COVID-19: uno studio rivelerebbe come si diffonde il virus anche tra le persone vaccinate

Come sappiamo ka variante SARS-CoV-2 variante delta è altamente trasmissibile, e si sta purtroppo diffondendo a livello globale, anche nelle popolazioni con alti tassi di vaccinazione. Secondo uno studio in fase di pubblicazione, a riguardo, l’indice SAR (cosiddetto tasso di attacco secondario) nei contatti familiari esposti alla variante delta era del 25% per gli individui completamente vaccinati rispetto al 38% (24-53) negli individui non vaccinati.

Tale lavoro, pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases, ha riscontrato una trasmissione della variante Delta in corso in alcune famiglie UK. Il messaggio dell’articolo, ovviamente, non è legato al fatto che i vaccini non funzionino, ma è probabilmente che sono meno efficaci nel prevenire la trasmissione secondaria di quanto previsto. Le persone non vaccinate, seguendo tale falsariga, non dovrebbero fare affidamento sull’immunità da parte della popolazione vaccinata per la propria protezione. Sarebbe, a questo punto, una sorta di promemoria dei rischi che corrono restando non vaccinati.

Sembrerebbe quindi che, nonostante la vaccinazione riduca il rischio di infezione della variante delta e migliori la clearance virale, gli individui completamente vaccinati abbiano una carica virale di picco simile ai casi non vaccinati, possano trasmettere l’infezione in ambienti soprattutto domestici (anche in presenza di vacciati), sviluppando le cosiddette infezioni intercorrenti. Sembra che queste ultime continueranno, in sostanza, a manifestarsi ancora per qualche tempo nonostante il numero di vaccinati crescente, ma questo non vuol dire – come alcuni concludono erroneamente, soprattutto in ambito negazionista – che i vaccini non servano a nulla. Maggiori saranno i vaccinati, in ogni caso, maggiore sarà la capacità di contenere il virus Covid-19, con tempistiche ancora oggi abbastanza difficili da prevedere.

Lo studio non è da considerarsi al massimo livello di attendibilità, per quanto ne sappiamo, e per quanto possa guidare considerazioni importanti va valutato nella sua reale essenza. Quella citata, peraltro, è una conclusione tratta da uno studio in corrected proof, ovvero non ancora peer reviewed ma nello stadio successivo al pre-print. Deve essere quindi, in ogni caso, presa con le pinze. Le conclusioni dell’articolo possono essere, al momento in cui scriviamo, inesatte o soggette a possibili cambiamenti nelle conclusioni future. Secondo tale studio pubblicato di recente, guidato dal prof. Ajit Lalvani, in collaborazione con l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, emergerebbero due aspetti chiave precedentemente non noti:

  • il virus, nella sua forma nota come variante Delta, è ugualmente contagioso anche tra vaccinati;
  • ciò avverrebbe in particolare misura nelle famiglie in cui tutti i membri sono vaccinati

Chiariamo che resta il fatto che il vaccino è ovviamente sempre e comunque utile ad evitare sintomi gravi ai soggetti vaccinati, ma rimane una percentuale di probabilità che il virus possa essere lo stesso molto contagioso (quindi arrivando, ad esempio, a soggetti non vaccinati).

(fonte, Foto di Miroslava Chrienova da Pixabay

Redazione

Articolo a cura di LeUltime.info.

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