Oggi la blogger, versatile e poliedrica trentaquattrenne Giulia Quaranta Provenzano – anche pluripremiata poetessa, fotografa e critica d’arte partecipante a mostre Personali e Collettive con Spoleto Arte e con Vittorio Sgarbi nonché attrice caratterista – ci propone l’intervista alla straordinaria Gretel Zanotti. La stilista e fondatrice dell’omonimo brand, Gretel Z., si è un po’ raccontata alla nostra libera collaboratrice imperiese…  

Buongiorno e grazie della tua disponibilità! Direttrice creativa e fondatrice di Gretel Z. ma anche terapista bioenergetica [clicca qui https://instagram.com/gretelzanotti?igshid=MzRlODBiNWFlZA==, https://www.gretelz.com/], vorrei chiederti subito qual è il motore interiore – quel qualcosa e chissà se anche quel qualcuno – che ti ha portata a intraprendere tale tuo meraviglioso e sfaccettato percorso professionale. “Ciao Giulia! Fin da quando ero piccola, ho sempre sentito la necessità di dover esprimere la mia creatività e la mia fantasia attraverso ad esempio la pittura, la scultura, il disegno e vari bozzetti di vestiti. Penso però che ciò sia comunque solo per una minima percentuale importante per quello che riguarda il percorso professionale che ho intrapreso perché, in esso, ci vuole soprattutto una grandissima determinazione… forse ci vuole appunto più determinazione che creatività in quanto la prima, in questo nostro mondo, è fondamentale. Sicuramente una parte importantissima nella mia vita l’ha la mia famiglia, che mi aiuta tutti i giorni – sarò scontata, la mia sarà una risposta prettamente italiana [N.d.R. ride], ma la mia forza è proprio e davvero la mia famiglia”.

Durante la tua infanzia e poi in adolescenza, a che cosa immaginavi (forse) di dedicarti una volta divenuta adulta e bambina sei stata? Come descriveresti invece attualmente la tua personalità, nonché quale colore vi assoceresti metaforicamente? “Ricordo che, da piccolina, avevo una grande passione e un grande talento – sebbene, detta così, suoni un po’ brutto [N.d.R. ride nuovamente] – per le posizioni di comando… ai tempi esercitavo tale mia detta attitudine nei confronti dei miei fratelli e, non per nulla, volevo fare la maestra. Mi appassionavano tutti quei lavori che permettono di trasferire conoscenza a qualcuno. Poi però mi sono resa conto che non mi piace studiare e allora ho abbandonato l’idea di diventare un’insegnante (per fortuna dei ragazzi che, così, mi hanno evitata) e, dato che invece disegnare mi piace da sempre, ho deciso di essere una creativa. Devo dire inoltre che da bambina stavo tantissimo in compagnia dei miei pensieri, non avevo tanti amici… per me, c’era un grande mondo al di fuori di quello reale ovvero era quello della mia mente e del mio inconscio. Ad oggi, in tutta sincerità, poco è cambiato rispetto ad anni fa. Sono rimasta molto fedele a quella che ero durante la mia infanzia… anche se certamente sono più consapevole e matura e oggigiorno so utilizzare al meglio i miei talenti. Il coloro che penso di poter associare alla mia personalità è il bianco poiché, proprio i vari colori, li rappresenta tutti”.  

Nata in provincia di Bergamo, l’8 settembre 1994, quanto e in che modo sono stati e sono fonte d’ispirazione e determinanti per la tua carriera lavorativa l’ambiente geografico e sociale (compreso quello familiare)? Inoltre, oggigiorno, quale ruolo hanno nella tua quotidianità l’epoca in cui vive e altresì i primi input ricevuti durante l’infanzia? “Senza dubbio, il luogo in cui ho vissuto da piccola – io poi, verso i miei diciannove anni d’età, mi sono trasferita sul Lago di Garda – non ha influito un granché positivamente per quello che concerne la mia carriera lavorativa… anche perché non mi piaceva il luogo in cui appunto vivevo, non amavo l’energia che vi era lì e non mi piacevano nemmeno tante persone che vi abitavano tant’è che l’ho sempre vissuto non come una trappola ma come qualcosa che non mi faceva bene all’esterno sì (e, difatti, stavo immancabilmente in casa). Il mio ambiente famigliare tuttavia era ed è stupendo, ho una famiglia bellissima che mi supporta ed è veramente speciale! Io, come ho anticipato poco fa, ero una bambina che viveva davvero nel proprio mondo… vivevo quindi di fantasia e di bellezza che mi creavo da sola e ciò ha veicolato la mia attuale quotidianità così come ha contato la mia data di nascita che, astrologicamente, mi ha donato la sopracitata determinazione e creatività che caratterizzano determinati aspetti del mio carattere. Una volta trasferitami a Desenzano del Garda, la beltà del paese e la serenità dei suoi abitanti hanno inciso in bene nella mia professione”.           

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Che cosa rappresenta per te la moda e l’arte più in generale e quale ritieni che sia il loro principale pregio e potere? “Penso che la moda sia una forma d’arte bellissima e che abbia molto-molto-molto potere sulle persone e sulla massa, al punto di essere in grado di dominarle… e infatti sono dell’idea che all’interno di una creazione di moda vi sia, purtroppo, tanto di politico – osservando, ho notato anche questa caratteristica. Il pregio d’essa (della moda), quando è fatta bene e le si dà vita per portare nel mondo qualcosa di bello, è che fa sognare. Quando un abito emoziona le persone significa che è speciale e che è davvero fantastico e mi dispiace il fatto di non vedere spesso il verificarsi di questo fenomeno, più usuale invece in passato… fortunatamente comunque anche adesso ci sono delle case di moda che, quando osservo le collezioni che propongono, mi lasciano estremamente affascinata. Ecco, sono dell’avviso che la moda debba essere capita ma che non tutti riescano in ciò e proprio per tale motivo è speciale”.   

Amante della bellezza, in che cosa identifichi appunto la beltà e sei del parere che esista il bello universale? “Sono del parere che sì, esista una bellezza universale ma che sia sbagliato come viene descritta questa Bellezza… Essa non è la bellezza estetica-esteriore, sebbene talvolta influisca nel giudizio che si ha anche quest’ultima. Io ritengo che il Bello sia e che dipenda soprattutto dalla luce che si possiede dentro di sé e dall’energia che si emana. Il bello universale è l’anima che l’artista trasferisce in una determinata opera, è il concetto di base – ed è, ciò, quanto rende ai miei occhi (e tuttavia ho notato anche agli occhi di tante altre persone) qualcosa o qualcuno davvero bellissimo. Esiste pure la bellezza soggettiva, ovvio… tant’è che quello che piace a me può non piacere a qualcun altro però, di base, a mio avviso è molto importante soffermarsi a vedere la luce fuori e dentro quello su cui si posa lo sguardo”.    

Quanto ti sembra che sia importante, soprattutto nella carriera di un personaggio pubblico, l’immagine? Pensi che essa, l’immagine appunto, possa e debba veicolare efficacemente significati emozionali e intellettivi, d’impegno verso un qual certo “quid”, psicologici a riguardo di sé e di coloro con i quali ci si interfaccia e che ne sia un indicatore di verità o di che cosa ti pare che sia indice l’esteriorità? “Tutti dicono che l’immagine sia molto importante, io sono parzialmente d’accordo con quello che viene affermato dal più della gente. A me piace tanto la semplicità e questo nonostante il fatto che gli abiti che creo siano, talvolta, non poco complicati e parecchio ricamati… di base, però, sono appunto una persona semplice. A volte mi piace agghindarmi, altre volte no e non do eccessivamente peso a quello che dicono o a quello che possono pensare le persone di me – sicuramente aiuta avere una preparazione d’immagine e seguire una cosiddetta linea, ma io non mi sento un personaggio pubblico e dunque non mi interessa ciò [N.d.R. ride, dal profondo di sé]. Io voglio solo essere me stessa ché tanto quello che ho dentro me, in qualche modo, arriva alle persone e questo è l’essenziale. Ritengo che sia fondamentale essere sempre se stessi e non snaturarsi mai perché, prima o poi, sennò si perde la propria vera essenza”.   

A tuo dire in che rapporto stanno libertà, resilienza e audacia sia che si tratti di vita privata che lavorativamente parlando? Benché inoltre io non voglia indurti ad alcuna preconfezionata categorizzazione riduttiva e ingabbiante, dal tuo punto di vista, che cos’è e come riconosci l’Amore (sia esso amor proprio, per altre persone e animali, per idee e ideali, per situazioni, luoghi, attività e molto altro ancora)? “Noto che – al giorno d’oggi – è sempre più difficile poter essere davvero liberi, resilienti e audaci… ho riscontrato che c’è troppa voglia di controllare le menti. Io, nondimeno, mi sento una mente libera: faccio e dico quello che voglio e quando voglio ma è anche vero che non ho una posizione in base a cui posso essere controllata e, purtroppo, non è invece così per tutti. Ci vuole molto coraggio per esprimere veramente chi si è e, nel mio settore, è assai semplice e facile sentirsi ingabbiati. Capita che anch’io, ogni tanto, abbia come l’impressione di stare in una prigione… più che altro è, questo della moda, un sistema che non è visibile al pubblico e che però è complesso e non è sempre piacevole o come viene descritto e lo fanno apparire alcuni individui… quindi sì, a volte ci si percepisce imprigionati. Io tuttavia, quando inizio a provare questa fastidiosa e spiacevole sensazione, mollo la presa per un attimo e lascio fluire tutto in maniera naturale (cioè stacco un po’ il controllo dalla situazione, perché permanervi non sarebbe salutare). L’amore è molto più semplice riconoscerlo nella Natura, che negli esseri umani, in quanto gli animali non raccontano bugie e non indossano maschere. Le persone, se amano, lo si capisce dalla luce che hanno negli occhi e dalla loro anima… si vede se stanno bene, se sono felici, se sono serene e a me piace circondarmi di tali anime che portano tanto benessere così come mi piace essere circondata d’amore”.   

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Quali sono i tratti esteriori (e interiori) che, di solito, ti fanno prediligere una modella piuttosto che un’altra e ce n’è qualcuna che stimi particolarmente e con la quale, ad oggi, saresti propensa a lavorare assieme più o meno stabilmente? Dall’altro lato, quale ipotizzi che sia la tua peculiarità artistica e quale supponi che siano le caratteristiche più apprezzate da coloro con cui collabori, nonché da coloro che indossano le tue creazioni? “Per me, è centrale la bellezza nell’accezione che ho indicato precedentemente. Quando seleziono una modella, oltre all’estetica, mi piace molto conoscerne il carattere… tendo infatti a scegliere sempre gli stessi volti proprio perché, di cuore, sono persone che mi fanno stare bene e con cui è piacevole lavorare insieme. Loro conoscono inoltre il mio stile e il mood delle mie creazioni ed è pertanto un vero piacere collaborare. Ho degli standard a livello di immagine in quanto le mie ultime collezioni rimandano un po’ alla beltà antica ed eterea, da dea… e, essendoci tante bellezze diverse, non tutte possono rappresentare il canone che adesso voglio mostrare. Nulla toglie che io possa magari, tra qualche anno, anche cambiare gusto – ma resta il fatto che sono comunque tanto attratta dalla beltà eterea appunto e da quella molto misteriosa. Mi piace il bello, il raffinato, l’elegante e tuttavia in primis mi calamita quel tipo di bellezza che si ha voglia di scoprire a fondo e di comprendere sempre maggiormente. Io sono molto fortunata, ho sempre ricevuto molti complimenti dai miei collaboratori e dalle modelle che hanno indossato e che indossano i miei capi e ciò mi rende estremamente felice. Proprio le mie modelle, quando indossano le mie creazioni, ogni volta mi dicono che si sentono donne nonché sensuali ed eleganti allo stesso tempo… e tali parole giungono alle mie orecchie quali fonte di gioia”.

Oggigiorno parteciperesti volentieri a qualche talent show e/o reality, mentre qual è il tuo parere inerentemente le potenzialità dei social network e il loro utilizzo (e sui possibili motivi del fatto che, nella nostra odierna epoca, si sta assistendo sempre più a un proliferare di aspiranti “influencer”)? “Non credo che parteciperei volentieri ad alcun reality, perché sono una persona estremamente riservata e non amo questo genere di programmi. Al di là del mio lavoro, non ho particolari talenti… non ho doti canore, non sono una grande ballerina e non mi piace stare al centro dell’attenzione quindi non penso che prenderei mai parte nemmeno a qualche talent show. Per quello che riguarda i social media, purtroppo, sono importanti… non sono comunque molto entusiasta della possibilità di lavorare con essi, però riconosco che oggi siamo fortunati ad avere accesso a simili piattaforme libere e gratuite – mentre, in passato, non era facile pubblicizzarsi senza esborsi pecuniari. Ciò mi porta ad affermare che proprio i social sono una grandissima forza e sono importantissimi, ma rimane il fatto che non mi diverte tanto il loro utilizzo per finalità lavorative. Per quello che poi concerne l’attuale numero impressionante di influencer, che nascono come funghi, ammetto che alcuni li considero parecchio validi e altri invece meno… ma ogni testa ha il suo cappello, non mi può piacere tutto”.   

Credi che esista il destino in senso laico o religioso oppure no e, eventualmente, secondo quali termini? Ti sei mai interrogata a proposito della sussistenza del male nel mondo in rapporto alla presunta bontà, onnipresenza, onniscienza e onnipotenza attribuita dall’essere umano alla divinità e al suo operato (cioè sulla questione della Teodicea)?Sì Giulia, mi faccio spesso queste domande da te poste e – essendo nel mondo del sottile, dell’energetico – a certi quesiti ho ricevuto anche risposta. Sono convinta che esista il destino per quello che riguarda la data di scadenza della nostra vita, quindi che sia già scritta la data della nostra morte e che però sia fondamentale il libero arbitrio. Tante persone dicono: “È destino che succeda questo o quest’altro…” e invece no, non è destino, in quanto la realtà ce la creiamo noi. Ogni persona attira tutto ciò che le succede e ciascuno di noi, parimenti, (ciò che succede) lo può combattere anche solo cambiando un ricordo del passato in maniera molto profonda… con una tecnica particolare, che sono fortunata a saper praticare, è possibile influenzare la propria sorte a piacimento (non è tanto semplice fare questo, ma è pazzesco quando ci riesci e dà risultati bellissimi)”.

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Infine, prima di salutarci, vuoi condividere con noi se hai delle novità in cantiere a stretto giro e alcuni progetti a più lungo termine? “Tornando al discorso di prima inerente al sentirmi ingabbiata, di recente ho vissuto qualche mese – dopo una situazione spiacevole che mi è successa – in cui ho voluto prendermi del tempo per me tant’è che voglio saltare due collezioni per ripulire la mia azienda… terrò i collaboratori più fidati e ne cercherò di nuovi, in quanto penso che debba esserci una svolta. Sono felice e serena, anche se tante persone sottolineano il mio voler stare momentaneamente ferma ma ciò non mi importa, nel senso che lo faccio per il mio benessere e per il benessere della mia stessa azienda che ha bisogno di riposare un attimo. Nel frattempo, comunque, io sto continuando a creare e voglio davvero dare nuova vita al mio brand… creare qualcosa di speciale e soprattutto riuscire a realizzare il mio sogno, che è molto grande e necessita dunque di tempo. Io poi, oltre a quelli nel mondo della moda, ho tantissimi interessi nel campo della bioenergetica e nel già citato mondo del sottile. Mi piace veramente tantissimo lavorare con l’energia e, di conseguenza, continuo ad apprendere e a imparare per diventare sempre più capace – altresì perché mi piace unire ciò proprio alla moda e penso che si possa dare luogo a qualcosa di magico grazie al loro incontro. Ti ringrazio molto, Giulia. Un bacio”.   

 

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