Il 18 gennaio 2021 è una data un po’ particolare: è il terzo lunedì del mese, e viene considerato un giorno convenzionalmente… triste. Ma poi, perchè mai dovrebbe esserlo? Alla base c’è una semplice trovata di marketing, in effetti, e le motivazioni per il blue monday sono del tutto arbitrarie, per non dire inventate di sana pianta senza alcun fondamento.

Gennaio del resto è un periodo deprimente per molti di noi: il tempo è orribile, le giornate sono brevissime, le feste sono finite da poco: c’è spesso un clima triste da post sbronza natalizia, se vogliamo, tanto più che quest’anno eravamo pure in lockdown. In effetti è tutto un po’ arbitrario, quanto sciocco: l’idea che il blue monday sia una giornata triste trae origine da una ridicola equazione pseudoscientifica, che calcola in modo arbitrario “debito”, “motivazione”, “tempo”, “necessità di agire” e altre variabili, che è stata proposta da uno psicologo, Cliff Arnall, dell’Università di Cardiff. L’università stessa pare abbia preso le distanze da lui dopo questa affermazione,  per uno scopo semplice e diretto: entrare in tendenza su Twitter e Facebook, e sfruttare la visibilità derivante dall’uso dell’hashtag #bluemonday. Quindi non ci badate troppo, semplicemente, anche se sul web troverete un sacco di articoli che vi suggeriranno il contrario.

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Il Blue Monday dovrebbe essere un giorno triste, ma non lo è: è solo una trovata commerciale e – ci permettiamo di aggiungere – oggi non è sicuramente un giorno triste per gli interisti, che hanno vinto 2-0 il derby d’Italia contro i rivali di sempre, la Juventus. Magari è un giorno triste per i tifosi della Juve, ma temiamo che lo sarebbe stato a prescindere dal blue Monday, no?

Di leultime.info

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