Fake news, bufale e gli spaghetti alla puttanesca

Nel dibattito tra debunker e complottisti (di cui parlavamo ieri) spesso si finisce, per non dire quasi sempre, con la smentita ufficiale della “notizia” che si rivela gonfiata o inventata.

È successo di recente con la pseudo-polemica sugli spaghetti alla puttanesca, che ha occupato le cronache di vari giornali nei giorni scorsi a causa di un’affermazione travisata. Di fatto tutti, o quasi, i media avevano affermato che la blogger Nigella Lawson (molto nota negli USA, soprattutto) sostenesse che non si poteva più dire “spaghetti alla puttanesca” perchè considerato offensivo per le donne. Il problema è che non è vero: la notizia è stata ufficialmente smentita, tanto per (non) cambiare, dalla Lawson stessa (ne parla approfonditamente pure bufale.net).

Quindi non è vero che la Lawson ha detto che “Puttanesca” è offensivo e non politicamente corretto, eppure sono convinto che lì fuori ci sono comunque un sacco di persone che ancora si arrabbiano e ne parlano, perchè secondo loro non è giusto (ma è come arrabbiarsi perchè uno gnomo o una fatina ci ha insultato).

Come sempre, verrebbe da dire, come era successo con la “notizia” di Grease sessista, ed in svariati ulteriori casi fake del genere, risolti sempre con un “nulla di fatto” a cui seguiva il più deprimente silenzio. Nell’era della post verità succede, questo ed altro ancora.

Mi chiedo pero’ che fine facciano tutte queste notizie, una volta che sono smentite e le persone interessate l’hanno buttata abbastanza in “caciara”, esattamente che fine fano quelle notizie? Smentite e sbufalate, rimangono dove? Nel non-spazio, forse? Verranno un giorno ripescate o rielaborate da qualche tweet su cui i giornali un tempo verificabili ed affidabili costruiranno altre notizie inventate? Ad esempio la notizia che aveva “entusiasmato” (?) vari novax sul fatto che ci fosse un focolaio di Covid-19 all’ospedale Sant’Eugenio, poi verificato che si trattava di un singolo paziente, che fine farà? Non dovrebbe forse servire a convincere tanta gente che la pensa in quel modo che si tratta di bugie costruite ad arte per alimentare gli stessi social network che poi, a volte, dicono di odiare? Non dovrebbe ridurre le schiere di complottisti proprio perchè, secondo quel pensiero medio, la gente non ragiona? Bisognerebbe sforzarsi di superare questa distorsione cognitiva e solo allora, nel senso più vero del termine, potremo diventare più liberi.

Photo by Eiliv-Sonas Aceron on Unsplash

Redazione

Articolo a cura di LeUltime.info.

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