Vaccino malaria Mosquirix appena approvato dall’OMS

Ormai è storia: l’altro ieri l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato l’approvazione del vaccino Mosquirix della GlaxoSmithKline contro la malaria, specificatamente da somministrare ai bambini. La decisione segue un programma avviato nel 2019 in tre paesi africani, che ha contato oltre 800 mila somministrazioni. Si tratta di una scelta determinata dalla realtà dei fatti, nonostante un’efficacia ancora inferiore al 50% (come spiegato da Crisanti a Fanpage) che potrebbe, e questo è il suo punto di forza, salvare comunque molte vite. Pertanto, anche un’efficacia come quella effettiva, del 30%, può avere un impatto sostanziale.

L’analisi dell’OMS ha preso in considerazione anche una serie di fattori aggiuntivi, tutti fattori che hanno pesato a favore dell’utilizzo del Mosquirix. Questi includono la sua efficacia in termini di costi e, tra le altre cose, la capacità di somministrare il vaccino a popolazioni logisticamente difficili da raggiungere. La più ampia distribuzione di Mosquirix, tuttavia, ora dipenderà dalla comunità sanitaria internazionale, che sta già faticando a trovare i finanziamenti e le risorse i vaccini per il COVID-19.

Con oltre 2 milioni di dosi somministrate, ha un solido profilo di sicurezza e ha mostrato un’efficacia tra il 30 e il 50 percento in diversi studi. Il vaccino per la malaria della GlaxoSmithKline si basa sulle proteine presenti sulla superficie del più comune parassita della malattia stessa, e richiede quattro dosi a partire da quando i bambini hanno meno di un anno.

Lo sviluppo del vaccino è iniziato nel lontano 1987, e gli ultimi test sulla sua efficacia risalgono al 2014. Nel frattempo, sono allo studio altri vaccini con percentuali anche più alte. Foto di Arek Socha da Pixabay