Nel prossimo futuro faremo sesso con dei robot?

Nel prossimo futuro faremo sesso con dei robot?

Nel prossimo futuro faremo sesso con dei robot?

OK, siamo d’accordo che l’idea di fare sesso con un robot sia vagamente disturbante, almeno sulle prime, e possa ricordare al massimo una fantasia cyberpunk di Cronenberg, Ballard o Gibson. Non c’è dubbio che oggi, nel 2019, il sesso con dei robot possa diventare una nuova avanguardia (e perchè no, un vero e proprio business) ma prima che venga socialmente accettato, a mio avviso,

Nessuno di noi, del resto, vorrebbe fare sesso con Robocop o trovi sessualmente eccitante farlo con I, Robot (magari con Willy Smith sì, invece), eppure si tratta di un feticismo molto diffuso e che anche in Italia ha conosciuto un caso eclatante: la casa d’appuntamento per sex doll LumiDolls Torino, al centro di varie crociate moraliste che sono culminate in una chiusura per motivi igienici e di mancanza di permessi (esercizio abusivo dell’attività di affittacamere). Non sappiamo come sia finita la vicenda, ma siamo abbastanza sicuri (da quello che siamo riusciti a comprendere sui fatti) che il locale avesse le carte in regola, alla fine, e stesse procurando tutti i documenti necessari al caso. E crediamo che in una cosa del genere, per inciso, non ci sia nulla di male.

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in una casa d’appuntamento per sex doll si finisce per fare quello che ci si aspetto: sesso dentro orifizi artificiali, sesso con oggetti in sostanza, un feticismo sul quale si ironizza fin da ragazzini e che, ad oggi, sembra invece interessare almeno una parte delle persone.

Il sesso con dei robot o degli oggetti inanimati è al centro di pregiudizi, comunque la si pensi: in fondo l’uso di un vibratore o di una vagina artificiale è stato prima demonizzato, poi sostanzialmente accettato da chiunque. Cosa cambia da un pezzo di corpo artificiale ad un corpo artificiale completo, come potrebbe esserlo una bambola gonfiabile inanimata (ma sempre molto realistica, almeno negli ultimi modelli sul mercato)? probabilmente quasi nulla: è solo questione di scrollarsi di dosso qualche stereotipo, o comunque accettare per sempre l’idea che gli altri possano fare, ci piaccia o meno e nel rispetto del resto dell’universo, il cazzo che gli pare.

Del resto l’idea di corpi umani artificiali risale fino alla mitologia greca, nello specifico il mito di Laodamia, moglie di Protesilao, che dopo la morte del marito nella guerra di Troia idolatra ed abbraccia in continuazione una vera e propria copia dell’uomo, in forma di statua. Dalla statua alla bambola gonfiabile, quindi: e a breve sarà il momento delle sex dolls.

Ghostwriter e nerd letterario. Di base sono un consulente esperto di IT, ma non ditelo al mio capo.

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