Ci sono troppe persone ostili alla tecnologia. E stanno sui social

Questo anno e mezzo di pandemia ha tirato fuori problemi, magagne e “italianate” di ogni genere nascoste nel nostro paese; alla paura per il contagio, per fortuna confinabile dai vaccini (almeno, si spera) si sono aggiunte decine di migliaia di “voci dal coro”, che per certi versi (essendo in democrazia) facciamo parlare, ascoltiamo e proviamo a dialogarci (spesso vanamente). Non ci sono dubbi che la pandemia abbia fatto bene alle casse dei vari social network, dato che la gente li usa molto più di prima e non sono più strumenti per soli e semplici smanettoni; ed è proprio su questo campo che esce fuori un autentico paradosso che in pochi, forse hanno notato.

I social strabordano di gente aggressiva, repressa, frustrata e chi più ne ha ne metta; la nostra opinione è che debbano essere più compresi e affrontati con empatia di quanto non renda, alla prova dei fatti, rendergli la pariglia o fargli dispetto usando la loro stessa aggressività. In molti casi sono complottisti, non sempre, in altri è gente che si rivela paradossalmente ostile alla tecnologia; la cosa bella è che non si accorgono che lo stanno facendo su un mezzo tecnologico per eccellenza come i social, scalpitano ed invocano la censura se gli bannano l’account ma poi fondamentalmente odiano farne uso. Wu Ming 1 descrive la situazione nel suo ultimo libro La Q di Qomplotto in maniera eccellente (leggetelo e capirete forse un po’ meglio come gira questo mondo impazzito, oggigiorno): di fatto gli stessi debunker, osannati da tempo come salvatori della patria, servono quasi esclusivamente a far fossilizzare le opinioni più retrograde e si rivolgono, di fatto, solo a chi già la pensa come loro. Forse perchè sui social tutte le opinioni sono polarizzate e mai nessuno cambia idea – tesi inquietante quando realistica promossa, in tempi non sospetti, dal saggio di Quattrociocchi Vicini Misinformation – ma resta una considerazione sull’inutilità del ribadire all’infinito certe idee, salvo poi accorgersi che hanno prodotto l’effetto contrario sugli italiani.

I negazionisti della tecnologia (neologismo alternativo che potrebbe, in teoria, andare di pari passo con altri tipi di negazionisti sono spesso dirigenti di grosse aziende che odiano lo smartworking e non sanno nemmeno mandare una mail; sono odiatori seriali e praticanti della shitstorm, che dal buio della loro cameretta scrivono ciò che vogliono convinti ingenuamente che internet sia anonimo, la terra dell’impunità e che mai nessuno scoprirà chi ci sia dietro al loro nome e cognome (nemmeno un nickname come Pallino69, a volte). Odiano essere contraddetti a riguardo, paradossalmente scrivono le loro idee su un social che sarebbe fatto per il confronto e che spesso viene usato solo per vomitare odio sull’altro. Gli odiatori della tecnologia usano la tecnologia per esprimersi, in uan spirale autoreferenziale e narcisistica di terrore in cui, parafrasando Wu Ming 1, sono immersi fino al collo senza rendersene conto.

Ecco, gli odiatori tecnologici sono anche quelli che commentano le news su Elon Musk dandogli del cialtrone o dell’inutile, come se il miliardario americano avesse modo e tempo per leggerli. Sarebbe ora di superare queste contrapposizioni e ragionare in modo un po’ più cooperativo, per il bene di tutti. Ed aggiungiamo un’ultima cosa: non odiate e non contrapponetevi ai no green pass / no vax; è ora di capire che bisogna superare questa contrapposizione, che bisogna sì smetterla di rendere il vaccino terreno di battaglie politiche (lo avevamo scritto anche ai tempi dell’app Immuni, quando il vaccino sembrava utopia), che la sanità è materia che interessa tutta, che è comunque disumano contrapporre al cinismo sprezzante dei no vax altrettanto cinismo, minacciando di non curare chi si ammala suo malgrado senza aver fatto il vaccino. E chi commenta male e ci chiama “covidioti” (neologismo burbero quanto ingenuo, quasi certamente nato in contesti che loro stessi, odiatori di professione, odierebbero: sa molto di discussione salottiera su Telegram, dove pensavate di non essere letti dalla polizia) lasciamoli perdere e non ribadiamo all’infinito un odio reciproco che, alla fine, ci sta semplicemente mettendo gli uni contro gli altri all’infinito. Gli unici a goderne all’infinito saranno, di fatto, solo Twitter, Facebook e compagnia.

Photo by Debashis RC Biswas on Unsplash

Redazione

Articolo a cura di LeUltime.info.

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