Molti video sono scomparsi da Pornhub

Pornhub sta rimuovendo – ed ha in gran parte già rimosso, a quanto pare – tutti i video sul suo sito che non sono stati caricati da partner ufficiali o modelli (cioè persone che coscientemente caricano sulla piattaforma i loro video hard): un cambiamento epocale nel modo in cui opera uno dei più grandi siti porno al mondo. La decisione arriva dopo una serie di eventi turbinosi della scorsa settimana, che hanno scosso l’industria del porno: dopo alcune denunce legate a casi di pedofilia, si sono mosse anche VISA e Mastercard, avviando un approfondimento interno e diffidando il sito hard dal proseguire sulla stessa falsariga.

Molti video sembrano scomparsi da un giorno all’altro dalla famosa piattaforma adult, che conta milioni di visualizzazioni da parte di tutti gli utenti mondiali. E ciò è avvenuto per questo motivo, al netto delle policy interne del sito che comunque avevano limitato il profilicare di video illegali o senza consenso da parte di alcuni utenti. Di fatto, la mossa di cui parleremo sembra dovuta ad una annosa questione che da molt anni affligge la piattaforma: formalmente il sito è canadese, ma dietro vi è la gestione della multinazionale MindGeek Holding S.a.r.l., un colosso del porno online probabilmente tra i pochissimi ad aver costruito un business scalabile su questa tipologia.

Gli upload anonimi di video porno, da sempre al centro di varie polemiche (banalmente: molti video contenevano persone riprese e mostrate senza il loro effettivo consenso), sono sostanzialmente stati messi in pausa: lo staff si occuperà di revisionare i video stessi, un po’ per volta, durante il prossimo anno.

Di fatto non saranno più fruibili, motivo per cui potremmo vedere qualcosa del genere se proviamo ad aprirne alcuni.

Video ha been flagged for verification in accordance with our trust and safety policy“, ovvero il video in questione è stato segnalato per la verifica, in accordo alla policy di Pornhub di sicurezza e fiducia. La mossa, se di per sè sembra prevedibile e mirata a tutelarsi da eventuali querele in ambito legale da parte delle vittime di revenge porn, alla fine (secondo Vice, ad esempio) è stata determinata dalla spinta di VISA e Mastercard, i famosi circuiti di pagamento che già da ottobre di quest’anno avevano voluto dismettere il supporto a pagamenti adult sul celebre sito.

VISA ha pubblicato un tweet in cui sostiene che “Date le accuse di attività illegali, Visa sospende i privilegi di accettazione di pagamento di Pornhub in attesa del completamento delle indagini interne.”. Nello specifico, si farebbe riferimento a video di pedofilia, inseriti di soppiatto nella piattaforma e sfruttando impropriamente la nota permissività della piattaforma stessa, che per la verità aveva un sistema di verifica piuttosto elaborato ma, evidentemente, qualcosa di grosso deve essere comunque saltato fuori.

I video delle pornostar verificate, ovviamente, rimarranno online, mentre tutti gli altri spariranno progressivamente: un intervento davvero drastico che pero’, di fatto, sembra risolvere un problema abbastanza spinoso che rischiava, alla lunga, di mettere il sito in una posizione assai scomoda. Nel frattempo, l’industria hard sicuramente non si è fermata, e continua la ricerca – da parte di molti utenti – di siti hard, mentre ormai si pone un sostanziale problema anche di etica dietro ognuno di essi.