[GUIDA] Come scrivere una scheda prodotto per un ecommerce

Compilare una scheda prodotto è sempre un bel dilemma: grazie alle descrizioni, infatti, operiamo almeno una parte delle attività SEO onsite che vengono usualmente effettuate all’interno del nostro portale di e-commerce.

Ma quali sono i criteri che si possono adottare per scrivere al meglio una scheda prodotto?

Regole base per la compilazione delle schede prodotto

Ovviamente questo non significa che le regole di SEO tecnica per ottimizzare le schede non siano quelle di sempre, ovvero:

  • evitare di duplicare le schede prodotto, copia-incollando la stessa descrizione ovunque;
  • evitare di lasciare le schede prodotto vuote (Google prenderà quasi sempre testo a caso, nella descrizione in SERP);
  • evitare di duplicare le schede prodotto, copia-incollando la stessa descrizione e cambiando solo poche parole;
  • non tenere conto della lunghezza del testo fine a se stessa: non è vero che i testi debbano essere lunghi per forza tot parole, per poter funzionare lato SEO. Anche una descrizione breve e concisa, se giustificata dal contesto commerciale, può funzionare bene quanto una “lenzuolata” di testo – che è utile, il più delle volte, per cercare di beccare più ricerche possibili su quella pagina prodotto. La controindicazione in quest’ultimo caso è creare pagine che “accarezzino” vari argomenti o sottoprodotti generici senza mai focalizzarne uno, risultando sospette e difficili da usare per l’utente (e per Google, di conseguenza).
  • se i prodotti sono fisici, e non si tratta di servizi, è abbastanza importante che vengano inserite buone immagini dei prodotti, in alta risoluzione, e possibilmente non presenti su altri siti web, in modo che Google rilevi che sono foto originali (il che è sempre preferibile, secondo me);
  • fare in modo che nel testo, mentre lo scriviamo, compaiano le varianti del nome dello stesso prodotto, ammesso che siano ricercate o siano comunque significative: per esempio, se ottimizzate un prodotto come un hosting condiviso, potete distinguere in base al fatto che sia adatto per WordPress o Joomla!, ad esempio. al tempo stesso questo pone un dilemma che spesso è difficile da risolvere nell’immediato, e richiede un certo studio: le tassonomie del sito, cioè le suddivisioni concettuali he abbiamo operato a livello di prodotti e categorie, potrebbero in certi casi dover essere ripensate e resettate, proprio perchè, se non lo facciamo, rischiamo di far degenerare l’ottimizzazione in uan sovrapposizione di contenuti e potenziali duplicati “involontari”;
  • agire sempre sulla coerenza e integrità semantica del testo; i testi scritti male, anche se contengono tutte le parole chiave più belle mai pensate, non fanno mai fare buona figura e spesso scatenano la diffidenza del compratore.

I suggerimenti qui indicati valgono anche per ottimizzare le schede prodotto dei siti white label o affiliati, per la cronaca, anche se in questo caso alcuni criteri non sono applicabili e ci sono delle complicazioni irrisolvibili di mezzo (ad esempio: è difficile che da affiliati disponiamo di foto originali dei prodotti).

Opera su larga scala

Prima di tutto, è bene che il criterio sia scalabile: non dovremo quasi mai effettuare una singola ottimizzazione, infatti, che rischierebbe di essere poco efficace, bensì dovremo fare lo stesso su più di una scheda prodotto, se non su tutto il nostro catalogo online. È importante quindi utilizzare un criterio uniforme nel fare questa delicata operazione, ed è importante farlo su larga scala. Se abbiamo un catalogo di 1000 prodotti e rivediamo i contenuti soltanto di 10 di essi, è improbabile che il sito ne possa beneficiare; se lo facciamo su 300-400 prodotti, in teoria – e solo in teoria, la pratica potrebbe smentirci – mi aspetto che Google “si accorga” prima della differenza.

Lavora sulla call-to-action

Ogni pagina del nostro e-commerce dovrebbe essere pensata come una pagina informativa, che sia strutturata in modo adeguata (strutturata nel senso che i vari pezzi che la compongono siano chiari ed inequivocabili), che abbia un aspetto grafico gradevole e che soprattutto ci sia una call to action bene in vista.

Nel marketing le call-to-action sono le “chiamate all’azione”, che in questo contesto sono il più delle volte legate al bottone per inserire il prodotto nel carrello, oppure (per estensione) si focalizzano sul bottone per pagare gli acquisti fatti, ed evitare che i prodotti nel carrello restino invenduti.

un esempio serve a focalizzare l’aspetto essenziale della UX di una buona pagina per gli acquisti online di un prodotto: un bel bottone bene in vista, in questo caso di colore verde, sul quale scrivere a nostra scelta “Aggiungi al carrello”, “Acquista ora” e così via.

La regola più importante… non è scritta da nessuna parte 🙂

Chiarito questo, bisogna fare una considerazione molto importante: il testo di una scheda prodotto potrebbe essere utile per il posizionamento del prodotto stesso, a volte invece – molto più brutalmente, purtroppo – non lo è. Non sempre, quindi, fa la differenza in termini di conversioni, tantomeno nei tempi e nei modi che ci aspetteremmo.

Al tempo stesso, il testo deve essere concepito per essere comprensibile e funzionale non per i motori di ricerca, bensì solo ed esclusivamente per gli utenti target: per quanto molti manuali e blog di settore, spesso anche molto autorevoli, parlino di scrivere testi “ottimizzati” sia per i motori che per gli utenti, è più che sufficente ragionare in termini di utenti.

Lasciate perdere, ovviamente, qualsiasi idea di fare keyword stuffing (ripetere sempre le parole chiave come capita, basta che ci siano) e di copywriting SEO (una cosa che per molti versi non ha senso e non è funzionale), e semmai ragionate sempre nell’ottica della search intent: cosa pubblicano i concorrenti del mio settore per attrarre visitatori? Posso fare anch’io lo stesso senza copiare brutalmente dai competitor?

E sapete perchè, tutto questo? Perchè se non sappiamo nulla sui motori, di fatto, sappiamo molto di più sul target della nostra utenza: quello che si aspetta di leggere, quello che gli interessa sapere del prodotto, anche la scelta delle caratteristiche fa una certa differenza ed è fondamentale da focalizzare. Sono aspetti forse più legati all’aspetto di marketing che a quello SEO, ma è anche collegato al fatto che non esiste, nel modo più assoluto, una “Tecnica” per scrivere bene le schede prodotto che vada bene per chiunque: un conto è vendere articoli di sexy shop (in cui più che le descrizioni conta il fatto che siano comprensibili in caso di eventuali ambiguità, ad esempio), un altro è vendere ricambi per trattori (per cui invece una scheda tecnica anche copia-incollata potrebbe funzionare meglio di un testo “creativo”).

 

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