Australian Open: la finale sarà Djokovic – Medvedev

Due netti 3 a 0 nelle semifinali hanno decretato i nomi dei finalisti degli Australian Open. Ieri, il numero uno al mondo Novak Djokovic, ha infranto i sogni di gloria del russo Karatsev, arrivato in semifinale partendo dalle qualificazioni, cosa che in un torneo del grande slam non accadeva dal lontano Wimbledon 2000. Nella mattinata di oggi, invece, il russo numero quattro al mondo Daniil Medvedev ha spazzato via con meno resistenze di quanto si sarebbe potuto pronosticare il greco Tsitsipas, numero 6.

Tornando alla partita tra Djokovic e Karatsev, terminata con il punteggio di 6-3 6-4 6-2, le 114 posizioni di differenza nella classifica mondiale si sono viste tutte. Al russo non è certo mancato orgoglio e buona volontà ma per far fuori un mostro della disciplina come Djokovic a queste doti imprescindibili vanno sommati varietà di gioco, skills efficaci, battute vincenti a doppia cifra (sui tre set) e ferrea tenuta mentale, cose che il buon Karatsev non poteva certo togliere dal cilindro da un giorno all’altro. Il serbo, padrone della classifica mondiale, non ha dovuto faticare troppo per vincere l’incontro in meno di due ore e concedendo solo un break. Ma, come avevamo già sottolineato dopo l’incontro dei quarti, anche ieri è apparso più nervoso di quanto un incontro sulla carta facile e una serie di piccoli acciacchi fisici potrebbero giustificare. Djokovic, durante il torneo australiano, finora ha dimostrato almeno due volte, contro Fritz e contro Zverev, di essere stato sul punto dal commettere un clamoroso (più contro il primo che contro il secondo) passo falso e il sospetto che dietro al suo malcelato nervosismo ci siano acciacchi fisici ben più importanti di quanto voglia dare a vedere, si fa sempre più forte.

Nell’altro incontro, invece, Medvedev ha dato l’impressione di essere più in forma che mai contro uno Tsitsipas in calo di condizione fisica e mentale dopo la vittoriosa maratona contro Nadal ai quarti di finale. A tratti, il russo è sembrato un cyborg: 17 ace contro i 3 del greco, 88% di punti vinti sulla prima di servizio contro il 69% dell’avversario, 5 break vinti nei tre set terminati 6-4 6-2 7-5. Questi numeri non dicono tutto quello che il russo ha fatto vedere almeno nei primi due set quando il greco è sembrato essere uno sfortunato sparring partner, capitato lì per caso a prendere pugni a destra e a manca senza mai riuscire ad entrare nel vivo del match. Al terzo set, sul punteggio di 3 a 1 per Medvedev, Tsitsipas ha uno scatto d’orgoglio, vince un break al rivale e sembra aver trovato le forze per riaprire il set, complice un inaspettato calo nella battuta del russo. Ma non è giornata per il greco e Medvedev mette di nuovo la freccia, strappa il break sul 5 pari e chiude 7 a 5. Se per Tsitsipas il match non è girato a dovere, per “l’Ivan Drago degli smilzi” oggi è stata una partita quasi perfetta.

E’ vero, il russo non è giocatore da voilée e colpi ad effetto, lui è un “ingegnere” non un “architetto”, tira forte e dritto e prende sempre l’angolo più lontano dall’avversario non lasciandogli scampo, alcuni colpi hanno avuto un angolo di incidenza talmente assurdo da far tornare alla memoria i videogiochi Atari degli anni ’80. Poi è dotato della battuta più micidiale del circuito (ad eccezione, forse, dei colossi da due metri e dieci di altezza Opelka e Isner che, a conti fatti, giocano “un altro sport” in cui realizzano tanti ace ma vincono pochi tornei) contro cui è davvero difficile trovare difesa. Ma i suoi punti deboli li ha e possono risultargli letali, soprattutto sulle superfici lente (non è un caso se al Roland Garros non ha mai superato il primo turno): soffre terribilmente gli scambi lunghi e quelle poche volte che l’avversario riesce ad andare a rete il russo neanche tenta una reazione. Forse il carattere glaciale – alla Ivan Drago, appunto – è un altro punto debole sul quale deve lavorare: non sono state belle a fine partita le sue esultanze irridenti verso il pubblico (che finalmente si è tornato a vedere numeroso sugli spalti e che, a sua parziale discolpa, era completamente schierato con il greco) e in  uno sport ipermediatizzato (che riflette la società) determinati atteggiamenti sarebbero da evitare.

Finale Australian Open 2021: dove vederla?

Per chi volesse seguire il match in TV, sarà trasmesso domenica 21 febbraio 2021 alle 9:30 (ora italiana) sui canali 210 di Sky (Europort), ma anche in streaming su DAZN e su Eurosport Player.

L’appuntamento con il grande tennis ora è pertanto per domenica mattina, alle 9:30 (ore italiane), per l’atto conclusivo del torneo tra Djokovic e Medvedev. Non chiedetemi pronostici, mai mi azzarderò a farlo… ma non mi sottraggo a sottolineare un dato che è risultato evidente durante tutto il torneo: Djokovic è nervoso, Medvedev glaciale…