Oggi la blogger Giulia Quaranta Provenzano ci propone l’intervista allo scrittore, giornalista e videomaker Francesco Basso, del quale è possibile visionare il profilo Instagram cliccando su https://instagram.com/francescobassostyle?igshid=MzRlODBiNWFlZA==         

Buongiorno Francesco! Vorrei chiederti subito qual é il motore interiore, quel qualcosa e forse anche quel qualcuno, che ti ha portato a intraprendere il tuo viaggio nella scrittura. “Buongiorno Giulia! Il motore interiore che mi ha portato a scrivere è il fuoco che sento dentro me. Quando scrivo mi sento vivo, il voler dare vita a storie e il desiderio che esse vengano lette è per me come un demone e non posso farne a meno… tale mio desio è appunto un fuoco che non può essere spento, se non – soltanto – con le parole che metto nero su bianco su carta. Proprio il desiderio di esprimermi mi fa capire che esisto e il desiderio di essere letto, secondo quella che è la mia sensibilità, dà un senso a tutto. Sì scrivere è un viaggio, è vero, e forse le lettere sono i passi che sto facendo nella mia vita ossia sono (ciò che vorrei fossero) le mie orme”.

A che cosa, forse, negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, immaginavi di dedicarti una volta divenuto adulto? “Da piccolo disegnavo mostri e facevo fumetti davvero minimali. Poi, verso l’adolescenza, mi sono cimentato nella scrittura di poesie e ciò lo sto portando avanti ancora adesso. Provo altresì a ricreare poesia nella narrativa e narrativa nella poesia. È a partire dai vent’anni d’età che ho cominciato a esprimermi proprio attraverso le poesie, i racconti e i romanzi. A volte inoltre scrivo canzoni, “rumoro” (ché dire che suono sarebbe troppo) in una band punk ossia nei Bankok Pericolosa. Scrivere per me è respirare, è vivere, anche se molte volte significa provare dolore proprio come quando si vive… e a volte invece significa ed è sinonimo di felicità”. 

Che cosa rappresenta per te la scrittura e l’arte più in generale e quale ritieni che sia il loro principale pregio e potere? “L’arte, per me, non è omologazione ma è essere se stessi ed è avere (da esprimere) una propria idea e un proprio contenuto. Ho creato quella che ho denominato <<Scrittura Screativa>> proprio per indicare, con la –S, che per me non è solo la tecnica che fa lo scrittore ma è la sua anima e il suo talento. Credo nelle Muse, all’ispirazione, al romanticismo della scrittura e non invece alla mera riproducibilità… bensì credo appunto nella meraviglia dell’arte. Personalmente, parlando nella veste di lettore, apprezzo chi mi meraviglia per le sue idee e il suo pensiero ovvero in uno scrittore apprezzo il fatto che possa insegnarmi qualcosa e ciò che ci dona grazie alla sua unicità”.

Ci racconti quando e perché hai deciso di scrivere – con Marco Vallarino e Paolo Sista – il libro “Scacchiera a tre” e che cosa ti ha portato a volerlo poi pubblicare? Con quale proposito e speranza lo hai dato alla luce? “Il libro SCACCHIERA A TRE è un’antologia pulp, mi contattò Paolo Sista (che ne è il curatore)… I miei scritti, all’interno del suddetto libro appunto, li ho scelti attentamente e alcuni sono dei credo realistici, altri pulp e altri ancora ironici. Tale libro è una raccolta molto originale perché, sia i miei compagni di viaggio Marco Vallarino e Paolo Sista che il sottoscritto, abbiamo scritto dei racconti che sembrano provenire da un’unica entità (come se ci fosse stata una Musa al di sopra di noi, a guidarci verso un  comune intento). Adesso sto finendo di scrivere un romanzo antimilitarista, lo sto ultimando poiché ho paura della guerra e dei suoi effetti. Scrivo perché ho bisogno di comunicare al lettore e di dire a me stesso che esisto e che sono vivo e che posso vivere più a lungo attraverso la lettura e i miei pensieri. A volte è la Musa che mi chiama, altre volte è il Caso, altre volte ancora sono io stesso che decido di appuntare cosa mi passa nella mente ma spesso è tuttavia proprio l’ispirazione a trovarmi e a stanarmi”. 

C’è una riflessione o uno spunto di riflessione, un’informazione, un messaggio che vorresti che non passasse inosservato ai lettori? “Una delle mie ambizioni è fare in modo che il lettore riconosca in me uno stile unico, cosicché io stesso possa essere un genere e non osservare invece io un genere! Vorrei essere ovvero conoscibile e riconoscibile, originale e unico. Come ho già anticipato, sostengo ciò sia da lettore che da creatore e infatti ho idea che il lettore medesimo sia un creatore di quello che legge, in quanto egli immagina scenari e prova emozioni… ed è così che quest’ultimo riceve e dà vita, attraverso i propri occhi, all’opera”.

Infine condividi con noi quali sono i tuoi prossimi progetti sia a stretto giro che a più lunga gettata? “Il prossimo libro che pubblicherò sarà molto realistico e sarà contro la guerra. POESIE DI DOMANI, la mia ultima opera, invece ha partecipato al Premio Strega Poesia e penso di portarle a numerose presentazioni. Tempo fa ho scritto pure UN VEGANO SU MARTE, HORROR CHEF, NEW YORK TORTURE – UN OMAGGIO A LUCIO FULCI, RACCONTARE IMPERIA e non mi fermerò a soli questi sopracitati scritti ma continuerò e sto continuando a scrivere… non posso proprio farne a meno”.

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