della prima volta che li utilizzate, verificate che non si siano volumi troppi alti (per evitare “fischi” e rumori di disturbo)

Un ingresso dell’amplificatore per i cavi “cannon” (più correttamente detti speakon).

 

Fase quattro: accensione del dispositivo

Per evitare “spari” nelle casse, fate in modo di accendere le casse con il volume di amplificatore e mixer a zero: fatto questo conviene regolare una volta per tutte il volume dell’amplificatore (più o meno a metà del volume effettivo) ed alzare progressivamente i microfoni, se possibile tarandoli sulla voce dei singoli attori. Quando testate il sistema, inoltre, è opportuno spegnere ogni tipo di telefono cellulare che potrebbe causare disturbi improvvisi.

È infine possibile intervenire sull’equalizzazione per attenuare alti, medi e bassi (a secondo delle caratteristiche del mixer audio utilizzato nello specifico).