Risarcimento dalla banca con investimenti in perdita: come funziona

È possibile ottenere un risarcimento dalla banca se si è in perdita con un investimento o un fondo? La legge prevede che il consulente di investimento o il broker siano obbligati a descrivere ai clienti la tipologia di strumento finanziario che viene comprata, le sue caratteristiche e i rischi che ne derivano.

Eseguire investimenti in modo oculato è indispensabile, non solo per quel che riguarda le decisioni da prendere, ma anche in riferimento ai consulenti e agli istituti a cui affidarsi. Per ciascun investimento la regola di base è che gli istituti hanno l’obbligo di dare ai propri clienti dei suggerimenti appropriati.

La richiesta di risarcimento

Per poter richiedere un risarcimento è necessario controllare e verificare il contratto che è stato firmato, in modo da accertare se i suggerimenti di migliori investimenti da cui sono scaturite le perdite siano in linea con il profilo di rischio.

Di conseguenza, il cliente di un istituto può usufruire di un risarcimento nel caso in cui abbia patito delle perdite dovute a investimenti o fondi che sono state provocate dalla scarsa competenza del consulente della banca o da una condotta non conforme agli accordi. In altri termini, il cliente ha il diritto di ricevere in anticipo tutte le informazioni del caso a proposito dei rischi del servizio o del prodotto verso cui i soldi verranno dirottati. Queste informazioni sono di fondamentale importanza e richiedono la massima attenzione.

Infatti, è in gioco la possibilità di subire perdite, totali o anche solo parziali, relative al proprio investimento; in altri casi, ci si può ritrovar costretti a versare una somma più elevata rispetto a ciò che si è investito o che si è perso.

Gli obblighi del consulente di investimento

I consulenti di investimento e i broker sono tenuti a far conoscere ai clienti tutto ciò che riguarda la tipologia di strumento finanziario che viene comprato attraverso il servizio di investimento, incluse le sue caratteristiche e i vari rischi che ne scaturiscono.

Per quel che riguarda i rischi, è necessario che essi vengano sottolineati, nel caso in cui siano pertinenti rispetto alla tipologia di strumento finanziario che viene affrontata di caso in caso; inoltre va specificato il fatto che dall’investimento potrebbero derivare delle passività potenziali, delle obbligazioni o degli impegni che andranno ad aggiungersi alla spesa sostenuta per acquisire il titolo. Per essere più chiari: non solo si rischia di perdere il denaro che è stato investito, ma può capitare perfino di dover versare altri soldi. In gioco ci sono, tra l’altro, le pratiche di marginatura che sono correlate all’investimento e l’incidenza dell’effetto leva, oltre al rischio di perdita totale.

Infine, c’è da prendere in considerazione la probabilità di oscillazioni del valore dello strumento finanziario, a cui potrebbero essere correlati dei limiti in relazione alla liquidabilità.

Gli obblighi per le banche secondo la Corte di Cassazione

Per le banche è in vigore l’obbligo, che è stato puntualizzato dalla Corte di Cassazione, di mettere a disposizione tutte le informazioni utili a proposito dei rendimenti, della natura e di tutte le caratteristiche del titolo.

Infatti, non è legittimo presupporre che gli investitori siano tenuti ad afferrare le varie implicazioni di un certo investimento, neppure nel caso in cui abbiano già comprato dei titoli (azioni, ma non solo) in passato, per quanto a rischio elevato. Ecco, quindi, che la figura del consulente di investimento riveste un ruolo di primo piano, anche per verificare i margini di manovra in relazione a una eventuale domanda di risarcimento.

Secondo le disposizioni in vigore al momento, gli investimenti non possono essere avviati dagli intermediari fino a che i clienti non sono stati informati delle spese correlate al servizio previsto.

Il prezzo complessivo a carico del cliente

E non è tutto: se si presta fede a ciò che è stato comunicato e reso noto dagli enti di vigilanza, è dovere degli intermediari segnalare anche il costo complessivo a carico del cliente in relazione allo strumento finanziario e al servizio. Vanno indicati, inoltre, i diversi elementi che formano il costo complessivo, i tassi di cambio e le spese per gli investimenti in valuta. Infine, è necessario rendere nota la possibilità che ulteriori costi e altre imposte emergano oltre alle spese che riguardano il servizio dell’intermediario.

Quali obblighi hanno gli intermediari

Nel novero degli obblighi a carico degli intermediari c’è anche quello di tenersi informati a proposito della situazione del cliente, dal momento che tale condotta risulta funzionale rispetto all’obbligo di curare i suoi interessi dal punto di vista professionale e in maniera diligente.

Questo obbligo resta in vigore nel corso di tutta la fase esecutiva del rapporto e viene rinnovato tutte le volte che ciò è richiesto dall’entità e dalla natura delle singole operazioni, anche perché la situazione del cliente può cambiare significativamente con il passare del tempo. Foto di martaposemuckel da Pixabay