Oggi la blogger Giulia Quaranta Provenzano ci propone l’intervista al cantante e producer Omi (classe 2004). È possibile visionare il profilo Instagram del giovane milanese cliccando su https://instagram.com/fk.omi?igshid=MzRlODBiNWFlZA==

Ciao! Ti domando subito qual è il cosiddetto motore interiore – quel qualcosa e chissà se anche quel qualcuno – che ti ha portato a intraprendere il tuo viaggio nella musica nella veste di cantante e di producer e ciò in riferimento anche al tuo nome d’arte [clicca qui https://open.spotify.com/artist/0QG6HYlqXHGFKW4bmudAfT]. “Ciao Giulia! Il mio primo approccio alla musica l’ho avuto da piccolo, tramite mio padre in quanto – da appassionato proprio di musica – mi ha sempre fatto ascoltare veramente di tutto (dalla musica neomelodica napoletana fino a quella rock). Col passare del tempo, iniziai però anche a sviluppare alcuni miei gusti personali e mi ricordo che da subito è stata la musica elettronica a catturare la mia attenzione. È stato più o meno a undici anni d’età che presi la mia prima console da dj e cominciai così ad esercitarmi. Poco tempo dopo scoprii pure la produzione musicale e quindi scaricai il primo programma che trovai in rete e presi a chiudermi dentro tale mondo. Ho invece iniziato a scrivere qualche anno dopo, in quanto volevo riuscire a cantare sulle mie produzioni… sino ad arrivare ad oggi, oggi in cui la mia intenzione è quella di portare avanti il mio progetto di cercare di fondere le sonorità pop con quelle della dance e dell’elettronica che mi hanno cresciuto ed accompagnato fino a qui”.  

Da piccolo a cosa, forse, immaginavi di dedicarti una volta divenuto adulto e che bambino sei stato? Attualmente, invece, come descriveresti la tua personalità e quale colore vi assoceresti? “Avendo iniziato a fare musica fin da piccolo, ciò è sempre stato quello a cui volevo dedicarmi e lo è ancora oggi. Ho tuttavia altresì tantissime altre passioni oltre alla musica appunto e tra queste vi è la volontà di continuare a coltivare quella per la regia e per i video (che, inoltre, ho idea che si possa fondere perfettamente proprio con la mia musica). Da bambino credo di essere stato molto curioso e  sensibile, mentre oggigiorno forse invece descriverei la mia personalità come più fredda rispetto al passato ché sono concentrato sui miei obiettivi e non piace quando mi stanno addosso… ho un forte desiderio di sentirmi indipendente e libero. Se dovessi associare la mia attuale persona a un colore, sceglierei il blu”. 

Quanto e in che modo sono stati e sono fonte d’ispirazione e determinanti per la tua artisticità l’ambiente geografico e sociale (compreso quello familiare) e l’epoca in cui vivi, ma altresì i primi input ricevuti durante l’infanzia? “Gli elementi che hai citato sono stati fonte d’ispirazione in modo negativo, io cerco persone diverse dalla maggioranza e che non abbiano paura di essere originali – bensì che possano darmi qualcosa di inedito… ma probabilmente, anche per via dell’epoca in cui viviamo, esiste troppa omologazione”.

Che cosa rappresenta per te la musica e l’arte più in generale e quale ritieni che sia il loro principale pregio e potere? “La musica, così come l’arte in generale, è un mezzo e quindi sta a chi usa quell’x mezzo decidere quale uso farne… si può far ballare la gente, si può emozionare e arrivare dritti al cuore, si può trasmettere un messaggio etc.. Se comunque dovessi scegliere un pregio principale appunto della musica e dell’arte dico che è quello d’essere al servizio di tutti e il fatto che tutti possano farle”.

I ricordi e la costanza, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare, la razionalità e l’istinto quanto e in quale maniera sono rilevanti nel tuo percorso di vita privata e musicalmente parlando? “I ricordi e la costanza, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare, la razionalità e l’istinto sono tutte caratteristiche importanti e bisogna trovare l’equilibrio perfetto fra loro… per, poi, poter raggiungere un obiettivo lavorativo o artistico che sia”.                                

In che cosa identifichi la bellezza e sei del parere che esista il bello universale? “Sì, credo che esista il bello universale e che poi subentri il gusto… ovvero che – nonostante qualcosa possa non piacerci – non per questo motivo significa che non si possa comunque ritenere che una qual certa cosa, opera o persona sia oggettivamente bella”.

Quanto ti sembra che sia importante, soprattutto nella carriera di un personaggio pubblico, l’immagine? “Sono del parere che l’immagine sia importante perché, se si vuole comunicare qualcosa, è un mezzo potente per far entrare ancora di più le persone nel proprio viaggio”.

A tuo dire in che rapporto stanno libertà, resilienza e audacia? E in tutto ciò, benché io non voglia indurti ad alcuna preconfezionata categorizzazione riduttiva e ingabbiante, dal tuo punto di vista, cos’è e come riconosci l’Amore (sia esso amor proprio, per altre persone e animali, per idee e ideali, per situazioni, luoghi, attività e molto altro ancora)? “Secondo me, se qualcuno cerca la libertà, ha bisogno di audacia e di resilienza per poterla ottenere. L’amore è difficile da spiegare a parole, se ne potrebbe parlare per ore, ma è proprio per questo che penso che esistano mezzi come la musica e l’arte tutta: per fare uscire da sé tutte quelle emozioni che si provano e che molto spesso non si riescono appunto a spiegare a parole. Per me, in un contesto di relazione, il vero amore sono due persone che amano se stesse e grazie a ciò possono amare un’altra persona – annullando, in tale maniera, ogni tipo di comportamento tossico. È difficile trovare una persona che ami veramente se stessa e troppe volte vedo relazioni superficiali, campate in aria solo per paura di rimanere da soli, da entrambe le parti”.   

Quali sono i tratti esteriori e interiori che, di solito, ti fanno innamorare? Hai mai riflettuto sul motivo per cui ciascuno di noi viene più spesso attratto da un certo tipo di persona e non da altri, ossia concordi o no con chi sostiene che l’amore sia (soprattutto) una scienza e che dipenda dall’emulazione dei nostri modelli di esperienze di vita che risalgono alla prima infanzia [clicca qui https://www.elle.com/it/emozioni/amore/a28252106/perche-siamo-attratti-da-un-tipo-di-persona]? “L’apprezzamento fisico o comportamentale che sia, a mio avviso, sollecita l’istinto primordiale e annulla la razionalità e non è amore. L’amore invece si ottiene col tempo e allorché si è il più possibile consci di quello che si prova. Non so dire se esso sia una scienza ma, tornando alla mia risposta precedente, è senz’altro vero che se una ragazza ha avuto problemi col padre – ad esempio – potrebbe cercare inconsciamente nel partner i medesimi aspetti tossici del genitore (ed è per questo motivo che dico che, prima di entrare in una relazione, bisogna saper amare ed essere a posto con se stessi)”.

Quale ipotizzi che sia la tua peculiarità artistica e quale supponi che siano le caratteristiche più apprezzate da coloro con i quali collabori, nonché dai tuoi ascoltatori? “Il sound delle mie canzoni è molto dance, cerco di creare un contrasto fra una musicalità quasi da club o da festival e un mood decisamente più emotional e meno superficiale… il mio obiettivo è far ballare la gente ma, allo stesso tempo, riuscire ad emozionarla e ciò sono sicuro che verrà capita ancor più con le uscite dei miei prossimi brani. In “Colpirmi” una delle mie reference principali è Fred again.. [clicca qui https://linktr.ee/fredagain], che credo riesca a pieno a comunicare questa mia medesima suddetta ambizione”.

C’è qualche tuo/a collega che stimi particolarmente e con il/la quale, ad oggi, saresti propenso a lavorare assieme stabilmente? E, qualora tu lo abbia seguito, c’è stato qualcuno (e perché) che ti ha favorevolmente colpito al Festival di Sanremo 2023? “Mi piacerebbe molto collaborare con produttori diversi, sia italiani che esteri, per vedere cosa potrebbe uscirne da ciò. Purtroppo non ho seguito per intero il Festival di Sanremo di quest’anno, però tante canzoni mi sono arrivate comunque… ho apprezzato molto la hit di Lazza, che si appoggia alle sonorità house che piacciono a me, e anche per quello che riguarda i restanti brani credo che la qualità in generale dell’evento si sia alzata rispetto agli ultimi anni”. 

Oggigiorno, parteciperesti volentieri a qualche talent show e/o reality? Qual è poi il tuo parere inerentemente le potenzialità dei social network e il loro utilizzo – e sui possibili motivi del fatto che, nella nostra odierna epoca, si sta assistendo sempre più a un proliferare di aspiranti “influencer”? “Partecipare a qualche talent show o reality non è nei miei programmi, ma non si sa mai… Per chi aspira a diventare un influencer, il problema è che da fuori sembra la formula perfetta per ottenere soldi facili ossia col minimo sforzo ma – specialmente ad alti livelli – non è così (se poi, pur consci di questa realtà valida per il più degli influencer, qualcuno riesce a diventarlo senza sforzo alcuno ben venga per lui/lei)”.

Pensi che esista il destino e, eventualmente, secondo quali termini? Ti sei mai interrogato a proposito della sussistenza del male nel mondo in rapporto alla presunta bontà, onnipresenza, onniscienza e onnipotenza attribuita dall’essere umano alla divinità e al suo operato (cioè sulla questione della Teodicea)? “Secondo me, il destino non esiste. In merito alla sussistenza del male nel mondo in rapporto a tutti i suddetti attribuiti che taluni affibbiano alla divinità, credo che ciò implichi che non esiste questa presunta buona divinità o magari esiste ma non è realmente come viene descritta dalle varie religioni”.

Infine, prima di salutarci, vuoi condividere con noi se hai delle novità in cantiere a stretto giro e alcuni progetti a più lungo termine? “Il mio progetto Omi andrà avanti, tirando sempre più in mezzo gente che possa aiutarmi… ci sono alcuni singoli già pronti e ci sono in serbo ulteriori altre  idee per il futuro”.   

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