Come disiscriversi da un sito per adulti senza penare

VI siete mai abbonati ad un sito porno a pagamento? Siete nel panico perchè vi succhiano soldi dalla carta e non sapete come dirlo a vostro figlio o alla banca? Niente, paura, leggetemi e troveremo una soluzione tutti assieme.

Poichè ho già avuto una discreta esperienza in merito, peraltro, e so come funzionano questi siti e come siano in grado di lucrare sulla scarsa attenzione dell’utente, ho fatto un piccolo test: ho investito circa 30 € per abbonarmi ad uno di questi siti, e per vedere se poi riuscissi ad uscirne. Sono i siti premium che vengono regolarmente marketizzati su PornHub e Youporn, e fanno parte del sottobosco dei siti per adulti a pagamento di cui parleremo in questa sede. Ne ho scelto uno, e via verso nuove avventure.

Preferisco non citarlo apertamente perchè sarebbe ingiusto additarne uno per incolparne cento, pero’ mi sembra corretto spiegare come funziona, in modo che non ci si prenda dal panico se ad esempio vedete addebiti strani sulla vostra carta di credito. State attenti, sempre, perchè il problema che è successo potrebbe capitare anche su altri – e mi interessa più dare regole generali per i pornomani più audaci piuttosto che lanciarmi in invettive ad personam che, per esperienza, mi porterebbero solo a lettere di avvocati di quel sito che mi intiminano a cancellare tutto (ed è successo già in altri casi, per molto meno, credetemi: quindi scusate tanto, ho una vita da vivere serenamente e già abbastanza problemi da risolvere)

Prima di tutto se volete abbonarvi a questi siti usate carte di credito prepagate, riducono rischi e problemi futuri. Fatelo sul serio, non usate mai la carta collegata al conto corrente. Mai!

Punto secondo: cosa ho fatto? Mi sono iscritto al sito e cliccato sul tasto Join, e poi (non potendo usare PayPal, perchè non è consentito su questi siti) ho usato una carta prepagata PostePay. Il sito ha processato il pagamento mediante CCBill, e dopo pochi istanti mi è arrivata la mail con l’accesso. In realtà ho pagato, per via di una promo, circa 4€ per via di una sorta di promozione nuovo cliente, che sono andati quindi perduti come unico investimento effettivo, come vedremo. La stessa promozione che potrebbe tentare chiunque: 4€ invece dei canonici 28€. E si va!

Tralasciando ciò che abbia potuto fare nelle ore successive per mantenere high il profilo dell’articolo, e che tutti possono immaginare (e non è questo il punto, credetemi), ho fatto trascorrere un po’ di tempo. Diciamo 35 giorni. Il sito era inequivocabile: pagamento ricorrente MENSILE, che si può disdire in qualsiasi momento. Non mi arriva alcun addebito perchè la carta era vuota, nel frattempo, ma poi faccio succedere il casino: ricarico di 100 € la carta al tabacchino. L’abbonamento è scattato lo stesso, anche se (per un fatto di correttezza) si sarebbe dovuto disdire in automatico: invece, siore e siori, era rimasto attivo!

Mi sono fatto volutamente fregare, in pratica, per amor di materiale su cui scrivere nel sito e perchè sono uno smanettone, in tutti i sensi.

E poco dopo, all’improvviso, e con l’abbonamento formalmente già scaduto da 15 giorni, addebito ulteriore di 28,33 € sulla carta! Su PostePay è un casino, peraltro, perchè i movimenti non si vedono in tempo reale, per cui avrei dovuto aspettare la contabilizzazione (che richiede giorni) e soprattutto ho scoperto con grande rammarico che il blocco alla carta per gli acquisti online non funziona su Firefox.

Panico! OK che volevo fare un articolo su questo, ma stiamo calmi. Prelevo la somma rimanente al bancomat delle poste sotto casa, e tengo il resto al sicuro in contanti, poi decido di contattare CCBill, che è il gateway di pagamento. Dal sito porno originale è impossibile disiscriversi: non c’è login ordinario con recupero password, non c’è soprattutto un menu in cui possa fare unsubscribe. L’abbonamento, quindi, secondo quello che loro vorrebbero, diventa vitalizio.

Irrealistico, dato che già mi sento con un paio di ragazze e magari a breve non usufruirò più del porno (scherzo, ovviamente, ma rimane un assurdo: se una società europea facesse una cosa del genere chiuderebbe all’istante).

Cosa dice il sito in questione, per quello che riguarda la possibilità di disdire l’abbonamento in futuro? Nulla, la butta sul vago. Non c’è traccia chiara di un metodo da usare per disiscriversi e cancellare l’abbonamento con carta. Ma la carta è gestita dal circuito CCBill, che per fortuna è molto serio.

Soluzione del problema? Questa ve la spiego solo io, credetemi. Vado al sito di ccBill, scrivo una mail di lamentela (oscuro i dettagli per ovvie ragioni):

E loro, neanche 24 ore dopo, dicono che mi restituiscono la somma sottratta per intero. Insospettabile, ma vero: funziona così.

Mi sono arrivati i soldi sulla carta dopo circa 3 giorni lavorativi. Se avessi chiamato l’assistenza della carta, non so se sarei riuscito a fare lo stesso. Se capita anche a voi, fate così – senza paura. E imparate bene l’inglese, che serve tantissimo, non solo per gli abbonamenti ai porno fetish.

Se capita anche a voi, e se il sito è con abbonamento a sottoscrizione via carta, il numero gli resta e la transazione va ogni mese in automatico, anche se usate codici OTP, stranamente. La mail di assistenza risponde in inglese, scrivetegli in inglese mi raccomando, e la trovate all’indirizzo consumersupport@ccbill.com, mentre il sito è https://support.ccbill.com

Prendete sempre nota del circuito di pagamento usato, su questi siti, perchè è quello a cui fare riferimento per disdire: ccbill è uno dei principali. Le banche di questa cosa non sanno nulla, la mia ex (non a caso) banca non ha saputo dirmi nulla su come disdire questa roba, a parte fare battutine sarcastiche sull’argomento (a proposito: andate affanculo! Scusate, ma quando ci vuole, ci vuole).

Andando a curiosare sul profilo ufficiale Twitter del sito, ho scoperto che arrivano a bullizzare le richieste dei clienti che giustamente lamentano il problema:

Anche se poi dicono che l’opt-out è garantito, basta mandargli una mail. Ma certo! Peccato che nell’interfaccia del sito non sia possibile in alcun modo trovare nulla a riguardo per disiscriversi, visto che manca del tutto il menu con l’account personale di ognuno. E la sezione contatti è nel footer, nascostissima, una roba che se il sito fosse stato commissionato da un’agenzia seria il webmaster se ne sarebbe dovuto andare dopo 30 secondi netti.

In compenso è facilissimo entrare nel sito e rimanerci, senza che nel menu ci sia traccia tangibile di un modo per uscire, in tutti i sensi, dal sito. E c’è anche una bella mistress che ci guarda con voluttà, se proviamo ad andare negli anfratti più oscuri del sito, tipo ad esempio la sezione contatti.

In pratica l’utente medio di questo sito porno a pagamento non permette nè il recupero password nè la possibilità di disiscriversi con un click. Una cosa che credo e spero gli alfieri del GDPR tengano in conto questo “problemino“, perchè noialtri ci siamo tutti dovuti adeguare ed è assurdo, secondo me, che un servizio con questi numeri non permetta di disiscriversi facilmente. Non sono tenuti a farlo, ovviamente, perchè il GDPR vale per l’Europa, ma sarebbe ora che l’obbligo si estendesse, forse.

Evidentemente, come si dice a Roma, “sei mejo te“.

Conclusioni

Trovo per certi versi sconcertante che un settore del genere, che lucra milioni di euro da ogni parte del mondo, impedisca all’utente medio di gestire i propri soldi nel modo più adeguato, giocando sull’imperizia tipica dell’utente medio. Fate corsi di informatica, adeguatevi ai tempi, e non cliccate su quello che capita senza tenere conto di queste storielle.

Andate in pace, adesso.

Dato l’argomento dell’articolo, e nonostante l’esito positivo della segnalazione, non potevamo che concludere con un classico di ogni tempo. Ovviamente, Boris: cliccate sul video. Bye!

https://www.youtube.com/watch?v=96x2pjWoTCY

Photo by Taskin Ashiq on Unsplash