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6 cose che non saranno più le stesse dopo la pandemia

Quello che viviamo attualmente con la pandemia di Covid-19 rappresenta un momento senza precedenti nella storia moderna, a differenza di qualsiasi cosa che abbiamo mai vissuto (e, si spera, per la prima ed ultima volta). E sebbene restiamo a casa, privati delle nostre esistenze ordinarie e delle nostre abitudini, la luce alla fine del tunnel è lì fuori, appena visibile, e inizieremo a emergere completamente da questo stato probabilmente questa estate.

Per chi volesse degli spunti di riflessione su quello che potrebbe cambiare radicalmente nelle nostre vite a partire da quest’anno, abbiamo provato ad immaginare come potranno cambiare le cose a livello di rapporti sociali, lavorativi e (perchè no) anche sessuali.

Il mondo del sesso cambierà. Ma non sappiamo come

La prima cosa che ci viene in mente è che non sarà un periodo facile per i single: se già prima si combatteva con conoscenze mediocri, friendzone e superficialità, unite all’incapacità di sapere cosa aspettarsi dal prossimo flirt, il virus impone ancora per un po’ una distanza: il distanziamento sociale è doloroso e difficile già per chi è lontano dagli affetti di sempre, e sarà seriamente problematico per chi era abituato ad uscire la sera a caccia di potenziali partner.

Inutile illudersi: anche il sesso sicuro non trasmetterà più la sicurezza di un tempo, e sarà necessario essere mentalmente attrezzati ed informati in modo corretto. E soprattutto, per un bel po’, scordatevi sesso libero nei parchi, sex party e le amatissime (da alcuni) orge. Le relazioni clandestine, probabilmente, saranno anch’esse vissute con maggiore paura e senso del rischio, e si finirà per accoppiarsi in condizioni difficili con chi davvero “merita”. Le crisi matrimoniali saranno purtroppo all’ordine del giorno, proprio perchè non è chiaro se e quando si potrà fare sesso in modo libero e disinvolto come si faceva prima. Quindi, cari tutti, tenete duro a denti stretti.

La tecnologia crescerà, tanto (pero’…)

Mai nella storia di Internet c’è stato un cambiamento così improvviso nel modo in cui usiamo la tecnologia online come adesso. Incapace di incontrare le persone faccia a faccia, il mondo è improvvisamente passato dal contatto diretto all’incontro virtuale, magari durante la notte.

Sia che si tratti di tenere riunioni del consiglio tramite teleconferenza, di mettere un sospetto accusato in un tribunale virtuale o di parlare con tua nonna su FaceTime perché non puoi andare a vederla la domenica delle madri, le persone usano le versioni della videoconferenza in un modo e nella misura in cui non l’hanno mai fatto prima.

Oltre a introdurre milioni a una tecnologia marginale che fino a questo punto era, in realtà, solo limitata a coloro che avevano già lavorato virtualmente, la crisi ha messo a dura prova l’infrastruttura Internet stessa, che in alcune parti del paese stava lottando per mantenere qualsiasi tipo di velocità ragionevole.

Mezzi pubblici: collasso o esplosione?

Andare sui mezzi pubblici è diventata una cosa che molte persone continuano a fare per necessità, ma prima o poi molti non se la sentiranno più di farlo. È difficile immaginare cosa succederà nei prossimi mesi a riguardo, ma è improbabile che continueremo a vedere mezzi affollati e gente schiacciata negli stessi a poco meno di qualche centimetro l’uno dagli altri.

E-commerce e consegne a casa saranno la normalità

Mentre i supermercati hanno visto le vendite nelle ultime settimane rivaleggiare con i periodi più trafficati dell’anno, il blocco è stato disastroso per la strada principale.

I rivenditori di città e centri commerciali si stavano già riprendendo dall’aumento dello shopping su Internet, ma con molti che operano su piccoli margini costretti a chiudere potenzialmente per diversi mesi, potrebbero esserci diverse catene che non sopravvivono.

Mentre le catene soffrono, i piccoli rivenditori e i negozi locali prosperano. Con le persone dissuase dalla guida e alle quali è stato detto di non fare acquisti per il tempo libero, la maggior parte delle persone si sta godendo la possibilità di lasciare la propria casa per acquistare il cibo di cui hanno bisogno da un’azienda vicina a casa – con caffè e ristoranti che sono passati a fornire asporto apparentemente fiorenti, e i fornitori di prodotti alimentari come i fornitori di scatole di verdure secondo quanto riferito stanno vendendo.

E quelle persone che sono in grado di ottenere slot di consegna dei supermercati online, che in precedenza hanno visitato i negozi, possono decidere di preferirlo.

In Italia e non solo si è verificato un vero e proprio boom di ordini online al dettaglio, in conseguenza del lockdown che ha praticamente bloccati tutti a casa. È fondamentale immaginare e prepararsi a come il panorama della vendita al dettaglio si stia trasformando quando torneremo alla nuova normalità. Una vera e propria rivoluzione digitale imposta dal virus, che finirà per lasciare indietro chi non è ancora tecnologicamente evoluto e chi, magari, non ha la possibilità di accedere alla rete per via dei suoi costi insostenibili o perchè, magari, non gli interessa granchè.

Smartworking, diventerà una realtà

Fermo restando che riteniamo con convinzione che la diffusione della tecnologia e la praticità degli operatori con l’informatica non sia ai livelli desiderabili, lo smartworking o lavoro da casa assumerà una dimensione molto più diffusa. Ove possibile, si eviterà di mandare la gente ogni giorno in ufficio: e questo sia per una riduzione del rischio che per un discorso di costi. L’altra faccia della medaglia è inevitabile da considerare: molte persone si sentiranno molto più sole di prima, e mancheranno i colleghi in presenza che magari, 2 mesi fa, odiavi pure.

L’importante è trovare un equilibrio, e la sfida più grande di questo periodo è proprio quella di trovarne uno.

Tempo libero: ne avremo di più

Leggere, vedere film, scrivere, parlare in chat, passeggiare (forse). Mai prima d’ora gli inglesi hanno apprezzato i loro spazi aperti tanto quanto quando si trovano ad affrontare la minaccia di non essere in grado di accedervi.

Uno dei pochi sbocchi per la frustrazione causata dal blocco del governo è quello di poter uscire per esercitare una volta al giorno. Ha spinto milioni di persone a uscire e correre, camminare o semplicemente passeggiare fuori dalle loro case in una pausa dalla monotonia. Almeno, nei limiti del possibile.

Foto di Orna Wachman da Pixabay
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