Convinzioni, ovvero: ciò che crediamo (che non è per forza reale)

Le convinzioni personali sono importanti da sviscerare, conoscere ed analizzare meglio perchè, in molti casi, portano a ragionamenti e conclusioni del tutto errate. Secondo un celebre detto del pittore contemporaneo Rachid Ouala, del resto, avere le proprie convinzioni non significa avere ragione! E tu, di cosa sei convinto?

Cosa sono le convizioni?

Secondo la Treccani le convinzioni sono L’essere convinto; ferma certezza morale o intellettuale, spec. in quanto acquisita superando dubbî e ragioni contrastanti. In altri termini, sono anche una sintesi del nostro modo di pensare, superando varie contraddizioni ed aggrappandoci così ad una credenza personale. Essa sembra immutabile, perfetta, il nostro unico scoglio nonchè ancora di salvezza, ma non è così – ed in molti casi la nostra mente potrebbe credere, senza accorgersene, cose sbagliate.

Le convinzioni servono a darci una gradevole sensazione di controllo (quasi sempre illusorio) o di certezza, non necessariamente di verità. Per quanto ne esistano di sane, ovviamente, molte altre possono rivelarsi fuorvianti e dannose.

Convinzioni limitanti

Anche se in molti casi le convinzioni servono a riflettere il nostro stato d’animo, per cui finiscono per essere figlie di un umore personale o di uno stato d’animo in quel momento, in altri casi sono semplicemente limitanti per la nostra realizzazione.

Pensiamo alla celebre frase che tutti ci siamo detti interiormente o sfogandoci con qualche amico: sono fatto così! Nulla è davvero immutabile, in realtà, e noi stessi del resto cambiamo molto spesso senza accorgerci di nulla. Basta rifletterci un attimo per convinversi di quanto sia fuorviante questo modo di pensare. Altro detto limitante e castrante potrebbe essere devo accontentarmi di quello che capita, oppure siamo troppo vecchi per queste cose. Molto spesso con un mio amico single come me capitava che guardassimo giovani donne avvenenti che passavano per strada, ed il mantra del mio amico (forse depresso senza saperlo) era sempre lo stesso: “ormai siamo troppo vecchi per loro“. Ecco, un altro esempio di convinzione limitante, che serve solo ad autogiustificare con se stessi (e rendere accettabile) l’atteggiamento remissivo che è, a ben vedere, uno dei primi motivi per cui uno è single. Quest’ultima era anche una vera e propria profezia che si autoavvera.

Altri esempi di convinzioni fuorvianti e dannose per la nostra esistenza sono, ad esempio, non posso fidarmi di me stesso, non sono abbastanza bravo, devo essere perfetto e non ho valore. Sono tutte convinzioni che possiamo superare gradualmente ed allenandoci a considerarle per quello che sono, ovvero convinzioni in astratto credibili per la nostra mente ma non per forza applicabili ad ogni possibile caso.

Altri esempi di convizioni errate

Esistono varie convinzioni che non afferiscono alla sfera personale e che in molti siamo dispostissimi a credere: per via della loro forma innata, le convizioni afferiscono ad un ambito difficile da smentire e, per loro stessa natura, le crediamo vere. Esse spesso finiscono per confondersi ed annacquare il nostro autentico sistema di valori, impedendoci di esprimerci come vorremmo.

Alcuni esempi di convinzioni errate: i biscotti della fortuna che tutti conosciamo, ad esempio, sono nati in Giappone e poi hanno spopolato negli USA, non riguardano la Cina come molti sono portati a pensare. I tori non si infuriano per via del colore rosso, ma soltanto per il movimento del torero (in realtà non lo vedono neanche, il colore rosso). Il caffè americano, per fare un ulteriore esempio, contiene in realtà più caffeina di quello espresso, anche se nessuno mai lo direbbe dato che è più lungo o annacquato. L’opera L’anello del Nibelungo di Richard Wagner ha finito per creare lo stereotipo dei vichinghi con gli elmetti con le corna, falso storico ormai accreditato a cui pero’ molti credono. E naturalmente una delle convinzioni non scientifiche più diffuse nonostante la smentita dell’autore stesso: Antoine Magnan aveva pubblicato uno studio sui calabroni che, a suo dire, non avrebbero mai potuto volare (eppure lo facevano lo stesso). La frase è diventata un motivational molto diffuso in forma di meme e di frase da postare sui social o WhatsApp, ma rimane un falso: Magnan stesso aveva sbagliato dei calcoli traendo conclusioni errate, e lo disse pure. Ma era troppo tardi: la convinzione romantica e idealistica aveva preso probabilmente il sopravvento nella mente di molti, nonostante l’evidenza scientifica del contrario.

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