Clubhouse: che cos’è e come iscriversi

I fan dei messaggi vocali interminabili su WhatsApp sono avvisati: è arrivato Clubhouse. A quanto pare lì non esistono limiti alla durata massima dei vocali, che tutti potranno sentire e proporre a loro volta (dietro moderazione, s’intende). Pane per i vostri denti, amici chiacchieroni. L’obiettivo di Clubhouse sembra essere quello di sottrarre quote di utenti (e di mercato) agli abusatissimi Facebook, Twitter e via dicendo. Come funziona è subito detto: si possono postare messaggi vocali, e niente altro. L’app ha guadagnato popolarità nei primi mesi della pandemia di COVID-19.

Niente foto, video o testo: solo voce. E sembra che il social sarà in qualche modo effimero, con l’impossibilità (teorica, s’intende) di scaricare alcunchè – a quanto i primi meme vocali? Li attendiamo con ansia! Di fatto, da quello che sappiamo Clubhouse sarà gestito mediante alcune stanze virtuali in cui i messaggi vocali saranno filtrati da un moderatore.

Clubhouse ha attratto paradossalmente quasi più gli investitori (tra cui la celebre venture capital Andreessen Horowitz, che ci ha investito 12 milioni di dollari nel maggio 2020) che gli utenti, ed è questo che ne rende la realtà sempre più curiosa, oltre che spasmodica l’attesa. Questo sembra essere un punto a favore della sua serietà ed affidabilità. Formalmente, ad oggi, a quasi un’anno dalla sua uscita, ci sono circa due milioni di utenti su Clubhouse.

Le room o stanze, poi, sono alla base del funzionamento di Clubhouse: da quello che siamo riusciti a capire, saranno di tipo open (aperte a tutti), social (aperte solo ai nostri contatti) e Closed (solo su invito). Ovviamente, come prevedibile, all’interno di Clubhouse sarà possibile selezionare i propri interessi, e partecipare a stanze che siano massimamente di interesse, di conseguenza.

Clubhouse offre un’ampia varietà di club e stanze virtuali con conversazioni su diversi argomenti, talk show, musica, networking, appuntamenti, spettacoli, politica e tanto altroo. Esempi di queste room? Alcune room hanno nomi evocativi e minimalisti come Startup Club, Fit, Black Wealth Matters, Leadership Reinvented, Music & Technology, Dear Young Queen, Health Is Wealth, Designkinds the Multi Creatives, NBA Fan Club, Smiling & Positivity, Afropolitan Lounge, Muslims & Friends, The Dacha, The Legacy Think Tank, Reinventing Health \ Care, The True Love Society, TikTok Marketing Secrets e Astrology and Metaphysics Club.

Dove scaricare Clubhouse per iOS

Clubhouse è stato lanciato su iOS nell’aprile 2020: è disponibile per iPhone dallo store ufficiale della Apple:

https://apps.apple.com/us/developer/alpha-exploration-co/id1481002987

ed è stato sviluppato dalla Alpha Exploration Co., società che sembra gestita da Paul Davison. Attivo sul sito di trading di criptovaluta Coinlist per circa due anni (leggiamo dal CV), è founder della società da circa un anno.

Per fare uso dell’app, dovrete procurarvi un invito da parte di un amico, un collega o un conoscente che già possiede un account. Quindi l’unico modo per farsi invitare su Clubhouse è quello di trovare qualcuno che già abbia un account e ne faccia uso.

Dove scaricare Clubhouse per Android

Ad oggi, non c’è una versione Android del social, e non sembrano esserci troppi spiragli per vederne una nel breve periodo. Non è disponibile nemmeno una versione web (come quella di Instagram o Skype), e questo in qualche modo conferma la natura “esclusiva” del progetto.

Conclusioni e considerazioni varie

Si tratta di una delle cinque app più popolari e probabilmente finanziate del momento, e di questo va dato atto. Poi pero’ arrivano le notizie un po’ più dubbie: Clubhouse formalmente è quasi solo hipe, ad oggi. C’è qualcuno che lo sta usando, ovviamente: forse più di qualcuno. Quasi non esiste, se non negli articoli sul web che ne parlano. Ed è così perchè è un social network ad invito, il che secondo me non depone troppo in favore della trasparenza.

Certo, ha come “sponsor” di endosement più o meno implicito VIP come Elon Musk o Drake, ma potrebbe anche degenerare, di fatto, in quella forma di aggregazione virtuale che in alcuni casi è detta network privato (quelli che vengono gestiti da chi si occupa di infoprodotti e marketing d’assalto, per capirci). Ovvero: su questo social ci sarà solo, in un certo senso, gente che conta. Il nome stesso Clubhouse, del resto, evoca proprio questa idea di esclusività: del tipo, poter parlare in diretta con un nostro idolo, ma anche con un investitore molto grosso.

Come Drake, insomma. E non tutti sono Drake. Chiaro che tutti vorrebbero contare, in questo senso, ma sei proprio sicuro che sarai invitato anche tu? Se ho bisogno di un amico anche per iscrivermi ad un social network, così come faremmo in molti di fronte all’ennesimo ostacolo burocratico, direi che internet potrebbe nuovamente assumere la piega di strumento un po’ meno paritario o addirittura democratico. Ma questo, d’altro canto, potrebbe finire per attrarre ad esempio gli investitori di prodotti o servizi B2B, estremamente specifici (e formalmente fuori anche dalla coda lunga, per intenderci), e tutti colori che propongono formazione per pochi “eletti”. Ovviamente si tratta di sole speculazioni, perchè solo il tempo saprà dirci di cosa si tratta e se funzionerà davvero.

Ma soprattutto, non raccontateci ancora che si tratta del “nuovo Facebook”.