Il trasporto e la logistica dei prodotti particolari: l’8 giugno un workshop sul tema

Correggio (RE) sede del Workshop intitolato Logisticamente Particolari, organizzato da Logisticamente.it

All’interno della Scuola Logistica GEP l’8 giugno, si susseguiranno relazioni ed interventi nell’arco di una mattinata il cui scopo sarà quello di discutere e di affrontare un tema non del tutto conosciuto.

Una giornata all’insegna della logistica grazie al workshop “Logisticamente Particolari, durante il quale esperti e professionisti del settore si confronteranno analizzandone una sfumatura: quella dei prodotti particolari.

Focalizzando l’attenzione sulle aziende e sulle loro possibilità di diventare ancora più prestazionali, il Workshop si rivolge a figure aziendali come manager e responsabili di logistica e ha lo scopo di indicare ai partecipanti le soluzioni corrette per organizzare la logistica ed il trasporto dei prodotti particolari.

La logistica è oggi una leva competitiva per tutte le aziende, ma settori merceologici come l’alimentare, il medicale, il farmaceutico e l’hi tech – così come quelli che per caratteristiche intrinseche e di movimentazione o stoccaggio comportano un particolare trattamento – ne evidenziano il ruolo potenzialmente strategico.

Tematiche affrontate all’interno del Workshop saranno quindi legate a diverse aree, tra cui, solo per citarne alcune: l’outsourcing, le soluzioni di trasporto, i software e gli hardware per la logistica e i trasporti, i sistemi di etichettatura e di tracciabilità del prodotto.

Compressori aria: come individuare le perdite e risolverle

Le perdite di aria compressa possono facilmente diventare una significativa fonte di energia sprecata in un impianto industriale, arrivando a volte sprecando dal 20 al 30% della produzione di un compressore. Ma se non riusciamo a vedere le perdite, come le possiamo riconoscere?

La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che l’uso di un rilevatore acustico ad ultrasuoni è la maniera migliore per rilevare le perdite. Questo dispositivo riconosce i suoni sibilanti ad alta frequenza associati a perdite d’aria e utilizza una varietà di indicatori visivi e audio per identificarne la posizione.

Rilevazione perdite a ultrasuoni

Il rilevamento delle perdite a ultrasuoni è una delle forme più versatili grazie alla sua capacità di adattarsi a una varietà di situazioni. Il suo sensore acustico si concentra sulle fluttuazioni del rumore per identificare dove si trovano le perdite medio-grandi. Dato che gli ultrasuoni sono segnali a onde corte e direzionali nella trasmissione, possono identificare i siti di perdita accrescendo il livello sonoro più alto. I rilevatori a ultrasuoni non sono generalmente influenzati da rumori di sottofondo nell’intervallo udibile perché i segnali vengono filtrati.

Come riparare le perdite

Le perdite si verificano più spesso a giunti e connessioni. Fermare le perdite può essere semplice come stringere una connessione o complesso come la sostituzione di apparecchiature difettose come giunti, raccordi, sezioni di tubi, tubi flessibili, scarichi e trappole.

In molti casi, le perdite sono causate da un sigillante per filettature difettoso o applicato in modo non corretto, che può essere corretto installando correttamente l’apparecchiatura con l’apposito sigillante per filettature. Un’altra fonte di perdite può provenire da apparecchiature non operative. Le apparecchiature che non sono più in uso dovrebbero essere isolate con una valvola nel sistema di distribuzione.

Anche l’abbassamento della pressione dell’aria richiesta dal sistema di aria compressa può ridurre le perdite. Più basso è il differenziale di pressione attraverso un orifizio o perdita, minore è la velocità del flusso, che equivale a una diminuzione del tasso di perdita. Una volta che le perdite sono state identificate e riparate, il sistema di controllo dei compressori Atlas Copco dovrebbe essere rivalutato per realizzare il potenziale di risparmio totale.

Acciai speciali: cosa sono e dove possono essere impiegati

Gli Acciai speciali sono acciai bonificati o trattati termicamente tramite sistemi alternativi. grazie alle loro particolari proprietà meccaniche possono essere impiegati in ulteriori campi.

  • Nell’oleodinamica, troviamo, soprattutto in Italia, capitolati molto restrittivi (soprattutto in Italia) ma dal punto di vista puramente meccanico gli acciai speciali strutturali potrebbero trovare un efficiente impiego nelle chiusure, nei supporti e in certi componenti di valvole.
  • Nell’impiantistica invece ci potrebbe essere il grande settore dei serbatoi per il contenimento di acqua o liquidi non corrosivi né destinati all’alimentazione. Basta pensare alla facilità di assemblaggio per saldatura di spessori più sottili, alla movimentazione dei settori, alla resistenza maggiorata ed al conseguente fattore di sicurezza.
  • Anche nelle grandi giranti industriali dove l’equilibrio delle pale è importantissimo e dove gli acciai speciali (con spessori calcolati, più sottili) sono più facilmente gestibili grazie alla loro costanza delle caratteristiche, degli spessori e delle geometrie.
  • Infine nelle manutenzioni di molti impianti, in cui la sostituzione di un pezzo costruito da tempo con un acciaio obsoleto, può essere sostituito con uno costruito con un acciaio moderno, senza dubbio più adatto in termini meccanici e più duraturo del precedente.

Terremoto: quando lo scaffale regge il tetto del magazzino

Non è fantascienza e non ci sono effetti speciali: quello che vedete nella foto sotto è lo stato del magazzino dopo la terrificante scossa del 29 maggio 2012 a Medolla (MO), epicentro del sisma. Lo scaffale resiste ad un violentissimo terremoto ed è in grado di reggere il tetto del magazzino.

 

Il magazzino portapallet, installato nel 2004, ha retto anche alla scossa che ha avuto epicentro proprio nella zona, dimostrando la grande robustezza e affidabilità delle scaffalature industriali Dalmine LS. Un grande risultato se si tengono in considerazione anche le svariate e ripetute sollecitazioni dello sciame sismico, che era iniziato addirittura dieci giorni prima.

 

 

Dalmine Logistic Solutions progetta infatti i propri magazzini secondo le più recenti normative sul sisma, realizzando una scaffalatura antisismica delle più sicure di tutto il panorama nazionale. A questo proposito, è bene ricordare come la verifica delle attrezzature e degli impianti sia utile e faccia risparmiare: adeguate protezioni deli scaffali prevengono danneggiamenti al materiale o evitano interventi più costosi di ripristino per danni, garantendo l’operatività in tutta sicurezza del personale di magazzino.

Cappe in cucina: come sono e quando servono

Tra tutti gli elettrodomestici indispensabili, le cappe sono quelle che più contribuiscono a personalizzare la composizione della cucina. Come accostamenti di materiali, i preferiti sono l’acciaio inox e il vetro temperato resistente al calore. Tra le cappe d’arredo, una novità è rappresentata dai modelli “verticali”, dove la superficie di aspirazione è perpendicolare alla piastra con i fuochi o solo leggermente inclinata.

L’installazione di una cappa (per l’aspirazione dei fumi di combustione e dei vapori di cottura) è obbligatoria per legge in cucina se il piano cottura è a gas. È invece consigliata ma non obbligatoria, in caso di piano cottura elettrico o a induzione. La cappa deve essere tenuta ad una distanza di almeno 65 cm e non superiore di 90 cm dal piano cottura e la larghezza della cappa deve ovviamente essere uguale o superiore al piano cottura.

Cappa aspirante

Punto di riferimento in questo ambito sono le normative UNI-CIG 7129-7131 e il D.M. 37/2008. Se in cucina è presente la canna fumaria è obbligatorio installare una cappa di tipo aspirante che convogli i fumi all’esterno. La cappa aspirante deve essere collegata a una canna fumaria a uso esclusivo e non sono ammessi i condotti collettivi.

Cappa filtrante

Se la canna fumaria è assente o non si può realizzare, è possibile invece utilizzare una cappa filtrante (o cappa a condensazione), un apparecchio che depura l’aria tramite filtri e la reimmette nell’ambiente. La maggior parte delle cappe in commercio dà la possibilità di essere utilizzata sia nella modalità aspirante sia in quella filtrante.

La stampante 3D portatile che stampa la ‘pelle’ e copre le ferite

I ricercatori dell’Università di Toronto hanno sviluppato una stampante portatile 3D che può applicare strati di tessuto cutaneo direttamente sui pazienti per coprire e guarire le ferite. Secondo i ricercatori, la stampante è un’alternativa a un innesto di pelle convenzionale, ma non richiede che una pelle sana venga rimossa da un donatore e innestata su un altro paziente.

Il dispositivo è invece in grado di essere utilizzato come un dispensatore di nastro bianco, che distribuisce il tessuto cutaneo, detto “inchiostro biologico” direttamente sulle aree interessate e pesa meno di due chili. Sempre secondo i ricercatori, si tratterebbe del primo dispositivo a prototipazione rapida in grado di applicare la pelle direttamente sopra una ferita, in più o meno due minuti.

La nuova stampante 3D è stata testata su alcuni animali (in questo video si può vedere l’applicazione del nastro su un maiale) e, se tutto procede secondo ordine, presto sarà testata e poi utilizzata anche sugli esseri umani. Non ci resta che attendere.

‘Stupire!’ arriva a Fontanellato (PR)

Festa dello spettacolo, dello stupore e della magia (quella antica, moderna e contemporanea). Sono queste le parole che descrivono Stupire! Il festival delle Meraviglie, in programma da venerdì 18 a domenica 20 maggio a Fontanellato, in provincia di Parma.

Ben tre le location d’arte selezionate per l’evento: la Rocca Sanvitale, un autentico scrigno di capolavori artistici il cui profilo, che si specchia in un fossato – ne fa il palcoscenico perfetto per gli incontri dallo spirito illusionismo; lo storico Teatro Comunale di via Sanvitale, classificato tra i teatri storici dell’Emilia-Romagna; il centro storico del paese.

Stupire! è rivolto a tutti coloro che amano la Magia e i Misteri ma sono stanchi dell’atteggiamento un po’ superficiale con cui la televisione ne affronta le tematiche: il Festival punta invece a valorizzarne gli aspetti più giocosi, con un occhio di attenzione per i suoi elementi storici, artistici e anche locali.

In più, collocandosi in piena Food Valley, la rassegna offre l’ottima e ghiotta opportunità di visitare un ristorante o una gastronomia di Fontanellato in cui assaggiare i sapori autentici dell’eccellenza gastronomica di Parma e provincia.

La scaffalatura portapallet per l’industria alimentare

Il settore dell’industria alimentare è uno dei campi dove il portapallet può senza dubbio essere la risposta ideale alle esigenze quotidiane legate alla logistica. La non uniformità delle misure delle unità di scarico e le esigenze di rifornimento e approvvigionamento, richiedono una tipologia di scaffalature configurabili in maniera facile ma con una ricchezza di accessori a disposizione.

La scaffalatura portapallet è l’ideale per la gestione di merci stoccate su pallet e movimentate tramite carrelli elevatori di ogni tipo. Le stesse scaffalature possono però essere anche usata al livello inferiore come zona picking utilizzata per il prelievo manuale delle merci. In quest’ultima confugurazione, è possibile attrezzarle con ripiani ulteriori, cassettoni e divisori di qualsiasi tipologia.

In alcune particolari configurazioni, il portapallet viene addirittura integrato ad espositori frigo al primo livello, più alto del normale, per creare ulteriori piani in cui stoccare il materiale. È anche utilizzato per lo stoccaggio di formaggi e prosciutti appesi ad appositi rompitratta.

La parte della scaffalatura destinata al picking può essere dotata di rulli per agevolarne la gestione manuale, sfruttando la forza di gravità per lo spostamento delle scorte. Le scaffalature possono inoltre essere corredate da qualsiasi elemento di sicurezza, richiesto soprattutto dai magazzini con alta frequenza di carico/scarico.