Migrazioni: ecco quali animali compiono quelle più lunghe

Monitorare i flussi migratori di alcune specie animali è fondamentale per preservare gli equilibri degli ecosistemi più fragili e, per farlo, gli studiosi ricorrono al supporto di strumenti tecnologici come questa fototrappola presente su Fototrappola.net che consente di intercettare ogni movimento anche al buio.

Le migrazioni sono un fenomeno naturale che moltissime specie animali compiono regolarmente. Nelle prossime righe andremo a scoprire insieme quali animali effettuano le migrazioni più lunghe.

L’animale migratore più grande del mondo

Le balenottere azzurre sono l’animale più grande sulla Terra e durante l’estate migrano dal freddo artico verso acque più calde. Stiamo parlando dell’animale più grande della storia, tra quelli attualmente conosciuti. La loro lunghezza raggiunge i 26 metri, proprio come un piccolo yatch e il peso può arrivare fino a circa 180 tonnellate, l’equivalente di circa 30 elefanti.

La loro presenza è frequente negli oceani più grandi e nuotano fino a 5.000 miglia ogni anno in cerca di cibo.

Alcune balenottere azzurre migrano periodicamente solamente per cambiare acque, senza avere una motivazione precisa.

L’animale migrato più piccolo del mondo

Zooplankton è il termine usato per riferirsi a un gruppo di piccoli animali marini, per lo più microscopici, che sono in grado di muoversi liberamente attraverso l’acqua o l’aria. È uno dei gruppi di animali più abbondanti nell’oceano.

Lo zooplankton è molto importante nella catena alimentare perché fornisce cibo per animali più grandi come pesci, balene e pinguini. Producono anche sostanze nutritive che aiutano le piante a crescere e forniscono ossigeno nell’oceano.

L’animale più piccolo che effettua una migrazione è l’artropode zooplankton che ha una dimensione di appena 1-2 mm e pesa meno di 1 mg.

Le migrazioni avvengono a circa 1000 metri di profondità e prendono in nome di migrazioni batimetriche. Spostarsi così in profondità è molto utile per non essere visti da eventuali predatori. L’unico modo per riuscire ad osservare questa migrazione è attraverso l’utilizzo di satelliti.

La migrazione più numerosa

Anche questo record, proprio come il precedente, bisogna assegnarlo sempre allo Zooplankton. I loro spostamenti, infatti avvengono in gruppi di migliaia e sono quotidiani.

La migrazione dello Zooplankton è considerata anche la più importante in relazione ai termini di biomassa, cioè la quantità di massa vivente.

La presenza di questi piccoli organismi è fondamentale per il ciclo del carbonio, cioè il processo di ricircolo del carbonio in tutto l’ambiente.

È molto importante anche per la catena alimentare, in quanto assieme al fitoplankton rappresenta la base della catena alimentare marina.

La migrazione più lunga

Le sterne artiche sono uno dei pochi uccelli in grado di effettuare una migrazione a lunga distanza. Migrano dall’Artico all’Antartide e viceversa ogni anno.

La sterna artica migra fino a 10 mesi durante il suo ciclo di vita, percorrendo circa 4.000 miglia in totale.

La migrazione è un processo complesso che richiede il dispendio energetico di un animale, che in alcuni casi può raggiungere il 20% del suo peso corporeo.

Con un peso di solamente 100 grammi riesce a compiere un viaggio lungo circa due volte la circonferenza della terra. Questo fenomeno è possibile, perché le sterne artiche riescono perfettamente a sfruttare le correnti ventose e si cibano grazie al loro ottimo senso da cacciatrici, che le permette di prendere pesci e crostacei senza mai fermarsi.

La migrazione più “alta”

Ultimo premio che andiamo ad assegnare è quello per la migrazione più “alta”. L’oca indiana raggiunge i 9 mila metri di altezza durante il suo viaggio.

Parte dalla Mongolia e sorvola la catena montuosa dell’Himalaya per riuscire a trascorre il periodo invernale in India.

Per compiere questa migrazione, l’oca indiana, mette a dura prova la sua resistenza. In termini di ossigeno basta pensare che sulle cime dell’Himalaya è circa il 10% di quello presente al livello del mare.

Sorvolando il cielo ad altezze così elevate non può sfruttare nemmeno le correnti ventose.