Scaffalature portapallet: caratteristiche e modelli

Scaffalature industriali portapallet: cosa sono

La maggior parte delle merci di magazzino viene movimentata sui cosiddetti pallet, pedane di carico facilmente prelevabili dalle forche dei carrelli elevatori. Queste unità hanno una portata consistente, il che richiede scaffalature industriali adeguate a reggere il peso e le sollecitazioni provocate dallo stoccaggio.

Le scaffalature portapallet nascono proprio con questo scopo: fornire alle aziende che immagazzinano merci su bancali un impianto resistente e ottimizzato. I ripiani vengono realizzati in acciaio zincato per offrire la massima robustezza possibile alla struttura. I montanti, invece, sono rinforzati in base alla portata richiesta dall’impianto, garantendo un ottimo standard di sicurezza per il personale e per la merce.

In magazzini a stoccaggio intensivo, gli scaffali porta pallet raggiungono anche altezze elevate per sistemare i prodotti su più livelli e aumentare così la capacità di magazzino a parità di volume. Talvolta, in aggiunta, possono anche assumere forme e configurazioni differenti per potenziare ancora di più l’efficienza del deposito.

Scaffalature metalliche portapallet – modelli e applicazioni

Le tradizionali scaffalature metalliche portapallet hanno ripiani a misura di bancale e piani lisci. Il carrello elevatore si muove tra le file di scaffali e deposita la merce collocandola sul livello scelto. In caso di articoli pericolosi o esigenze di sicurezza vengono installati ripiani forati per prevenire la propagazione di incendi tra livelli e all’interno dell’impianto.

La disposizione su file però non è l’unico layout disponibile. La natura modulare dello scaffale, infatti, permette di concepire differenti configurazioni e adattare la forma del porta pallet alle esatte esigenze logistiche.

In caso di magazzini drive-in, per esempio, le scaffalature portapallet vengono realizzate come supporti laterali senza ripiano. Il carrello retrattile che si muove all’interno degli scaffali preleva e deposita il bancale appoggiandolo sui sostegni senza che la scaffalatura costituisca un intralcio.

Alcuni modelli di portapallet sono anche indicati per sistemi di stoccaggio dinamici, che ottimizzano le operazioni di stoccaggio rendendo alcuni processi automatici o semi-automatici. Le aziende che adottano il sistema LIFO (Last In First Out) usano porta pallet mobili con telai telescopici, che agganciano il bancale e scorrono su ruote occupando il posto pallet più al fondo. In questo modo, l’ultima partita di merce stoccata è sempre la più vicina al carrello elevatore, pronta per essere prelevata.

Le imprese che immagazzinano seguendo il metodo FIFO (First In First Out) invece usano scaffalature portapallet a rulliera, con ripiani leggermente inclinati con rulli in acciaio che permettono al bancale di scorrere a velocità controllata dal punto di deposito verso il punto di prelievo. Il primo pallet stoccato, quindi, sarà anche il primo a essere prelevato, al fondo della scaffalatura.

Queste strutture semi-automatiche sfruttano la versatilità dei portapallet per aumentare l’efficienza della logistica dell’impianto. Come loro, anche i magazzini autoportanti si avvalgono di queste scaffalature per l’ottimizzazione dello spazio: qui il porta pallet diventa parte integrante dell’architettura, sostenendo le pareti, il tetto di copertura e occupando l’intero volume di magazzino.

Nelle zone ad alto rischio sismico, la robustezza strutturale dello scaffale portapallet lo rende l’attrezzatura di stoccaggio industriale più indicata. Montanti e ripiani sono progettati per sopportare anche forti sollecitazioni di natura sismica e offrire sempre un ottimo standard di sicurezza.

Scaffali per pallet – Dove acquistarli

Per un impianto portapallet di altissima qualità è sempre consigliato rivolgersi ai maggiori esperti di scaffalature industriali. L’efficienza e la sicurezza sono valori aggiunti che solo l’esperienza e la professionalità di tecnici specializzati sanno offrire.

In Abruzzo, Molise e provincia di Ascoli Piceno Block Sistem progetta, realizza e installa scaffali per pallet su misura per ogni settore industriale e qualunque necessità di magazzino. Per maggiori informazioni o per scoprire di più sulle scaffalature portapallet, visita il sito www.blocksistem.com.

Acquistare carrelli elevatori online: guida ai modelli Toyota

Comprare un carrello elevatore su internet può essere un’ottima alternativa per risparmiare tempo sull’acquisto di nuovi mezzi di magazzino. È facile, comodo e ti offre un’incredibile varietà di scelta.

L’onda degli acquisti online non risparmia neanche muletti e stoccatori, facilmente reperibili su molte piattaforme professionali. Sono sempre di più le aziende che selezionano le nuove attrezzature partendo dalla ricerca online, attraverso i siti dei produttori, portali di concessionari o e-commerce di carrelli elevatori attrezzati.

È chiaro che comprare un muletto non è la stessa cosa che prendere una cover per cellulare. L’investimento richiede attenzioni particolari che lo schermo del pc o dello smartphone non possono soddisfare in pieno.

Per questo alcuni portali offrono la possibilità di compilare moduli di contatto con cui chiedere un preventivo gratuito. Scegli il muletto, chiedi il prezzo, aggiungi richieste particolari (domande, accessori da aggiungere, magari una consulenza a tu per tu) e ritiri il tuo prodotto pagando alla consegna. Una buona agevolazione per chi vuole acquistare carrelli elevatori online.

Hai già in mente su quale muletto investire? Ecco su quali modelli dovresti puntare.

Transpallet manuali

Iniziamo dal transpallet manuale, l’antenato di tutti i carrelli e ancora molto usato in piccole aziende o negozi. I carrelli transpallet Toyota sono realizzati in acciaio inox, con freno a mano e sistema ad alzata rapida per velocizzare il trasporto dei bancali. I modelli standard hanno una portata variabile da 2000 a 3000 kg; leggermente meno forti ma più specifici sono i transpallet a mano speciali, che montano forche e scartamenti di varia misura con portata da 800 a 2300 kg. Tra questi le versioni a pantografo e con pesatore integrato.

Transpallet elettrici online

La tecnologia Toyota è anche leader nel campo del transpallet elettrico e nella nostra guida all’acquisto di carrelli elevatori online non potevamo certo dimenticarli. Si tratta di attrezzature a basso sollevamento, con portata da 800 a 2500 kg: esistono modelli con operatore a piedi, su pedana, a forche ricoprenti, fino alla versione con montante.

Carrelli elevatori Toyota

Scegliere un modello di muletto elettrico è dura senza alcuni consigli. Toyota vanta una gamma di carrelli elevatori con tecnologia AC, da 24, 48 o 80V, da 3 o 4 ruote, con portate fino a 8500 kg.
Se cerchi invece un carrello elevatore termico, la gamma Toyota è dotata di trasmissione idrostatica (a controllo idraulico o elettronico) e trasmissione idrodinamica, con portata da 1500 a 5000 kg per mansioni esterne al magazzino.

Muletti speciali retrattili e commissionatori

Alcune aziende hanno scaffalature altissime o magazzini stretti per uno spazio ottimizzato. Se sei una di loro, acquistare online un carrello commissionatore ti permetterà di svolgere le operazioni a basso, medio e alto livello: Toyota realizza mezzi di questa categoria con portate da 1 a 3 tonnellate. Se invece ti occorre tanta manovra e un carrello stretto, cerca su internet un muletto retrattile Toyota con portata da 1400 a 2700 kg. Telaio stretto, cabina reclinabile, disponibili nella versione bi/trilaterale semplice o combinato bi/trilaterale.

Carrelli elevatori Toyota a Palermo

Tutti i modelli di carrelli elevatori Toyota per le aziende di Palermo e in Sicilia occidentale sono disponibili presso il concessionario ufficiale Servo.mec di Donnarumma srl. Puoi visitare il sito servomecsrl.it per scoprire i modelli, acquistarli online o richiedere un preventivo e una consulenza gratuita.

Come provarci su Linkedin senza fare la figura dei coglioni

OK, questo articolo è contrario al buonsenso, viola le regole del vivere civile, le regole di Linkedin e financo qualsiasi convenzione UE; del resto, favorisce il commento negativo e farà ridere la maggioranza dei lettori (forse): eppure qualcuno finirà per cercare una cosa del genere, più o meno periodicamente, secondo me. Viviamo un mondo strano, del resto, affidando buona parte dei contatti umani ai social network e, si sa, gli occhi so’ fatti pe guardà: è abbastanza innaturale reprimere un istinto, secondo me, per cui perchè non giocare un po’ e provare ad immaginare come provarci con la tipa o il tipo che ci piace su Linkedin? Per i ringraziamenti ed il bonifico premio finale, trovate l’IBAN a fine post (accettiamo anche pagamenti in bitcoin).

Premessa: Linkedin non serve a questo

Che Linkedin sia stato pensato per scopi lavorativi è fuori da ogni dubbio: grazie ad esso possiamo costruire la nostra fidatissima rete di contatti, e con un po’ di pazienza nella profilazione (cioè nel criterio con cui aggiungiamo ed accettiamo contatti, ma anche in termini di post pubblicati a tema lavorativo) riusciremo a trovare nuove opportunità di lavoro. Qualcuno starà già pensando inesorabilmente “che palle“, nel frattempo: del resto il lavoro non è tutto, nella vita. Fermo restando che l’uso che descriverò di Linkedin in questa fase è decisamente non convenzionale, e bisogna saperlo fare, proverò oggi a darvi qualche consiglio utile per non fare la figura degli idioti casomai (ma solo in caso, eh) voleste provarci con quel project manager decisamente sexy, o con la collega che sembra una modella di Victoria’s Secret.

Evitate di dare ostinatamente del “lei

A parte che questo atteggiamento è l’anticamera del “voi”, un retaggio culturale di ispirazione fascista che pero’, ancora oggi, fa tanto figo e formale, la prima regola è quella di non dare per forza del lei: se la persona ha la vostra età, di fatto, o pressappoco ha qualche anno in più o di meno, chiederLe (magari con la maiuscola) se volesse uscire a prendere un caffè, qualche volta, è un’idea decisamente da scartare.

Molto meglio adeguarsi al tono informale tipico dei social network, ricordando sempre una regola che adesso scriverò a chiare lettere, a scanso di equivoci.

Linkedin non è un sito di incontri

Sì amici e amiche, questa regola deve rimanere scolpita nella vostra mente: Linkedin non è Tinder, non è Facebook (anche se per qualche strano motivo tutti posteranno gattini e frasi filosofiche abbonate a pose da fregna o da fregno) e deve essere usato per scopi lavorativi. Sfruttarlo per darsi all’acchiappo selvaggio non è una buona idea, in generale: per cui misuratevi e soprattutto, se proprio volete farlo, non date l’idea di essere lì solo per quello.

Rispettate le regole

Se avete più di trent’anni e vi manca una compagnia fissa, o magari state da poco in una nuova città, è anche normale voler conoscere qualche potenziale partner con cui fare anche solo amicizia: questa è un’esigenza prettamente umana, alla fine, che nessuna regola di nessun social potrà mai impedirvi. Tutto sta, a questo punto, nel saper scegliere il vostro obiettivo senza pestare i piedi a nessuno, cioè senza fare una solenne figura da coglioni del titolo.

Rispettate le regole esattamente come avverrebbe nella vita di ogni giorno: ok, la collega è carina, avete voglia di scambiarci due parole e vedere come va a finire, perfetto. Ma sappiate anzitutto valutare bene i tempi, un po’ come avviene nella fotografia: se usate tempi di scatto troppo rapidi o troppo lenti, verrà fuori una foto demmerda – e come diretta conseguenza non riuscirete a far fruttare bene la questione, anche se magari troverete dall’altra parte una persona disponibile al dialogo e all’apertura (senza doppi sensi, beninteso).

Evitate di andare da gente già impegnata

Non lo scrivono tutti apertamente, ma se postano una foto con moglie e figli, oppure se parlano sempre della famiglia e se sembrano essere più “adulti” di voi poveri, ostinati e sfigatelli single 30-40 enni, è il caso di lasciare perdere: di solito chi è già impegnato non lo da’ per forza a vedere a prima vista, per cui evitare di creare solo fastidio ed imbarazzo. Se non sapete come approcciare, vi voglio bene ed ho scritto anche una guida per approcciare in modo originale e misurato: proprio come piace alla maggioranza delle persone, credo, che non siano fuori di testa.

 

Valutate bene tempi e modi

Oltre a saper decidere che magari il lunedì mattina non è un buon momento per nessuno, per provarci, e che magari è molto meglio farlo il venerdì dopo le 16 – che forse (forse!) siamo tutti più rilassati, io direi che sia importante anche usare modi corretti: col tempo impararete, parlando, trovando empatia e stando a contatto (anche virtuale, all’inizio) con più persone possibile e anche solo per scopi puramente lavorativi, anche facendo battute misurate e non dimenticando mai il mantra di essere se stessi, sempre, vi renderete conto che i modi sono tutto. Modi misurati, mai esagerati, sono alla base di qualsiasi relazione anche occasionale, per quanto i film e gli stereotipi raccontino ostinatamente il contrario: in fondo a tutti piace avere le attenzioni di gente interessante, fermo restando quanto detto sopra.

Non dite ai creatori di Linkedin che ho scritto questo post.

Il mio IBAN è 666. Grazie

Le migliori mete per lo skateboard in Italia in Europa e nel mondo

A volte ritornano e lo fanno con decisione! Potrebbe esser questo uno slogan relativo allo skateboard, una moda degli Anni Ottanta e Novanta che sta ritrovando una popolarità sempre più diffusa. Sono migliorati i materiali, gli strumenti, gli accessori. Tutto oggi è portato quasi alla perfezione. Lo skate non è più una tavola di legno con sotto quattro rotelle, ma è qualcosa in più. Ecco perchè è importante sapere scegliere le piste giuste per poter apprezzare interamente tutti i tecnicismi di cui sono muniti gli skateboard moderni.

Come scegliere la meta giusta per lo skateboard

Il posto migliore per fare skate è sicuramente la città. Il contesto è piacevole e ultimamente molte amministrazioni comunali stanno destinando risorse economiche per la realizzazione di aree dedicate alla pratica di questa disciplina sportiva. E’ bello muoversi in città con questo attrezzo, ma al tempo stesso è divertente compiere vere e proprio evoluzioni seguendo i trampolini, le curve, i muretti e le barriere che si trovano proprio in questi spazi.
L’attività dello skate è strettamente interconnessa con lo spazio e con gli arredi urbani, poichè riesce a superare profili che nemmeno il più grande architetto riuscirebbe ad immaginarsi, scoprendone il potenziale. Ecco perchè l’ambiente cittadino è quello più indicato per praticare lo skateboard divertendosi. Esistono molte grandi città che hanno una pista di skateboard in una zona della piazza principale, con alle spalle una cattedrale, una fontana, un monumento. E’ l’intero contesto che favorisce la pratica.
Skateare tra marciapiedi, rampe, corrimani, fa in modo di valorizzare la città occupando contesti progettati per usi diversi. Il punto di vista che lo skater acquisisce nei confronti della città è diverso sotto ogni punto di vista.

Se l’argomento è di vostro interesse ecco quindi le città che si prestano maggiormente a questa attività con alcune informazioni sui luoghi, parchi e strade più adatte al divertimento su tavola, restanto in tema di queste ultime
vogliamo segnalare un sito per approfondire questo fantastico sport, vi consigliamo tavolesportive.com e i suoi tutorial per muovere i primi passi sulle Tavole da Skateboard.

Le migliori mete italiane per lo skateboard

Sono diverse le città italiane che permettono ai giovani di skateare tra marciapiedi, scale, discese e aree dedicate. In Italia vige una regola: diverse zone adibite allo skate sono nei parchi, quindi tra il verde, in un contesto differente, più naturale. Un esempio è Bolzano, dove al termine della zona pedonale, lungo il fiume, vi è un grandissimo prato, entro cui è ricavata un’apposita struttura destinata esclusivamente all’attività dello skateboard. Come nella città altoatesina, anche altre località offrono una possibilità simile, fuori dal centro città e lontano dal cemento. Ma vediamo un paio di idee relative alle mete italiane ideali per lo skate.

Sassari

La Sardegna si trasforma in terra di skate, grazie al Park SkatePark di Sassari, luogo in cui ci fanno anche alcuni raduni internazionali ed esibizioni. Panchine, muretti, corrimani, sali-scendi, rampe e trampolini. C’è tutto quanto serve per gli skill migliori e per spettacolari trick. Posto nella zona di Carbonazzi, la sua costruzione è recente ma nonostante questo molti stanno cercando di contribuire al suo ammodernamento, prevedendo illuminazione e manutenzione, in modo che sia disponibile anche alla sera. Sono presenti anche degli istruttori e il cemento ha molto grip, fattore utilissimo per compiere le evoluzioni e garantire stabilità. La gestione è curata dal CSI locale e l’ingresso è gratuito per i singoli atleti. Diversamente invece i team, ai quali viene chiesta una quota (abbordabile) di ingresso.

Milano

Il capoluogo lombardo offre moltissime opportunità agli skater.
Il Parcolambro Skate Park è divertente, gratuito e presenta degli hip con angolazione di 120°, con anche delle piacevoli linee a diverse altezze. Il fine settimana si popola di amanti della disciplina, mentre il parco verde intorno invita al relax. Gli orari più indicati per ammirare le evoluzioni sono quelli dopo le ore 16, mentre se uno volesse stare più tranquillo e dedicarsi ad un po’ di pratica la mattina e il primissimo pomeriggio sono i momenti migliori.
Per chi ama invece lo street, la zona della stazione di Lambrate è un buon luogo, soprattutto per coloro i quali apprezzano le scalinate. Consigliati gli orari serali, momento in cui non vi è in giro molta gente e si ha un po’ più di libertà.
Altra area ideale per lo skate da strada è la zona universitaria della Bicocca, tra panchine, flat bar, muretti, gradinate. Il consiglio è per il fine settimana poichè nei giorni feriali la presenza di studenti rischia di creare difficoltà e pericoli inutili.
Uno street spot per gli skater è quello della Stazione Centrale di Milano. Tutti i giorni, specialmente di pomeriggio, moltissimi ragazzi si danno appuntamento lì per poter dare sfogo a tutta la velocità del caso. Libertà e sicurezza sono le due principali caratteristiche del “tracciato”, il quale si presenta molto veloce senza però disdegnare l’aspetto tecnico.
Un parco dedicato e gratuito per skateare è l’Idroscale Skate Park. Presenta diverse appendici ideali per la disciplina, anche se qualcuna è un po’ rovinata dai segni del tempo (quindi attenzione). Intorno c’è il verde e l’acqua dell’Idroscalo. Un posto magnifico per fare skateboard a Milano, in zona Linate. Per la parte nord ovest, invece, il Monte Stella in zona Lampugnano è un’altra possibilità.

Le migliori mete europee per lo skateboard

Lo skateboard è uno sport praticato prevalentemente in molte città del mondo e dell’Europa, più che in Italia. Infatti, basta scavalcare le Alpi o attraversare il Mar Mediterraneo per trovare veri e propri centri svago che contemplano l’attività oggetto di questo scritto. Ecco alcune mete ideali.

Barcellona

A livello europeo è forse la città in cui gli skater hanno più spazio in assoluto per potersi svagare. Hanno davvero l’imbarazzo della scelta vista la grande presenza di spazi e aree disponibili. Oltre ad essere una città turistica, il capoluogo della Catalogna rappresenta probabilmente la miglior proposta europea (per alcuni anche mondiale), per gli amanti dello skate. Il clima è ideale, le strutture ci sono e le architetture sono molto suggestive.
Basta recarsi in città per vedere numerosissimi skate anche tra viali e marciapiedi: una vera e propria capitale dello skating! Grazie ai naturali arredi urbani è possibile divertirsi in trick di buon livello tecnico.
Quando si è sudati o stanchi, basta recarsi (in skateboard) verso la spiaggia e tuffarsi in mare. I luoghi per praticare street skate per le zone della città sono moltissimi, tra Macba (piazza del museo di arte contemporanea), Parallel, Universidad e Barceloneta.
Nella città chi va in skateboard è perseguibile dalle forze dell’ordine poichè l’attività è classificata come sport estremo e se mette in pericolo l’incolumità altrui la multa è ammessa.
Oltre a questi vi sono altri posti in cui sono state costruite apposite piste. Il Marbella Skate Park è uno di questi e si trova a pochi metri dalla spiaggia. Una vera manna per tutti, soprattutto per i più abili, i quali possono divertirsi tra pools, stairs, deep bowls.
Non è da meno il Forum Skatepark, posto tra il mare e un grande centro commerciale. Costruito per le olimpiadi del 1992, recentemente è stato ampliato, fornendo ulteriori possibilità di passaggi tecnici con la tavola.
Il Pamplona skatepark è al coperto e tecnicamente è forse il miglior circuito della città per chi ama lo skating. L’abbonamento è obbligatorio per almeno un mese, ma i prezzi non sono eccessivi e sono duynque alla portata di tutti.
Nella parte alta della città si trova il Skatepark Barri Canyelles, un’area che prevede quattro diverse sezioni tecnicamente differenti tra loro, utili per misurarsi in livelli diversi di preparazione e abilità.
Altri posti in città destinati allo skating sono il Museo Blau, Les Corts (vicino allo stadio) e El Maresme Fòrum.

Berlino

La città tedesca potrebbe a breve insidiare (forse) il primato a Barcellona in merito allo skating.
A favorire la pratica e la sua diffusione sono senza dubbio una serie di strutture particolarmente economiche che rendono attraente la possibilità di una vacanza con lo skateboard. Le strutture ci sono, nuove, futuristiche e sicure, soprattutto nel quartiere Friedrichshain, così come a Kulturforum e Warschauer Strasse. Per la città basta avere una tavola e subito è facile trovare un feeling immediato con le strutture che l’urbanistica offre naturalmente.
Sulle sponde del fiume Spree si trova la Skate Halle, un enorme spazio, il più grande della città, in grado di ospitare moltissimi skater. Si puoi skateare sia all’aperto che all’interno. Nelle vicinanze si trova anche la Grünberger Strasse, un punto di ritrovo per chi ama percorrere con la tavola le vie della capitale.
Un luogo suggestivo, speciale e unico è la via dei residui della caduta del muro: i resti diventano degli ostacoli da saltare, da evitare e l’occasione per compiere spettacolari evoluzioni.
Per capire l’importanza che riveste la capitale tedesca in tema skating, basta sapere che in città si tiene addirittura una fiera espositiva dedicata a questo sport.

Le migliori mete extra-europee per lo skateboard

Il mondo apprezza lo skating e questo è un dato di fatto. Soprattutto in America le possibilità sono praticamente infinite. Oltre a Los Angeles va segnalata anche New York. Spostandoci invece ad altre latitudini, Buenos Aires, Shenzhen e Tel aviv meritano sicura menzione per caratteristiche, fascino e progresso urbanistico in grado di favorire la presenza di aree dedicate allo skating.

Los Angeles

La California è la patria dello skate e per questo merita approfondimento speciale. Qui nasce quella che è divenuta l’attività moderna dello skating e se si dovesse fare un censimento dei luoghi e delle vie in cui in città è praticabile, il lavoro sarebbe interminabile. Santa Monica, Downtown, Venice Beach, Hollywood, San Pedro, sono solo alcuni quartieri che pullulano di attrazioni per skateboard.
A Los Angeles pare valga tutto: cortili, parcheggi di scuole, bordi di piscine, immense piazze. Ogni angolo è buono per skateare.
Venice Beach è unica: una zona ispirata alla città italiana di Venezia, con gli ambulanti, la spiaggia simbolo della città, il mare, i suoi colori, il vento e il sole che risplende, con il via vai delle persone che fanno la spola tra spiaggia e negozi. In mezzo, la pista da skateboard, forse la più bella della città, ma il valore aggiunto è proprio andare per le strade, sul lungomare, saltellando e facendo acrobazie tra panchine, muretti e marciapiedi, esterni al grande Skate Park Venice Beach.
Dopotutto lo skate permette di essere pervasi dalla sensazione di libertà, proprio come in spiaggia, ascoltando le onde del mare con il vento in faccia.

Scopri tutti tipi di pacchetto regalo da usare per un evento importante

 

Quando si avvicinano le festività si inizia a pensare a cosa regalare e, per ogni regalo, è importante creare anche il pacchetto giusto. Infatti, ci sono molti modi per confezionare un regalo e consegnarlo al diretto, o alla diretta, interessata.

Come impacchettare il regalo

Molte volte la semplice scelta del regalo per una persona può essere difficile, soprattutto quando non è nella cerchia ristretta degli amici, o quando si deve scegliere cosa regalare per un avvenimento importante, come la laurea.

Di fatto, ci sono tante idee che si possono utilizzare per creare il pacchetto regalo giusto, creativo e che colpisca l’attenzione.

Usare la classica carta regalo

La maggior parte dei regali sono avvolti  in un apposita carta regalo, che si differenzia in base alla tipologia di evento. Durante il periodo natalizio la carta regalo usata è quella che rappresenta renne, colori accesi come il rosso e decorazioni natalizie. Di fatto, quando si inizia a fare shopping si trovano anche delle postazioni in cui far impacchettare i regali appena acquistati.

Le buste regalo al posto dei pacchetti

Un altro tipo di pacchetto regalo che si può utilizzare sono le buste. Molte di queste sono usate in eventi speciali come matrimoni, cresime, battesimi o compleanni. Inoltre, è sempre più frequente fare come regali dei buoni acquisti da spendere nelle varie catene di negozi.

Alcune di queste, come quelle per l’abbigliamento, lo shop online, i viaggi e i pacchetti vacanza si possono acquisire direttamente nei negozi fisici, sia in quelli online.

Regalare un buono da spendere in alcuni casi è una buona soluzione, perché si riesce non porta delle difficoltà nella scelta del regalo e si può presentare in molti modi differenti. Inoltre, il pacchetto regalo può essere una semplice busta in cui si può abbinare una lettera per gli auguri, oppure un pacchetto più elaborato come una piccola scatola incartata.

Scegliere un regalo già confezionato

Quando si parla di pacchetti regalo si fa riferimento anche a dei regali già confezionati. Alcuni di questi sono per esempio i pacchetti vacanza, in cui acquistando un cofanetto è possibile scegliere la destinazione per due o tre giorni. Non solo, i pacchetti regalo preconfezionati possono includere anche avventure, esperienze o direttamente biglietti per i concerti.

Durante i periodi di festività è possibile trovare anche dei regali già preparati nelle varie catene di negozi, come per la cosmetica.

Le buste sono buone alternative ai paccheti

Un altro modo che si può utilizzare per creare dei pacchetti regalo sono delle buste. Molti di queste sono pensate per sostituire la classica carta da regalo e si possono decorare con coccarde o altri oggetti simili. Non solo, se la vostra idea è quella di regalare un liquore, una bottiglia di vino o in generale qualcosa da bere, la busta è sicuramente il miglior candidato per il pacchetto regalo.

Di fatto, ci sono un sacco di tipologie di buste regalo da utilizzare. Per le bottiglie di vino l’ideale sono i portabottiglia in cartone che possono essere trasportati come una semplice busta. Oppure, si possono usare le buste regalo per inserivi, creme, profumi e prodotti per la cura del corpo in generale.

Come affrontare la paura per un intervento chirurgico estetico

A breve dovrete affrontare un intervento di addominoplastica Verona ma avete un grandissimo terrore dell’operazione chirurgico? Si tratta senza dubbio di un sentimento normale: non è così facile, infatti, gestire il pensiero di doversi recare sotto i ferri per ottenere la forma che si è sempre sognato. Tuttavia, non è nemmeno così terribile come si potrebbe pensare.
Qui di seguito vi spiegheremo come fare ad affrontare la paura di un intervento chirurgico estetico in modo da vivere al meglio questa situazione.

1. Fate ogni domanda possibile al vostro medico

Spesso, conoscere in dettaglio come si svolgerà l’intervento, può aiutare a non farsi prendere da paure del tutto inutili. Chiedete qualsiasi cosa a riguardo dell’operazione e cercate di fugare ogni dubbio. Il vostro medico sarà tenuto a darvi tutte le spiegazioni di cui avete bisogno per cui non abbiate timore di fidarvi di lui.

2. Chiedete consiglio ad uno psicologo

Non parliamo di una terapia vera e propria ma solo di una semplice seduta che possa aiutarvi a farvi sentire meglio in vista dell’operazione chirurgica. Uno psicologo addetto potrà essere d’aiuto per ridimensionare la vostra paura e tutti i vostri dubbi. Molto spesso, alcune strutture ospedaliere, anche private, posseggono uno psicologo di fiducia, utile per il supporto di alcuni pazienti. Nel caso in cui la vostra struttura non ce l’abbia, non abbiate vergogna o timore di cercarlo altrove.

3. Fate yoga

Dicono che lo yoga aiuti a controllare il proprio stato d’ansia e le proprie paure. Ebbene, provare non costa di certo nulla. Con l’aiuto di un professionista ma anche con il supporto di alcuni tutorial reperibili in rete, provate a praticare lo yoga tutte le volte che ne avete necessità. Scoprirete uno sport davvero magico ed utile per controllare stati d’ansia, paure e il sopraggiungere di attacchi di panico.

4. Abbiate fiducia

La fiducia nei confronti del medico che effettuerà l’operazione chirurgica è essenziale per vivere questo momento al meglio. Nel caso in cui non nutrite grande stima nei confronti del professionista, probabilmente siete alle prese con un gran problema. in questo caso, farsi qualche domanda sarà d’obbligo!

Sei senza idee per il compleanno? Pensa a un biglietto regalo di viaggio

I momenti di festa sono accompagnati dai regali e quando ne regaliamo uno alla dolce metà o a un proprio familiare è importante avere un certo gusto a riguardo. Inoltre, ci sono tanti stili che si possono usare per scrivere il biglietto. Uno di questi può essere lo stile elegante nel caso ci sia una celebrazione importante, come un matrimonio. Oppure uno uno stile più grottesco nel caso l’evento sia una laurea o una festa tra amici.

Certo, ogni biglietto deve essere legato al contesto per cui si presenta il regalo.

Regalare un biglietto per un viaggio unico

L’idea di regalare una vacanza non esclude quella di creare dei biglietti originali, infatti molte persone usano dei biglietti creativi per regalare un fine settimana in una delle capitale europee. Viaggiare è importante perché ci mette nella condizione di incontrare nuove persone e vivere nuove esperienze. Sono queste quelle che ci rendono quelli che siamo.

A volte, può capitare di preparare un bel regalo, ma non viene posta molta attenzione nella parte estetica. Non preoccuparti, perché ci sono tante idee alternative per rendere un biglietto regalo di viaggio indimenticabile. Una di queste, potrebbe essere quella di aggiungere al biglietto un cartellone con delle fotografie per dare importanza a un periodo della vita o a una relazione. Non solo, il biglietto regalo può essere inserito anche all’interno della busta, soprattutto quando è di dimensioni piccolo ed allegato a un voucher.

Un’altra idea per creare una confezione regalo per un buono da spendere in viaggi è quello di inserirlo all’interno di una Matrioska. In modo che il festeggiato le apra fino a trovare il suo regalo.

Allora, vediamo adesso quali potrebbero essere le migliori idee per realizzare il biglietto da regalare per una vacanza.

Il biglietto regalo giusto per la tua vacanza

Per scrivere il biglietto bisogna considerare chi è il destinatario. Se chi lo riceverà è la tua ragazza o il tuo ragazzo, anche il biglietto deve avere le caratteristiche giuste. Infatti, si può accompagnare ad alcune brevi frasi per ricordare le motivazioni per il quale rimaniamo con tale persona.

Se il destinatario del biglietto è un familiare, come il fratello o la sorella, un semplice biglietti ricordando che siamo presenti è più che sufficiente. Inoltre, se il regalo è in occasione di un momento importante come una laurea, si può creare un biglietto in affiancato a dei simpatici gadget.

Aspetta, ma se il biglietto viaggio è per una persona sola, come si potrebbe impostare? Ci sono molte motivazioni per cui le persone iniziano un viaggio solitario. Molti lo fanno per prendersi del tempo per stare con sé stessi e staccare dalla routine. Altri, invece, lo fanno per affrontare delle sfide e realizzare dei sogni che hanno sempre sognato.

Inoltre, se partecipi a un regalo per un tuo amico che include un buono per acquistare un volo per fare una lunga vacanza puoi scrivere un biglietto di incoraggiamento. Molte persone lo fanno, soprattutto per gli amici stretti che si trovano ad affrontare alcune difficoltà impreviste.

Attaccare ad un cavo tripolare la presa industriale blu

Una presa elettrica industriale è un tipo di presa per la corrente elettrica progettata per funzionare in sicurezza in condizioni ambientali diverse dalle comuni domestiche (all’aperto, esposte al ghiaccio, alla sabbia e ad agenti chimici), con una maggiore robustezza meccanica ed atta a prevenire qualsiasi disconnessione accidentale. Quella che considereremo è una presa IEC 309 (le “prese a bocchettone” di colore blu): esse presentano al proprio interno una struttura detta 2P+T (2 Poli + Terra), e portano rispettivamente 230V di tensione e 16A di corrente. Tali prese devono ovviamente essere maneggiate, nel caso in cui siano connesse alla rete elettrica, con la massima attenzione possibile.

In questa sede vedremo come deve avvenire la connessione di una spina e di una presa ad un filo, in modo da effettuare una “prolunga”. Ricordiamo che il filo deve essere di spessore più grosso rispetto alle comuni prolunghe utilizzate in ambito domestico: in particolare a voi serviranno i fili da 2,5 mmq. Altra cosa che vi servirà allo scopo di testare che tutto funzioni correttamente è un cacciavite trova-fase.

Nella prima illustrazione ho riportato un comune cacciavite trova-fase: si tratta di uno strumento dalla punta tipicamente “a taglio” (o piatta) che mostra, mediante una minuscola lampadina posta all’interno del manico, se in un punto della rete elettrica è presente corrente o meno. Il suo funzionamento corretto prevede di mettere il pollice sopra la parte inferiore del manico, e può essere reperito in qualsiasi ferramenta o “fai-da-te” a pochi euro.

Quella sopra, invece, è una presa IEC 309 vista dall’esterno: in particolare si tratta del lato “femmina”, ovvero la presa (distinta dalla spinta, considerata convenzionalmente “maschio”), insomma quella con i “buchi”.

La vite che deve essere rimossa dalla spina è quella mostrata in questa successiva foto: si noti come sia possibile svitare sia con cacciavite “a taglio” che “a stella”.

Dei tre poli che mostro in questa foto, il più grosso è – come negli impianti domestici comuni da 220V – quello di terra, che serve a scaricare le correnti statiche o transitorie: non per questo, ovviamente, deve essere effettuata meno attenzione nell’avvicinarvisi anche occasionalmente con una qualsiasi parte del corpo.

Il collegamento una volta che è stato effettuato: vediamo come il giallo-verde sia stato collegato in corrispondenza del polo più grosso (terra), mentre i due “poli” sono il marrone ed il blu.

Quando si collega il cavo a tre fili (nell’ esempio nell’impianto luci di un palcoscenico ad uso teatrale) è necessario lasciare un’estremita dello stesso libera, in modo che poi si possa richiudere con la carcassa di protezione e riavvitando le viti viste nelle illustrazioni precedenti. La doppia vite presente alla base è utile per mantenere fissa la struttura ed evitare torsioni o piegamenti accidentali.