È utile fare sedute e parlare con uno psicologo? Sicuramente dal 2020 in poi, nel clima di incertezza che viviamo, questa domanda assume una valenza universale e non più legata ad un ambito così circoscritto. Lo ammetto: scrivo questo articolo inizialmente con qualche tentennamento, e partirei da qui nel fare un flusso di coscienza significativo che, spero, potrebbe aiutare qualcun altro che ha i miei stessi problemi. Ringrazio i proprietari del sito per lo spazio concesso a queste mie riflessioni, che partono nel maggio del 2020 dopo un periodo di pessimismo, scarsa voglia di fare e delusioni sentimentali a più livelli.

Dire che soffrivo di depressione, per la verità, è una semplificazione brutale: in realtà da un po’ di tempo vivevo di umore instabile, mi sentivo più insicuro e fragile del solito, anche se poi mascheravo il tutto scrivendo i classici post ironici su Facebook. Come fanno molti, insomma, se non fosse che mi sono deciso ad affrontare il problema con l’aiuto di uno psicologo. Certo, all’epoca parlare di bonus psicologo come si fa adesso non sarebbe andato troppo di moda, ma questa era e per questo la accettiamo: erano i mesi del Covid-19 che terrorizzava tutti, non c’era alcun vaccino, non c’erano novax, c’era confusione e tutti lavoravano da casa, alternandosi con quelli costretti a beccarsi il virus e lavorare comunque in presenza. Ero in lockdown, lavoravo da casa all’ufficio che avrei mollato qualche mese dopo (ci dimezzarono gli stipendi, all’epoca, e mentirono su vari fronti). Insomma, ero triste ed incazzato ed il meglio che riuscivo a fare era sfogarmi su Facebook, tra umore nero, humour nero e ironia che a volte capivo solo io.

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Uno sfogo che mi appagava nella misura in cui, ogni tanto, beccavo qualche like dai miei crush, le ragazze di cui sono vagamente invaghito che ad oggi ho perso il conto, nella confusione bonaria che uno stato d’animo come il mio mi impone. Il mio problema è infatti tuttora legato alla mia relazione problematica con l’altro sesso: mi sembra di non riuscire a propormi, mi sembra di non meritarmelo, un po’ come raccontava un altro utente su un altro articolo di questo blog che aveva attratto la mia attenzione.

Mi aspettavo che uno psicologo, messo davanti al mio problema, si mettesse a ridere banalizzandolo: non è stato così, naturalmente. Mi sentivo anche un po’ uno sfigatello non da poco, nel farlo: ma la cosa che ha premesso che mi è rmasta impressa come frase è proprio questa: lei non è sfigato, lei è sofferente. Qui mi si è aperto un mondo, devo dire.

È stata un’esperienza illuminante, soprattutto perchè mi sono sfogato liberatemente con lo psicologo, raccontandogli paure, timori, fobie (una legata ad esempio alla penetrazione, il che è quasi paradossale: sento spesso di donne che hanno paura di farsi penetrare, ma non bisognerebbe mai dimenticare che la paura dal lato maschile, per quanto possa sembrare poco “virile”, esiste eccome). Avevo paura, ma parlando con lei, molte cose mi sono sembrate più leggere. Tanti problemi, nel frattempo, tra cui varie relazioni tossiche, si sono risolti grazie al mio rinnovato atteggiamento e ad idee generalmente più chiare. Non è detto funzioni per tutti, per me ha funzionato, e funziona ancora adesso.

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Una volta gli ho raccontato dei miei fallimenti, dei flirt andati male, delle volte che mi vedevano più come amico e mi respingevano, con una costanza ed una coerenza globale che faceva quasi pensare ad un complotto. Ma il problema, a quanto pare, era la scelta iniziale, il fatto di non scegliere bene all’inizio e di buttarmi dietro a donne che per definizione non avrebbero potuto darmi nulla, un po’ come succede nella più classica delle profezie che si auto-avverano.

Le parole di Mario, lo psicologo che mi seguiva su Cozily (un’app per ricevere consulenza psicologica anonima via chat) risuonano spesso durante le mie giornate, anche mentre faccio tutt’altro: è normale, mi dice, perchè certe cose devono essere assimilate. Ed io ecco, sono qui, e provo grande senso di liberazione nell’avervene parlato. Oggi sono pure andato a trovarlo, un paio di volte, e continuo a fare sedute online il più delle volte. E va bene così, sono soldi ben spesi: nel frattempo, sono anche riuscito a smettere definitivamente di fumare.

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Non vi scoraggiate, mai. Ed abbiate sempre profondo rispetto, prima di ogni altra cosa, della vostra persona. Forza!

Foto di Gino Crescoli da Pixabay

Di leultime.info

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