Alla riscoperta di Io, es, superio secondo Sigmund Freud

Definizione: cosa sono in psicoanalisi Io, Es e Super-io

L’Es, l’Io e il Super-Io rappresentano tre concetti cardine della teoria psicoanalitica freudiana, i quali sarebbero in grado di descrivere altrettanti agenti distinti e interagenti nell’apparato psichico. I tre agenti sono costrutti formali o teorici che descrivono, in modo più scientifico di quanto proposto ad esempio dagli archetipi di Jung, le attività e le interazioni della vita mentale di una persona.

Nello specifico abbiamo che:

  • l’Io è un agente organizzato e realistico, una “voce interiore” che cerca di mediare tra i desideri istintuali dell’Es e il Super-Io, tipicamente molto critico.
  • l’Es è l’insieme dei desideri istintuali non coordinati;
  • il Super-Io svolge un ruolo critico, quasi da moralizzatore;

Secondo Freud, a riguardo:

L’importanza funzionale dell’Io si manifesta nel fatto che, normalmente, il controllo sugli approcci al complesso delle attività umane spetta ad esso. In tal modo, nella sua relazione con l’Es, l’Io è una specie di uomo a cavallo, che deve tenere a freno la forza, innegabilmente superiore, del cavallo […]. L’analogia può essere portata oltre: spesso il cavaliere, se non deve essere disarcionato dall’animale, è obbligato a guidarlo dove vuole andare.

Che cos’è l’Es per Freud

L’Es rappresenta la parte inconscia dell’Es, legati alla libido, l’energia sessuale irrazionale che poi, col tempo, con altri studiosi come Lacan ha assunto, riprendendo gli studi di Freud, una valenza più generale non legata necessariamente al sesso. In questa veste, peraltro,  l’Es è assolutamente amorale.

Che cos’è l’Io per Freud

Sigmund Freud considera l’Io o Ich una struttura, o per meglio dire un’istanza psichica: l’Io si definisce come una struttura organizzatrice che ha il compito, spesso ingrato e difficoltoso, di mediare pulsioni, impulsi, esigenze sociali, rappresentate alternativamente dall’Es e dal Super-Io, spesso in conflitto tra loro.

L’Io rappresenta anche la parte conscia dell’Es, che si occupa anche della rimozione delle parti di vissuto imbarazzanti o difficili da gestire per l’individuo. Nella definizione di Freud, l’Io si sforza di essere morale.

Che cos’è il Super-Io per Freud

L’esistenza del super-io, per quanto sembri anomala a prima vista è osservabile nel modo in cui le persone possono considerarsi colpevoli e cattive, vergognose e deboli e sentirsi obbligate a fare determinate cose. Freud ha più volte sottolineato, fino dai primi anni Venti (1923), del resto, “il carattere generale della durezza e della crudeltà esibito dall’ideale [dell’ego]: il suo dittatoriale ordine, che risuona come Tu farai“.  Inoltre, scrive ancora Freud, il Super-io può diventare ipermorale, e quindi crudele quanto solo l’Es può esserlo.

Il Super-Io è anche sede della coscienza morale di ogni individuo, per cui è sostanzialmente utile in questa inevitabile veste.

David Webb from Alicante, Spain, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons