RECENSIONE Hyrule Warriors: L’era della calamità

È uscito da qualche giorno il prequel di Legend of Zelda: Breath of the Wild, una esclusiva Nintendo Switch che è divenuta in pochissimo tempo una vera e propria killer application che l’ha consacrato nell’olimpo dei videogame. Il titolo è Hyrule Warriors: L’era della calamità e noi siamo riusciti a mettere le mani sul nuovo gioco, di stampo Musou, della giovanissima saga Hyrule Warriors.

Analizziamo insieme il titolo che abbiamo di fronte.

Hyrule Warriors, prequel di Breath of the Wild

Diciamolo subito, Hyrule Warrior: l’era della calamità è, a tutti gli effetti, il prequel ufficiale di Breath of the Wild, anche se la cosa ha fatto storcere il naso ad una fetta di appassionati del brand. Il mondo è quello di The Legend of Zelda e con questa storia si cerca di mettere luce sugli eventi che precedono di cento anni gli eventi di BotW.

Tutto ha inizio con il viaggio temporale intrapreso da un misterioso Guardiano bianco, che giunge al nostro tempo durante il risveglio della Calamità Ganon. La storia precede il risveglio della calamità che ha sconfitto gli eroi del bene nell’incipit di BotW. Non conosciamo il suo nome, ma esso ci offre uno spiraglio narrativo sulle briciole viste, fino all’arrivo di questo gioco, solo attraverso i flashback e le foto dei cento anni di buio che precedono The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

La storia che vivremo con quest’avventura è divisa in venti missioni ed oltre a scoprire cosa è successo a Link, come mai il regno è in rovina ed il povero castello di Hyrule fosse caduto in disgrazia, faremo luce anche su i quattro campioni che affronteremo nel titolo che ha aperto l’uscita di Nintendo Switch.

Divisa in venti missione la storia principale del gioco ci permetterà di vivere un’avventura ricca di missioni ed obiettivi secondari che ci aiuteranno ad avere anche nuovi equipaggiamenti per affrontare meglio le battaglie che ci aspettano.

Il Gioco

Dopo aver parlato della storia arriviamo ora ad analizzare il gioco. Il titolo è un gioco di stampo Musou, la cui peculiarità di genere, nato dalla collaborazione di Koei e Omega Force nel 1997 con l’uscita del primissimo Dynasty Warriors – a cui hanno seguito otto sequel canonici e decine di spin-off – è quella di proporre al giocatore storie in cui, da solo, affronta un esercito di nemici con personaggi dotati di capacità e forza straordinarie.

La parola “musou” significa letteralmente “colui che non ha rivali” ed il titolo ce lo fa capire subito.

Iniziamo subito prendendo il controllo di Link ed Impa, due dei più forti servitori della principessa Zelda che dovranno fare la loro parte durante l’invasioni di mostri che minaccia Hyrule. Lo stile di gioco dei Musou è semplice: Noi siamo più forti di ogni nemico singolo che ci si parerà di fronte e coi nostri colpi ne falceremo a decine in un attimo. Tutto si basa sul susseguirsi di combo create dalla pressione dei due tasti d’attacco: Uno per i colpi rapidi ed uno per quelli pesanti.

Hyrule Warriors però ha qualcosa in più: oltre a dover solo alternare attacchi leggeri e pesanti per dar vita a combo sempre più devastanti, avremmo la possibilità di utilizzare le stesse abilità che Link sbloccherà nel corso di Breath of the Wild mediante la tavoletta Sheikah e quindi potremmo bloccare i nemici, evocare blocchi di ghiaccio, spostare armi con il magnetismo ed addirittura usare l’arco e le bombette di cui Link può abusare – rivedetele che sono troppo forti nel gioco!

Queste meccaniche, seppur semplici, rendono l’avventura molto più divertente di un Musou classico e rende più variegato il Gameplay. Anche la possibilità di saltare da un personaggio all’altro non è da sottovalutare. Nei normali Musou, come nel recente Onepiece Pirate Warrior 4, dovevamo entrare in battaglie dalla durata variabile con un unico personaggio, accompagnato da compagni, e fronteggiare le minacce solo con lui. Qui avremmo la possibilità di intercambiarlo durante gli scontri il che ci permetterà anche di affrontare diversamente le orde di nemici che ci troveremo d’avanti. Ogni personaggio ha il suo personale stile di combattimento estremamente caratterizzato, il quale è in grado di raccontare sé stesso al giocatore e che ci permetterà di scegliere quelli con i quali ci troviamo di più.

In conclusione

Giocando a Hyrule Warriors: L’Era della Calamità possiamo renderci conto di come sia stato importante l’impatto di The Legend of Zelda: Breath of the Wild sul titolo e questo non si percuote solo sull’impatto grafico. Eseguendo schivate perfette è possibile colpire mortalmente un nemico e determinati nemici conservano i loro punti deboli: Come i giganteschi Hinox, i quali saranno più facili da abbattere se colpiti agli occhi.

Tutte queste piccole accortezze, come la caratterizzazione dei personaggi, rendono il titolo altamente rigiocabile e divertente, sia giocato da solo che in compagnia e non possiamo non consigliarlo a tutti i fan del genere o ai fan del brand della principessa Zelda. Questo è sicuramente il titolo migliore della serie Hyrule Warriors, ed uno dei più divertenti inspirati al mondo di The Legend of Zelda.

Non possiamo non dare ad Hyrule Warrior quindi un voto inferiore all’8/10 riuscendo a conquistarci sia per la sua veste grafica, che per il gameplay studiato che per la storia che fa chiarezza su di un titolo che abbiamo amato.

Foto di copertina di Caterina Bassano da Pixabay

Redazione

Articolo a cura di LeUltime.info.

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